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L'attentato a Westminster

L'attentato a Westminster

Basta un Suv per seminare il terrore: la nuova minaccia arriva dai "lupi solitari"

L'attentato di Londra non è solo incredibilmente sconcertante per l'inusuale età avanzata dell'attentatore, dato che Khalid Masood aveva 52 anni suonati.E' anche abbastanza grave il fatto di dover sottolineare come, ormai, non è più necessario fabbricare pericolose bombe per spargere morte e terrore

L’attentato di Londra non è solo incredibilmente sconcertante per l’inusuale età avanzata dell’attentatore, dato che Khalid Masood aveva 52 anni suonati. Un età in netta controtendenza con quella che avevano i responsabili degli attacchi di Parigi o Bruxelles, tutti giovanissimi e finiti con l’essere preda della propaganda dello “Stato Islamico”. Un dato non di poco conto, che ci fa comprendere come questo tipo di minaccia fondamentalista è davvero imprevedibile e capace di fanatizzare davvero chiunque, al di là di quanti anni abbia.

E’ anche abbastanza grave il fatto di dover sottolineare come, ormai, non è più necessario fabbricare pericolose bombe per spargere morte e terrore. A Londra, come già successo a Berlino lo scorso mese di dicembre e a Nizza durante la scorsa estate, è stato sufficiente mettersi alla guida di un veicolo per trasformarlo in un pesante strumento di morte.

Questa volta è stato sufficiente un Suv per falciare persone innocenti e spargere profondo rosso sangue nel cuore di Londra. Si tratta di un mezzo di dimensioni notevolmente inferiori rispetto ai pesanti Tir impiegati a Berlino o Nizza, ma il suo utilizzo è stato sufficiente per far piombare nuovamente in Europa l’incubo del terrorismo. E questo non è un dato di poco conto. Anzi, tutt’ altro. Perché è sufficiente a farci capire come questo terrorismo può colpirci ovunque, senza dover passare attraverso la complicata trafila del reperimento e del confezionamento di bombe o ordigni vari. E’ sufficiente solo la volontà di un cosiddetto “lupo solitario” per provocare tante vittime innocenti.

Khalid Masood, il terrorista legato all’ Isis che ha ucciso quattro persone la settimana scorsa  e ne ha ferite più di 50 in un attacco a Westminster Bridge a Londra, era già ben conosciuto dalla polizia britannica  come  “potenziale estremista” a partire sin dal 2010, da quando era tornato nel Regno Unito dopo un viaggio in Arabia Saudita. Il primo ministro in persona,  Theresa May, ha confermato la notizia  che Masood era stato già precedentemente messo sotto indagine  dai servizi segreti, i quali però lo avevano giudicato soltanto una figura “periferica” degli ambienti fondamentalisti presenti sul territorio inglese. Per questo motivo, pur essendo stato sorvegliato per alcuni mesi, non era stato poi più messo sotto lo stretto controllo delle forze di intelligence.

Per ora tutto fa ritenere, quindi, che abbia agito da solo, mosso esclusivamente da motivazioni personali e privo di qualsiasi ordine o direttiva proveniente da Raqqa, la città siriana ritenuta da tutti la capitale dello “Stato Islamico”. E’ questo un particolare molto importante, che deve certamente non fare abbassare la guardia in tutto l’Occidente verso quegli individui che finiscono tra le braccia della propaganda integralista.

Nel frattempo le squadre antiterrorismo hanno arrestato, domenica sera, un uomo di 30 anni sospettato di essere un militante dell’Isis, dopo una serie di operazioni anti-terrorismo compiute a Birmingham. Un portavoce della polizia metropolitana ha affermato: "Un nuovo arresto è stato eseguito e le nostre indagini vanno ancora avanti”.

Salgono così in tutti a 12 gli arresti compiuti dopo la tragedia di giovedì scorso. Intanto, mentre la battaglia di Mosul continua a mietere vittime civili innocenti, l’Isis si sta preparando a difendere Raqqa, la sua ultima roccaforte. Ma attenzione a chi pensa e a chi dice che la sconfitta di Al Baghdadi e delle sue milizie nelle sue due città più importanti, come Raqqa e Mosul, coinciderà con la fine della minaccia fondamentalista globale. Sia la Siria quanto l’Iraq sono nazioni ormai devastate in tutto e per tutto dalla guerra civile (volute anche dagli occidentali). Uno scenario in cui il terrorismo troverà sempre un fluido spazio di agibilità. Prima verranno pacificate e ricostruite queste due nazioni, meglio sarà per tutti.

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