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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
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A cura di Blog Collettivo

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Agire d’impulso o prendere tempo? Occorre il giusto equilibrio

Quando viviamo d’istinto, facendoci guidare dal sentimento il “sentire” prevale sul “capire”. Se viceversa agiamo ponderando, riflettendo a lungo sul da farsi mandiamo avanti la razionalità. Se prevale la prima modalità siamo in contatto con l’interiorità

Quando viviamo d’istinto, facendoci guidare dal sentimento il “sentire” prevale sul “capire”. Se viceversa agiamo ponderando, riflettendo a lungo sul da farsi mandiamo avanti la razionalità. Se prevale la prima modalità siamo in contatto con l’interiorità, dotati di fantasia, creatività e immaginazione, ma nel tempo non concretizziamo, ci potremo bloccare di fronte a questioni pratiche o burocratiche, avendo anche difficoltà nelle discussioni. Se siamo più propensi al ragionamento siamo freddi e sappiamo calcolare le conseguenze delle azioni, ma potremo perderci il gusto di viverle.

Sul versante dell’irrazionale ci sono le patologie psichiche: dalle forme più gravi di psicosi alle lievi nevrosi. Tutte le alterazioni dell’equilibrio psichico, ogni meccanismo psicologico di difesa per evitare stati d’animo penosi, come ansia, umiliazione, paura, invidia, sacrifica la valutazione della realtà, alterando i processi razionali. Solitamente l’irrazionale viene etichettato come un difetto, qualcosa di illogico, poco intelligente, o dominato dalla passione; positivamente è considerato il razionale come qualcosa di ordinato, conforme alla ragione, svolto con criteri scientifici.

Ma non sempre è tutto così categorico, ad esempio anche l’innamoramento e i sogni sono dettati dall’irrazionale, dalla favola, dall’alterazione della realtà, l’esaltazione della persona amata e si nutrono di passioni. Si tratta, però di modalità d’espressione dell’impulso salutari poiché nel sogno sfoghiamo le nostre paure e ansie. Tutte le emozioni sono impulsi ad agire per gestire in tempo reale le emergenze della vita, come ad esempio la paura ci attiva alla fuga o all’attacco per sopravvivere.

Anche la psicoanalisi successiva a Freud e le neuroscienze ci dicono che non è possibile tracciare una distinzione netta all’interno della nostra mente tra ciò che è razionale e ciò che non lo è. Si è compreso infatti che anche le emozioni, i sentimenti, gli affetti, le fantasticherie sono elementi preziosi del nostro essere, componenti necessarie per ottimizzare funzioni intellettuali, per l’apprendimento e la conoscenza. Queste si mescolano armonicamente con la parte razionale di noi.

La chiave di tutto è sempre la consapevolezza, la capacità di vedersi dall’esterno, essere presenti e comprendere che, ad esempio, siamo in collera, piuttosto che fortemente tristi: così possiamo tentare di controllare l’impulso comportamentale e capire come funzioniamo davanti ad uno stimolo. L'autoconsapevolezza delle proprie emozioni è l'elemento costruttivo dell’intelligenza emotiva, importante per liberarsi di uno stato d'animo spiacevole. Si tratta della capacità di motivarsi e perseguire un obiettivo nonostante le frustrazioni; controllare gli impulsi; modulare i propri stati d'animo evitando che la sofferenza ci impedisca di pensare.

Di solito c'è un equilibrio fra pensiero e sentimento; l'emozione alimenta e informa le operazioni della mente razionale, mentre questa rifinisce e a volte oppone l’impulso. Nel complesso rapporto fra sentimenti e pensiero, l’emozione guida le nostre decisioni, momento per momento, in stretta collaborazione con la mente razionale, consentendo il pensiero logico o rendendolo impossibile.

Cuore e ragione, coscienza e inconscio, istinto e calcolo devono essere compresenti nella nostra vita in modo armonico e integrato. Riservare un posto adeguato all’istinto dovrebbe essere il frutto della consapevolezza di sé che nasce dall’osservazione priva di giudizio verso i propri sentimenti, e non l’incapacità di riconoscere le proprie istanze emotive.  Saper vivere gli opposti non solo protegge la salute ma fa anche accadere le cose più adatte a noi, perché ci dispone in armonia con la nostra vera natura. (rita.verardi@libero,it)     

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