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Alimentazione e adolescenza: siamo ciò che mangiamo

L'adolescenza, caratterizzata da rapidi cambiamenti, è un'età particolarmente delicata anche da un punto di vista nutrizionale. Oltre che da un aumento del fabbisogno di energia, quest’età richiede necessariamente un aumento di alcuni nutrienti

L'adolescenza, caratterizzata da rapidi cambiamenti, è un'età particolarmente delicata anche da un punto di vista nutrizionale. Oltre che da un aumento del fabbisogno di energia, quest’età richiede necessariamente un aumento di alcuni nutrienti: proteine, ferro, calcio e vitamine. I giovani di quest’età tendono spesso, invece, a seguire mode, stili di vita e credenze alimentari poco salutari, avendo una dieta monotona sbilanciata del fai-da-te o lette su giornali e riviste, che spesso escludono alimenti importantissimi. Una dieta, ove necessario, è sempre personalizzata e preparata da un medico specialista. I ragazzi invece spesso consumano grosse quantità di carne o uova, di cibi da fast food (panini, fritture, bibite zuccherate) e poca frutta e verdura. Le conseguenze possono essere l'aumento di peso, tra l’altro non desiderato: i ragazzi tendono a voler essere più muscolosi, le ragazze più magre. 

Il perfezionismo, gli stili proposti dalla famiglia, dai mass media, il voler emergere nel gruppo o assomigliare al migliore tra i pari porta gli adolescenti a fare scelte alimentari o sportive estreme. Il più delle volte non sono neanche consapevoli di ciò che sta accadendo loro e al loro corpo proprio perché cognitivamente sono in evoluzione, e quindi non sempre è chiara la conseguenza delle proprie azioni. Spesso, infatti, preferiscono trascorrere ore e ore in palestra ad una buona e salutare passeggiata o ridurre al minimo il cibo.

È facile entrare nel tunnel della restrizione alimentare o delle abbuffate così che si può andare incontro a disturbi alimentari, anoressia, bulimia, obesità. A quest’età le motivazioni che spingono verso queste azioni sono un cocktail di ingredienti interiormente profondi: apparire, essere belli, corteggiati, amati, accettati, perfetti, modelli da copertina, attirare l’attenzione di qualcuno da cui ci si sente trascurati, avere il controllo di sé sul cibo, vittoria dell’anoressica. Chi vive gli impulsi bulimici è più a contatto con i propri vissuti di vuoto profondo causati dall’avidità insoddisfatta: ogni boccone assume il significato di una richiesta d’aiuto, di una domanda d’amore, che sfocia nelle abbuffate.

Successivamente si rende conto di aver riempito solo il corpo e allora ci si vuole liberare dal cibo ingerito. Cercando di mantenere un controllo sul cibo si esercita la sensazione di mantenere un controllo sulla propria identità che si ricerca ma che allo stesso tempo si percepisce come molto difficile da integrare. Per mantenersi in buona salute e conservare il proprio benessere psico-fisico occorrerà scegliere un'alimentazione varia ed equilibrata - non ripetitiva né eccessiva, senza prevenzioni e/o esclusioni - che, nella composizione dei pasti, utilizzi sia alimenti di origine animale che vegetale. Il binomio perfetto è dato dall’abbinamento con lo sport che se eseguito con moderazione, porta benefici per un buono stato di salute, a consumare energia introdotta e mantenere il tono muscolare e l'apparato cardiocircolatorio in forma.

Parlare di alimentazione non significa solo fare riferimento alle ricette e ai cibi, quanto piuttosto affrontare uno degli aspetti più interessanti della cultura di ciascun popolo e della società contemporanea. Sembra infatti che è proprio durante l’adolescenza che si fisseranno le abitudini alimentari che accompagnano per tutta la vita. Ricordando il filosofo Feuerbach, l'uomo è ciò che mangia, si pone l'accento sull'importanza di considerare che tutto ciò che viene ingerito, cibo e liquidi, è di primaria importanza per lo sviluppo e la propulsione del corpo unito alla mente.

In ciò rientra anche il modo in cui si mangia, con foga o parsimonia, di fretta o con il gusto della lentezza, consapevoli o meno che ciò che è buono da mangiare non coincide, spesso, con ciò che è buono da vendere. Importante differenza è mangiare da soli o in compagnia: sembra di grande considerazione che un buon e salutare momento del pasto sia caratterizzato dalla condivisione, che spesso gli adolescenti negano a se stessi pur di non mangiare. 

Sarebbe invece opportuno ed utile informare e formare le nuove e giovani generazioni sul momento del pasto come segno di condivisione non solo dello stesso tavolo e tipologia di cibo, quanto momento di convivialità 

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