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A cura di Blog Collettivo

Charlie Ebdo e la satira oltre i limiti sul terremoto

Diciamoci in tutta franchezza la verità. La vignetta del settimanale satirico francese “ Charlie Ebdo” sui terremotati italiani del Centro Italia è stata davvero di pessimo gusto. Fare satira o ironia sulla pelle dei morti è sempre un gesto inverecondo e di basso profilo

Diciamoci in tutta franchezza la verità. La vignetta del settimanale satirico francese “ Charlie Ebdo” sui terremotati italiani del Centro Italia è stata davvero di pessimo gusto. Fare satira o ironia sulla pelle dei morti è sempre un gesto inverecondo e di basso profilo. Per questo sul settimanale francese sono piovute una marea di critiche, compresa quella del Ministro degli Interni Angelino Alfano che , senza troppi giri di parole, ha detto che saprebbe bene “ dove si possono mettere la matita i disegnatori di Charlie Ebdo”.

Eppure, quando nel gennaio 2015 la loro redazione era stata sterminata barbaramente da un attacco terroristico di Al Qaeda, in tanti avevano scandito lo slogan “ Je suis Charlie” ( “ Siamo tutti Charlie”). Una domanda ora è d’obbligo: è giusto oppure no pubblicare vignette fatte in quel modo che potremmo definire “ non opportuno “? Su questo è necessario riflettere sulla storia e sulla cultura di ogni nazione europea.

La Francia ha un passato ed una tradizione culturale completamente diversa da quella italiana, soprattutto su quello che riguarda la libertà di pensiero e di espressione. “ Odio le tue opinioni, ma mi batterò sino alla morte affinché tu le possa esprimere “, disse uno dei padri della filosofia moderna, il francese Francois Marie Arouet detto Voltaire. Il pensiero illuminista non solo è stato alla base della Rivoluzione francese, ma ha anche contributo in maniera determinante alle fondamenta della Francia moderna.

Soprattutto gli scritti di Voltaire sono stati poi nel corso degli anni letti e riletti, e sottoposti a diversi studi ed interpretazioni, comprese anche quelle di chi ha pensato che fosse lecito potersi esprimere in qualsiasi forma, anche la più volgare. Per questo i francesi sono stati abituati a poter esprimere ed affermare sempre tutto quello che vogliono, anche quando di tratta di pensieri ed espressioni di basso profilo. Non per questo ha fatto sempre discutere, nella stessa  Francia , il programma televisivo “Bebete Show”, girato con dei pupazzi che rappresentano politici e protagonisti della vita pubblica ,spesso pieno di scene discutibili e poco ortodosse.

Siamo , quindi, di fronte a quello che potremmo etichettare come un vero e proprio “ estremismo della libertà di espressione”. Forse, dinanzi ai morti ed alle lacrime di chi ha perso i propri cari sotto le macerie di quel maledetto terremoto, questo atteggiamento di totale libertà dovrebbe fermarsi. Contemporaneamente, però, faremmo tutti bene a ricordare di come sia inammissibile, sempre per una vignetta, trucidare 12 persone come è successo  proprio alla redazione di Charlie Ebdo per aver disegnato alcune vignette su Maometto.

Bisogna essere assolutamente “ Jesuis Charlie “ quando si difende il valore della vita umana. Forse non bisogna esserlo quando è necessario ricordare che la satira non può e non deve mai speculare sul dramma di 293 morti.

Nicola Lofoco

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