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Giovedì, 2 Dicembre 2021
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A cura di Blog Collettivo

Bambini speciali: un’altalena per giocare

Un bambino con disabilità fisica a volte si trova nella condizione di non poter andare al parco giochi perché barriere architettoniche (gradini, paletti, marciapiedi senza rampa) gli impediscono di entrare nell'area gioco. E questo lo fa sentire discriminato, non perfetto, emarginato

Un bambino con disabilità fisica a volte si trova nella condizione di non poter andare al parco giochi perché barriere architettoniche (gradini, paletti, marciapiedi senza rampa) gli impediscono di entrare nell'area gioco. E questo lo fa sentire discriminato, non perfetto, emarginato. La tristezza e la rabbia che sopraggiungono al bambino e al genitore sono giustificati quanto profondamente contraddistinti dal dolore. 
Il sentirsi non uguali ad altri bambini toglie anche la possibilità di fare amicizia e conferma l’idea di autoetichettarsi a vita a ad un destino già segnato. Questa è una forma di violenza: privarli dei propri sogni, farli crescere come parte di una società che li vede solo come destinatari di beneficenza; invece sarebbe bello ed importante considerarli soggetti verso i quali predisporre azioni di inserimento attivo.  

Giochi accessibili e fruibili anche ai bambini con disabilità in Italia ce ne sono ancora pochi ma stanno spuntando con lentezza qua e là. È possibile aiutare in diversi modi bambini che portano una difficoltà modificando le condizioni ambientali per quanto possibile, alleviare lo stato di immobilità e di malessere, cambiare il modo di divertirsi, inventare una forma diversa per stare insieme, coinvolgere il più possibile. Sono circa 70 (dati aggiornati al 29/03/2015), le altalene dedicate esclusivamente al gioco di bambini/ragazzi che utilizzano la carrozzina in Italia. La particolarità di questa struttura è la sua capacità di ospitare il piccolo senza bisogno di farlo scendere dalla carrozzina, ma facendolo salire direttamente con la stessa a bordo della struttura. 

È importante essere attenti all’istallazione delle altalene, non su una pavimentazione in ghiaia poiché non permette alla carrozzina di scorrere agevolmente, e in un’area giochi dove ci sono altre giostre per tutti i bambini, poiché essi hanno diritto a giocare insieme, nello stesso luogo e nei limiti del possibile con le medesime strutture. 

I bambini sono dotati di un’infinita creatività da realizzare con poco un mondo fantastico e allontanare per qualche ora una sofferenza.  Un'altalena a cestone, un gioco a molla con schienale e protezioni laterali, qualche pannello ludico, (tattile, sensoriale), una piccola gru che muove o solleva ghiaia o altro materiale sono giochi che possono essere utilizzati da tutti i bambini. 

Qualità di vita e integrazione sono interconnesse quando si pensa a chi ha difficoltà motorie ed è data dalla misura in cui gli interventi prestati aumentano la probabilità di ottenere i risultati sperati secondo le conoscenze disponibili entro i vincoli delle risorse presenti (Brook, Lohr, 1985). Tale definizione implica: l’efficacia, la competenza professionale e l’efficienza, cioè i massimi risultati con le risorse disponibili, ma soprattutto la voglia e la speranza che è possibile migliorare. Se si favoriscono le condizioni ambientali anche l’autostima personale, la soddisfazione, le relazioni sociali e l’autonomia aumenteranno positivamente. E non solo quella dei bambini, ma anche quella dei genitori. 
È bello poter dare a tutti i bambini, con disabilità e non, la possibilità di giocare insieme maturando l’idea che per quanto l’altro possa essere “diverso” sarà sempre un incontro di arricchimento personale e crescita. 

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