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Crimini di guerra ad Aleppo: almeno stavolta i colpevoli finiscano alla sbarra

In questi giorni si parla molto spesso di quanto di maledettamente terrificante sta succedendo in Siria. Non vi è giorno in cui non tiene banco, in tutte le pagine di cronaca internazionale, il dramma della popolazione civile siriana

In questi giorni si parla molto spesso di quanto di maledettamente terrificante sta succedendo in Siria. Non vi è giorno in cui non tiene banco, in tutte le pagine di cronaca internazionale,  il dramma della popolazione civile siriana ormai sfinita dopo 5 anni e mezzo di guerra civile. Una nazione messa a ferro e fuoco sia dal regime di Bashar Al Assad quanto dai cosiddetti “ribell” , in gran parte finanziati e supportati dall’Occidente.

Una situazione che pone i siriani nella classica situazione tra l’incudine ed  il martello, dato che  un rapporto delle Nazioni Unite del 2012 ha ritenuto responsabili di crimini di guerra e violazione dei diritti umani sia le truppe fedeli ad  Assad quanto quelle del suo nemici facenti parti dell’' "Esercito Libero Siriano" ( per non parlare dell’ Isis e della Jabhat al Nusra). Se qualcuno pagherà il conto con la giustizia per i crimini commessi in Siria è una domanda a cui non è possibile dare oggi una risposta, dato che non sappiamo ne’ come ne’ quando la mattanza siriana avrà fine.

Ancora oggi  chi dovrebbe vigilare sui crimini di guerra è la Corte penale internazionale, con sede all’ Aia , che dovrebbe processare tutti coloro i quali si sono macchiati la coscienza con gravissime violenze sui civili. Ma vengono davvero perseguiti e puniti sempre  tutti i cosiddetti “criminali di guerra” ? Nel 2004, nella prigione di Abu Ghraib in Iraq, numerosi militari americani si resero protagonisti di violente torture contro i prigionieri e le immagini di quelle orrende sevizie, perpetrate sui prigionieri in barba alla “Convenzione di Ginevra”,  fecero inorridire tutta l'opinione pubblica internazionale.

Siamo  ora nel 2016 e per quello che è successo ad Abu Ghraib nessuno di quei soldati ha scontato neanche un giorno di prigione. In Cecenia si continua a morire nella ormai decennale belligeranza tra filorussi e separatisti, in un conflitto che ha sempre causato  migliaia di morti tra i civili e riempito di fosse comuni tutto il territorio ceceno senza che, ancora oggi, sia stato indicato alcun colpevole.

E d’obbligo qui ricordare  anche la morte di Antonio Russo, giornalista di Radio Radicale, ammazzato in Georgia mentre tornava proprio dalla Cecenia. Anche per Russo, ancora oggi, nessun responsabile e nessuna giustizia. E come poter dimenticare tutto quello che sta accadendo ora, mentre scriviamo queste righe, in Ucraina. Nel Donbass si combatte ancora tra filorussi e truppe governative, tra l’uso illegale della “bombe cluster” (meglio conosciute come “bombe a grappolo”) e uccisioni e violenze varie contro la popolazione, senza che nessuno abbia sino ad ora mosso un dito.

Per non parlare della Libia del dopo- Gheddafi, dove anche le coalizioni ribelli (che godevano dell' appoggio di Stati Uniti ed Unione Europea  compresa l'Italia) sono state accusate di atti criminali ed efferati contro le convenzioni internazionali. L’ 11 Luglio 1995 vennero  invece trucidate oltre 8.000 persone a Srebrenica, in Bosnia. Responsabili di quel massacro furono il generale serbo Ratko Mladic (ancora oggi imputato all’ Aia) e le sue truppe. Ma su quanto accaduto a Srebrenica oltre 20 anni fa è caduta, negli ultimi anni, una grossa tegola sulla testa all' Olanda.

Alcuni caschi blu dell’ Onu di nazionalità olandese, che dovevano proteggere la popolazione, non avrebbero fatto nulla, lasciando cosi i civili della cittadina bosniaca in preda ai loro carnefici. Anche per questi militari vi dovrebbe essere un regolare processo, eppure non solo non si è fatto assolutamente nulla. Delle loro colpevoli mancanze non si parla più, nonostante  le loro responsabilità non sarebbero minori rispetto a chi ha compiuto quell’ orrendo massacro.

Senza voler ricordare poi che durante il conflitto nei Balcani sono stati commessi crimini di guerra non solo dai serbi (un rapporto delle Nazioni Unite accusava anche Hashim Taci, ex leader dell’ Uck ed attuale presidente del Kosovo). A questo punto una domanda è d’obbligo: chi pagherà per tutte queste efferatezze che si  commettono prontamente durante un conflitto? E’ necessario, quindi, non solo ripensare i criteri con cui si perseguono i criminali di guerra, ma anche tutta la giurisprudenza internazionale in materia, cercando di fare in modo che tutti i colpevoli (nel loro complesso) finiscano alla sbarra presso la Corte penale internazionale, cosa che oggi non avviene.

I crimini di guerra sono stati davvero tanti soprattutto durante tutto il ‘900, il ribattezzato “Secolo Breve” come detto da Eric Hobsbawn. Un secolo attraversato da due guerre mondiali e da una serie di conflitti atroci ornati da violenze inenarrabili. Se un giorno riusciremo a punire tutti coloro i quali si sono macchiati di crimini contro i civili e gli innocenti, forse avremo dato la prova che anche le favole possono diventare realtà.

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