menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
BrindisiReport.it

BrindisiReport.it

Ai nostri lettori, per il terzo anno di vita di BrindisiReport.it

Il 26 febbraio 2013 il nostro quotidiano online compie tre anni. Nei primi due mesi del 2013, non ancora trascorsi, abbiamo registrato più visite dell’intero 2010 (1.510.128 contro 1.146.618). Basti questo per sottolineare la crescita degli accessi. Ma probabilmente i lettori più attenti se ne sono accorti, perché noi ogni giorno mettiamo in chiaro i nostri conti in una finestra sulla colonna di destra che segnala la progressione delle viste quotidiane e il totale dall’inizio del nostro cammino, oltre alla media annuale. Siamo riusciti però, editori e redazione, a toccare anche un altro risultato: il pareggio di bilancio alla fine del 2012. E di questi tempi riteniamo si tratti di un traguardo che premia il nostro impegno tanto quanto la crescita dei lettori.

Il 26 febbraio 2013 il nostro quotidiano online compie tre anni. Nei primi due mesi del 2013, non ancora trascorsi, abbiamo registrato più visite dell'intero 2010 (1.510.128 contro 1.146.618). Basti questo per sottolineare la crescita degli accessi. Ma probabilmente i lettori più attenti se ne sono accorti, perché noi ogni giorno mettiamo in chiaro i nostri conti in una finestra sulla colonna di destra che segnala la progressione delle viste quotidiane e il totale dall'inizio del nostro cammino, oltre alla media annuale. Siamo riusciti però, editori e redazione, a toccare anche un altro risultato: il pareggio di bilancio alla fine del 2012. E di questi tempi riteniamo si tratti di un traguardo che premia il nostro impegno tanto quanto la crescita dei lettori.

Dall'inizio del corrente anno, la media quotidiana delle visite supera quota 27mila. Dal 26 febbraio 2010 le nostre pagine hanno ricevuto un numero di accessi superiore ai 13 milioni. Abbiamo molti contatti a Milano, Roma, Bari e nelle altre città pugliesi, e pensiamo di esportare una immagine del nostro territorio molto fedele ai problemi, alle risorse, ai successi e agli insuccessi in tutti i settori della vita pubblica, dell'economia, della giustizia, della cultura e del costume. Tutto ciò con i limiti che comporta l'operare con una redazione numericamente ridotta, molto inferiore per numero di giornalisti agli organici delle sedi locali dei quotidiani tradizionali e anche a quelli delle tv locali.

Se non riusciamo ad offrire molto di più, e tutto ciò che vorremmo, il problema è legato esclusivamente a questo limite, ma è stata una scelta precisa quella di tenere basso il costo del lavoro, per garantire un lungo percorso al giornale. E' a questo punto che voglio ringraziare tutti coloro che con la loro generosità intellettuale, la loro amicizia e la loro attenzione verso di noi ci hanno regalato ogni settimana i loro commenti ed approfondimenti: Peppino Caldarola, Maria Cariello, per i temi della politica nazionale e della società in trasformazione, ma anche Pasquale Colelli, Antonio Caputo, Enzo Albano per le vicende sportive, culturali e amministrative brindisine, e tanti altri che hanno arricchito la nostra informazione in maniera meno assidua ma sempre importante, pertinente e preziosa.

Uno dei primi, ulteriori passi che abbiamo deciso di compiere è quello di allargare il numero delle persone che scrivono per i lettori di BrindisiReport.it perché sentiamo il bisogno di legare di più il giornale ai temi dell'innovazione, della cultura, della scuola, settori che a Brindisi producono esperienze importanti anche per il Paese. E' l'altra faccia di una città, di un territorio che conserva parte delle contraddizioni del Mezzogiorno d'Italia, ma in cui sono più evidenti anche alcuni bisogni avanzati, come quello del riequilibrio tra ambiente e sviluppo, la crescita di nuovi modelli industriali accanto a quelli vecchi, e su tutti l'urgenza di sostituire alla vecchia politica e alle sue pratiche una classe dirigente che esiste sul piano delle potenzialità, ma non riesce ad emergere e ad occupare amministrazioni locali ed enti economici perché sistematicamente dissuasa, tenuta a distanza, spesso combattuta.

Abbiamo scoperto, in questi anni, la forza e la bellezza ideale di una gioventù che oramai è l'unica ad avere la capacità di riempire le piazze e di reagire alla violenza e alle ingiustizie. Ma sono molti quelli che continuano ad andare via, giustamente, per cercare un futuro altrove. Chi può dare loro torto, se qui invece di sanare le vere fonti degli sprechi, si premiano invece le incompetenze e si gonfiano carrozzoni che andrebbero ristrutturati e resi produttivi, e si tagliano i fondi all'università? L'incompetenza, anzi, domina sovrana, resa tronfia da un potere politico in realtà effimero e inconsistente quando si trova al cospetto di livelli di confronto regionali o nazionali.

Potrei parlare ancora a lungo di temi e battaglie che facciamo e che vogliamo intraprendere o continuare. Ma noi giornalisti dobbiamo concretizzare tutto ciò che vediamo e pensiamo in notizie, e fare funzionare la macchina al meglio. Perciò ci vogliono persone fortemente motivate, in questa informazione 2.0 che oramai galoppa per accontentare la ricerca sempre più febbrile di articoli, foto, video, fatti, da parte di lettori che spaziano nel villaggio globale attraverso i tasti virtuali dei loro smartphone, tablet, netbook. Una evoluzione inarrestabile che ha cambiato anche la professione giornalistica.

Un percorso non facile (bastano le vicende di alcune testate online nazionali a dimostrarlo), perché mutano in maniera sostanziale le regole del gioco anche sul piano del finanziamento di queste operazioni editoriali. Oggi è impensabile fondare le sorti di una testata che opera solo sul web esclusivamente sulle entrate pubblicitarie: ci vuole anche l'azionariato dei lettori, ci vuole la partecipazione diretta dei giornalisti nel pacchetto delle quote societarie. Un giusto, progressivo equilibrio tra tutto questo.

Perciò saluto e ringrazio dell'attenzione verso il nostro giornale tutti coloro che ci seguono quotidianamente, confermando che BrindisiReport.it per decisione dell'editore Edizioni Futura resterà un giornale ad accesso libero, ma chiederemo tra qualche tempo a chi crede maggiormente nel ruolo che svolgiamo nell'informazione locale un sostegno volontario, in cambio di benefit editoriali, e nel contempo cercheremo la strada giusta per accrescere la partecipazione della redazione nell'impresa, e un ulteriore allargamento del mercato pubblicitario. Tutto ciò sarà accompagnato da un inevitabile restyling, ma anche da nuove iniziative che estenderanno il raggio di azione della nostra testata. Grazie nuovamente a tutti, cercheremo di diventare anche noi una parte del progetto per ora ancora virtuale di una città e di una provincia che vogliono marciare velocemente verso l'Europa.

Marcello Orlandini - direttore responsabile di BrindisiReport.it

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Vita da vegana: "Non sono estremista, rispetto i più deboli e l'ambiente"

Attualità

Consorzio Asi: l'avvocato Vittorio Rina è il nuovo presidente

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BrindisiReport è in caricamento