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Renzi ammette la sconfitta, si fa largo l'ipotesi di un governo tecnico

La stagione della rottamazione politica, inaugurata pochi anni fa da Renzi alla Leopolda, è oramai giunta ai titoli di coda

Erano tanti i giornalisti che ieri sera si accalcavano all’ interno della sala stampa di Palazzo Chigi, tutti ad aspettare la conferenza  del Presidente del  Consiglio Matteo Renzi, prevista per  mezzanotte. Tutti in attesa di come il premier avrebbe commentato l’esito del referendum costituzionale, da lui fortemente voluto.

Dopo le 23  iniziano gli exit poll, i quali davano in fortissimo vantaggio il fronte del “ No “ alla riforma. Con il passare dei minuti la sconfitta del “Si”  si era fatta sempre piu’ evidente, dato poi confermato dall’ esito definitivo  del referendum: 59, 1 % per il no,  40, 9 % per il si.  Che dirà ora Matteo Renzi ? E’ la domanda che si pongono tutti, quando alle 24, 15 i giornalisti vengono invitati a salire per le scale che portano all’alloggio del Presidente del Consiglio.

Pochi minuti di attesa e Renzi si presenta dinanzi a tutti insieme a sua moglie Agnese. “Il popolo italiano ha parlato” dice da subito , ammettendo la sconfitta e ringraziando tutti coloro i quali lo avevano sostenuto. E’ stanco Renzi, molto stanco. Sul suo viso si possono ormai notare i segni della sua impalpabile delusione, come se oramai si stesse consumando l’ultimo atto di una tragedia shakespiriana post-moderna.

A nulla valgono ora  le sue parole, dato che con estrema franchezza e lucidità comunica a tutti la sua ferma intenzione di salire al Colle e conferire le sue dimissioni a Mattarella. Il variegato fronte del “ No” esulta: dal Movimento 5 Stelle, alla Lega, a Forza Italia,  all’ Anpi, alla Cgil, a Casapound e Sinistra Italiana. Tutti ora festeggiano la caduta dal trono del proprio nemico, come se quelle croci poste sul “No” della scheda elettorale fossero un vessillo da esibire come se si trattasse di un luccicante trofeo di guerra.

Ma cosa accadrà adesso? Quasi tutte le opposizioni chiedono elezioni anticipate. Sempre piu’ insistenti le voci che ora alla guida del Paese potremmo avere un  governo tecnico pronto a riscrivere una nuova legge elettorale. Ma quella che regna davvero sovrana è l’incertezza , dove chi ci sta guadagnando a piu’ non posso è indubbiamente  Beppe Grillo con  le sue fedeli truppe pentastellate. L’unica cosa certa è che la stagione della rottamazione politica, inaugurata pochi anni fa da Renzi alla Leopolda, è oramai giunta ai titoli di coda. Il suo volto pieno di lacrime, a fine conferenza stampa, resterà l’emblema dei suoi 1.000 giorni trascorsi a Palazzo a Chigi.

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