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Mauro D'Attis e Mimmo Consales

Mauro D'Attis e Mimmo Consales

Avviso (e appello) a sindaco e opposizione: avete rotto le scatole

Posso dire una cosa alla mia maniera, anche a costo di apparire il solito qualunquista? Eccola: centrosinistra e centrodestra brindisini hanno abbondantemente rotto le scatole. E presumo non solo a me, ma ad una buona fetta di cittadini.

Posso dire una cosa alla mia maniera, anche a costo di apparire il solito qualunquista? Eccola: centrosinistra e centrodestra brindisini hanno abbondantemente rotto le scatole. E presumo non solo a me, ma ad una buona fetta di cittadini.

Da settimane, forse mesi, la politica locale è ridotta a teatrino: un infinito botta e risposta tra le parti, una serie di comunicati e conferenze stampa in cui ognuno accusa e contro-accusa l'altro. È così su ogni cosa: il metrobus, i rifiuti, i progetti per la scuola. Inizio a pensare che si dovrebbe dare meno spazio a questi bambini che stanno sempre a litigare, se non fosse che alla base di tutto ci sono problemi seri.

Allora rivolgiamo un appello, a Consales come a D'Attis, e ai rispettivi gruppi: finitela! Il sindaco deve capire che la sua città non ha bisogno di sentirsi ripetere ogni giorno che il centrodestra non ha fatto nulla per sette anni. Lo abbiamo scritto e detto per otto anni, può bastare. Non serve nemmeno soffermarsi sul quel poco di buono fatto dall'amministrazione Mennitti: i parchi, la cultura, il progetto per il lungomare. La storia è storia, pensiamo al presente.

E il centrodestra, dopo essersi fatto l'esame di coscienza, porti avanti una opposizione costruttiva, anche dura, ma per favore, finiamola con questo scontro ad personam, costruito su battute e frecciate. Se si ha qualcosa da denunciare, si vada in procura, non davanti alle telecamere.

Lì fuori c'è una città in coma, con il commercio defunto, le aziende che non riescono a pagare più nemmeno il diritto annuale alla Camera di commercio, il volo Ryanair per Londra che è diventato come i treni di una volta, pieno di ragazzi che vanno a cercare lavoro all'estero. Ecco, servono risposte, non battibecchi. E sarebbe bello se arrivassero da entrambe le parti.

Detto questo, sull'ultimo episodio alla base dell'eterno scontro tra maggioranza e opposizione, la mancata approvazione dei progetti per l'edilizia scolastica, al netto delle responsabilità dei dipendenti (che ci sono) e dell'assessore (che potrebbero anche esserci, ma non ci sembrano da dimissioni), un invito al sindaco ci sentiamo di rivolgerlo.

In campagna elettorale Consales dichiarò che tra le prime cose che avrebbe fatto, ci sarebbe stata la rivoluzione degli uffici comunali. La cosa fu ribadita il giorno stesso in cui venne eletto e nei giorni a seguire. È trascorso un anno e mezzo, ma al Comune non è ancora accaduto nulla: nessun dirigente, nessun funzionario, nessun impiegato è stato mai rimosso o spostato ad altri uffici. È bastato che i sindacati alzassero la voce (neanche pubblicamente) per bloccare le intenzioni del primo cittadino.

E così oggi ci ritroviamo con dei progetti che sono carta-straccia, e probabilmente, al di là degli annunci, anche questa volta non pagherà nessuno. Se Consales non terrà fede ai suoi slogan elettorali, sarà la conferma che in Italia, e a Brindisi, ci sono cose che non cambieranno mai. Coraggio sindaco, dimostri di avere coraggio e vada fino in fondo.

Altrimenti la gente inizierà a pensare, forse non a torto, che dei politici e della politica si può fare a meno. Come sta avvenendo alla Provincia, dove l'assenza di un presidente e di un esecutivo non è rimpianta da nessuno.

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