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I motivi per cui scegliamo un partner sbagliato

Il focus della psicologa Rita Verardi sui processi mentali che ci inducono a commettere degli errori nella scelta del partner

Le farfalle nello stomaco, gli occhi a cuoricino, il sorriso stampato sul volto, la voglia di stare sempre insieme. Sono questi i primi sintomi dell’innamoramento che perdurano nel primo anno della relazione. Il problema nasce quando ad un certo punto ci si sente soli, non più in due; quando si avverte che qualcosa sta cambiando in una direzione che non piace. Finché ci si accorge, come svegliati da un sogno, che lui/lei non è sulla stessa lunghezza d’onda e la storia finisce. E se la maggior parte delle relazioni ha avuto questo epilogo ci si inizia a chiedere se il problema non siamo noi stessi.

Per comprendere come mai i nostri desideri spesso ci conducono tra le braccia delle persone che meno ricambiano, serve un po’ di coscienza critica e un tuffo nell’infanzia. I partner sbagliati non arrivano per caso: li scoviamo con la stessa accortezza con cui scartiamo quelli che potrebbero renderci felici, ma da cui non si è attratti. Si tratta di un impulso inconscio che affonda le radici nell’infanzia, periodo in cui si strutturano le modalità relazionali con i genitori. Secondo J. Bowlby tali schemi si ripropongono nell'età adulta per la scelta del partner, cioè si tende a scegliere per somiglianza o per contrasto al caregiver (persona che si prende cura, in genere i genitori).

L’essere attirati da qualcuno piuttosto che da qualcun altro ha senso, in quanto scegliamo chi ci evoca la figura che in passato può averci più ferito e che oggi, crediamo, potrebbe essere in grado di riscattare le sofferenze provate. Ad esempio, se una bambina si è sentita tradita da uno dei genitori e si avvicina, inconsciamente ad un uomo che lo ricordi, spera che questo non la tradisca. Tuttavia, se la ferita è profonda, quella donna tenderà a non fidarsi e potrà interpretare qualsiasi evento come un tentativo di tradimento da parte del compagno, il che renderà difficile la creazione di un rapporto stabile, con l’esito di un amore sofferto. Le prime esperienze influiscono sulla percezione che abbiamo di noi stessi, sull’emotività e sulle relazioni interpersonali; quelle ferite possono trasformarsi in sentimenti di abbandono, rifiuto, svalutazione, tradimento. L’errore non è dunque quello di aver scelto il partner sbagliato, quanto l’aver scelto quel tipo di partner per un motivo che apparentemente sfugge: sanare le ferite dell’infanzia.

L’illusione poi che le cose possano essere sempre diverse, migliori, l’idealizzazione che il nuovo partner sarà per sempre, innalza le prospettive che cadranno dolorosamente in un’altra delusione. Ci sono casi in cui scegliamo un partner perché crediamo di poterlo salvare da un suo malessere, o di poterlo cambiare: crediamo che, avendo tanto amore da offrire possiamo muovere le pedine a nostro favore, cambiando l’altro. In realtà le persone cambiano se decidono di farlo, se qualcosa nasce dentro e matura in una certa direzione.

La scelta dell’uomo sbagliato è influenzata anche dalla bassa autostima che in quale tale non ci fa analizzare lucidamente il rapporto facendoci cercare continue conferme nel partner e che aumenta (l’autostima) perché e solo quando, ci sentiamo considerati. La paura di essere abbandonati, rimanere soli, inoltre ci fa mantenere una storia anche senza emozioni, diventando morbosi, dubbiosi sulla sincerità del partner. Anche desiderare l’amore stabile, ma temere di perdere la libertà è una paura frequente, tanto da reputare la vita di coppia come una privazione piuttosto che un completamento. Infine, ma non ultimo, il confronto con gli altri, il non essere in coppia, fa sentire fragili, inferiori a qualsiasi età, facendo mantenere una relazione sterile.

Un rapporto con la persona sbagliata può nuocere alla salute psico-fisica, toglie vitalità e sorriso; si avvertono stanchezza, affaticamento ed ansia e la sofferenza sarà sempre maggiore dell’amore. È sbagliato cercare amore quando siamo i primi a non amarci. Siamo in questa vita per essere felici, da soli o in coppia, e non trascinarci in un’agonia senza valore, senza emozioni. L’amore è un’altra cosa.

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