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Berlusconi-Responsabili, ricatto reciproco. E Sardelli studia da nuovo leader in Puglia

I “Responsabili” tengono in ansia Berlusconi e Berlusconi allarma i “Responsabili”. La piccola pattuglia parlamentare che si è costituita per salvare il premier sta vivendo la sua mezz’ora di gloria. Dopo aver contribuito a sconfiggere il progetto di Fini, la terza gamba del centro-destra vuole passare all’incasso ma non ci riesce. Dovrebbero scrivere, come nelle vecchie salumerie di una volta, “qui non si fa credito” di fronte al tentativo del premier di rinviare il pagamento della cambiale contratta in cambio dei voti. Luciano Sardelli, bravo medico e paroliere di canzonette mancato, non riesce ancora a strappare l’agognato premio. Le ragioni sono tante.

Il gruppo dei Responsabili, Sardelli in piedi

I “Responsabili” tengono in ansia Berlusconi e Berlusconi allarma i “Responsabili”. La piccola pattuglia parlamentare che si è costituita per salvare il premier sta vivendo la sua mezz’ora di gloria. Dopo aver contribuito a sconfiggere il progetto di Fini, la terza gamba del centro-destra vuole passare all’incasso ma non ci riesce. Dovrebbero scrivere, come nelle vecchie salumerie di una volta, “qui non si fa credito” di fronte al tentativo del premier di rinviare il pagamento della  cambiale contratta in cambio dei voti. Luciano Sardelli, bravo medico e paroliere di canzonette mancato, non riesce ancora a strappare l’agognato premio. Le ragioni sono tante.

La prima è che i “Responsabili” sono più dei posti messi a disposizione e la gara fra di loro è diventata all’ultimo sangue. C’è Massimo Calearo, portato da Veltroni in Parlamento che scalpita, c’è l’ex demitiano Pionati, mezzo busto del Tg1, che sogna di fare il vice-ministro della comunicazione, c’è quella macchietta di Scilipoti che faticosamente si sta rendendo conto che la sua nomina è invisa a tutti, ci sono i transfughi di Fini che cercano la ribalta e c’è infine lo stesso Sardelli.

Nel PdL questo gruppo di volontari del berlusconismo è visto come il fumo negli occhi. La Lega diffida del fatto che molti di loro sono figli del vecchio clientelismo meridionale. Sardelli sogna probabilmente di diventare un nuovo astro nascente della Puglia. Da Aldo Moro a Sardelli: è la parabola che ben descrive il fallimento della seconda  repubblica. La nascita di questo gruppo parlamentare rappresenta meglio di altre esperienze la crisi del berlusconismo. C’è stato un momento in cui attorno al premier si era coalizzato un blocco elettorato di destra che aveva molte ambizioni. La crisi con Fini, e oggi quella con Tremonti, costringono Berlusconi a vivacchiare strappando quotidianamente una difficile maggioranza nelle Camere.

Questo stato dell’arte ha prodotto il fenomeno del nuovo ascarismo politico con la creazione di un blocco parlamentare a cui non corrisponde un voto elettorale né nel passato né nel futuro. La storia ci ha abituato a confrontarci con il fenomeno del trasformismo, soprattutto meridionale, che tuttavia aveva la caratteristica di rappresentare la mutevolezza di un personale politico che usava il proprio consenso  con grande disinvoltura. Questo trasformismo moderno invece ha come tratto distintivo l’assenza del consenso. I “Responsabili” non nascono per meglio rappresentare gli interessi immediati dei propri elettori, ma esclusivamente per impedire che gli elettori scendano in campo.

Il sostegno a Berlusconi è stato innanzitutto un sostegno verso se stessi nel terrore che elezioni anticipate concludessero alcune carriere. Appoggiano il premier per non andare a casa. E’ per questo che Berlusconi ritarda le nomine perché sa che se è vero che senza il voto dei “Responsabili” il suo governo cade, se il governo cade i “Responsabili” smettono in gran parte di fare politica. E’ un gioco al ricatto reciproco che si protrarrà per qualche tempo ancora e che potrà riservare qualche sorpresa. La cosa più interessante intanto avviene nel centro-destra pugliese in cui  abitano personaggi di primo piano, da Fitto a Mantovano, che tuttavia rischiano di essere oscurati da protagonismo ultra-berlusconiano dell’outsider Sardelli.

La rivoluzione berlusconiana sta così portando alla luce tutti i difetti del politicantismo meridionale. E non è una piccola materia di riflessione per le classi dirigenti di questa regione che stanno scoprendo che il leghismo dilaga e il Sud è rappresentato dagli epigoni del nuovo trasformismo senza consenso.

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