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Stress da rientro? Come non sprecare relax e vacanze

La pubblicità di una famosa compagnia di crociere riprendeva gli atteggiamenti di un fortunato calciatore che, al rientro da una vacanza, si approcciava in maniera distratta e disinteressata al suo lavoro, scusandosi con i suoi compagni con la frase “sono appena tornato”

La pubblicità di una famosa compagnia di crociere riprendeva gli atteggiamenti di un fortunato calciatore che, al rientro da una vacanza, si approcciava in maniera distratta e disinteressata al suo lavoro, scusandosi con i suoi compagni con la frase “sono appena tornato”. L'estate è la stagione più attesa o temuta, in base alle prospettive che ciascuno ripone in questo periodo dell'anno.

C'è chi sogna di riempire la valigia per partire verso mete mozzafiato, chi non vede l'ora di abbassare i ritmi anche in una tranquilla casa in campagna, e chi invece non riesce o non può staccare dal lavoro ed assapora solo lievemente il gusto del relax, provando sensazioni di frustrazione. La verità è che il significato che diamo all'estate, come momento di vacanze di massa, è relativamente nuovo nella storia dell'umanità: solo un secolo fa era difficile anche pensare di poter immergersi in acqua per fare un bagno rilassante.

Un fenomeno così nuovo, ovviamente, è ben lungi dall'esser ottimizzato e quindi la nostra mente, evolutivamente sviluppatasi per la sopravvivenza, non riesce ancora a prendere le misure sul significato da dare allo stress dei lavori odierni ed all’agognato tempo libero. Accade così che passiamo giorni a progettare le vacanze per poi perdere i suoi effetti benefici non appena rientriamo a lavoro, nuovamente sopraffatti dalle incombenze quotidiane.

Se proviamo queste sensazioni non ci dobbiamo preoccupare in quanto è un processo molto diffuso, a tal punto da meritare l’etichetta di «post vacation blues» o «stress da rientro». La prestigiosa università olandese “Radboud University”, a tal riguardo, ha osservato un ampio campione della popolazione, analizzando il grado di soddisfazione riportato prima, durante e dopo le ferie.

E’ risultato, dunque, che il tasso di benessere raggiunge valori elevati prima e durante la vacanza, per poi scendere velocemente una volta rientrati nella routine lavorativa. Curiosamente, coloro i quali si concedono un periodo di relax, quando tornano a lavorare, risentono maggiormente del calo d’umore rispetto a chi non ha staccato la spina.

Affinché il ritorno alla routine lavorativa sia meno stressante, evitando il “post vacation blues”, è utile terminare un viaggio qualche giorno prima del rientro lavorativo, in modo da potersi riadattare ad ambienti ed orari familiari e continuare a concedersi momenti in cui si è sconnessi da tv e smartphone.

Ulteriori suggerimenti riguardano i tempi in cui concedersi delle pause: evitare l’abbuffata vacanziera estiva scegliendo invece di spalmarsi giorni di relax nei vari week-end durante tutto l’anno, portando a casa ricordi e sensazioni acquisite durante i soggiorni. Infine, cercare di dormire almeno sette ore, praticare attività fisica all’aria aperta ed impegnarsi in un’alimentazione che non stressi il metabolismo.

Tutti questi consigli sono al momento le uniche precauzioni per rendere più gradevoli le proprie vacanze ed il ritorno alle attività lavorative. Ma non dobbiamo però dimenticare che il benessere non può esser una meta da raggiungere e sfiorare per poche settimane l’anno ma bisogna cercare di costruire il proprio equilibrio durante tutti i mesi, apprezzandone colori e profumi, valutando giustamente quanto abbiamo realizzato durante la nostra esistenza e non rinunciando a porci ulteriori ambiziosi obiettivi, che ci accompagneranno sino al riempimento della prossima valigia.

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