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La mappa dei nuovi insediementi israeliani in Palestina di Limesonline.it

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"Insediamenti illegali": Trump rassicura Israele dopo il mancato veto alla risoluzione Onu

Non si placano le polemiche di Israele contro gli Stati Uniti, che accusano l’amministrazione uscente di Barack Obama di aver compiuto   una "mossa vergognosa contro Israele alle Nazioni Unite" nel corso della votazione di una recente risoluzione

Non si placano le polemiche di Israele contro gli Stati Uniti, che accusano l’amministrazione uscente di Barack Obama di aver compiuto   una "mossa vergognosa contro Israele alle Nazioni Unite" nel corso della votazione, al  Consiglio di sicurezza, di una recente risoluzione che intima gli israeliani a porre fine all’edificazione di altri  insediamenti coloniali  all’interno dei territori palestinesi. Una votazione che, per la prima volta nella storia, ha visto l’astensione degli Usa, che questo volta non hanno protetto, in alcun modo, il loro tradizionale alleato di ferro in Medio Oriente. 

Israele ha accusato Obama e il suo segretario di Stato, John Kerry, di aver stretto accordi in segreto con i palestinesi in funzione “anti-israeliana". Al centro della querelle vi è una risoluzione proposta dall’ Egitto, ora membro del Consiglio di sicurezza fra gli Stati che ne entrano di diritto a rotazione, che prevede l'arresto immediato della costruzione di insediamenti israeliani, giudicati testualmente “illegali”.

Il premier israeliano Netanyahu si è ora appellato a Donald Trump, presidente eletto degli States. Alcune indiscrezioni trapelate dal palazzo di vetro dicono anche che avrebbe fatto pressioni politiche sul presidente egiziano, Abdel Fatah al-Sisi. Netanyahu è stato lapidario nel commentare la decisione americana: "Il presidente Obama e il suo segretario Kerry sono i responsabili di questa offesa contro lo Stato di Israele” L’episodio ha letteralmente infranto decenni di politica degli Stati Uniti, sempre in prima fila nel porre il veto, in qualsiasi occasione, per difendere Israele. L’ambasciatore israeliano presso le Nazioni Unite, Danny Danon, ha dichiarato: "Chiediamo agli Stati Uniti di stare dalla nostra parte e ci aspettiamo dal nostro più grande alleato di continuare a mantenere la nostra alleanza”. 

Intanto, mentre Netanyahu convocava per chiarimenti tutti gli ambasciatori delle 14 nazioni che avevano votato la mozione, il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, Abu Mazen, esprimeva soddisfazione affermando che “il mondo è con noi” , anche se aggiungeva  poi che “questo non risolve comunque i nostri problemi”. Per il momento chi ha rassicurato gli israeliani è stato Donald Trump, che con un tweet ha sottolineato come dal 20 gennaio (giorno del suo insediamento) le “cose cambieranno”.

Il senatore americano Lindsey Graham, ritenuto un acerrimo “falco” della politica estera americana, ha messo in guardia tutte le nazioni alleate degli Usa che hanno votato la risoluzione perché, agendo in questo modo, potrebbero vedersi notevolmente ridimensionare sia gli aiuti quanto la collaborazione internazionale americana. Gli insediamenti israeliani sono stati a lungo ritenuti come uno dei principali ostacoli per la pace in Medio Oriente, in quanto sempre costruiti ed edificati su terreni di proprietà dei palestinesi. La risoluzione è caduta proprio in un periodo in cui alcuni funzionari dell’Onu ne avevano segnalato un aumento spropositato ed indiscriminato.

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