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Rotte gasdotto TAP, la prescelta è la numero 4

Rotte gasdotto TAP, la prescelta è la numero 4

Blasi e il Tap: ma perchè se c'è una grana cercano di girarla a Brindisi?

BRINDISI - Verrebbe da affermare: se la regione Salento che un noto istituto geografico ipotizza, o più concretamente, se la sinergia Brindisi-Lecce si deve costruire sulla logico del famoso detto che ha come protagonisti un cetriolo e un ortolano, non ci siamo proprio. Ma questo bisognerebbe farlo presente al segretetario regionale del Pd pugliese, Sergio Blasi.

BRINDISI - Verrebbe da affermare: se la regione Salento che un noto istituto geografico ipotizza, o più concretamente, se la sinergia Brindisi-Lecce si deve costruire sulla logico del famoso detto che ha come protagonisti un cetriolo e un ortolano, non ci siamo proprio. Ma questo bisognerebbe farlo presente al segretetario regionale del Pd pugliese, Sergio Blasi, che ha perso un'occasione per non fare altri danni al suo partito a Brindisi, dove non è stata ancora dimenticata la faccenda dell'appoggio ad una certa candidatura alla segreteria generale dell'Autorità Portuale (parliamo del metodo e non della persona coinvolta).

Dopo il via libera in Senato allo sbarco del gasdotto Tap nei pressi di San Foca, Sergio Blasi infatti ieri ha ipotizzato, anzi ha proposto che Tap debba invece rivedere ancora una volta i propri piani e tornare all'ipotesi dell'approdo della pipeline sottomarina nella zona di Cerano, infiocchettandola con l'impegno, di cui si dovrebbe far carico la politica (ma quale?) di ottenere dall'Enel la riconversione della centrale "Federico II" a turbogas. Una sortita davvero improponibile.

Forse Blasi dimentica due cose fondamentali. La prima: Tap ha già scartato Cerano perchè ci sarebbero troppi vincoli da affrontare o aggirare (a partire delle zone Sic in mare e sulla terraferma), giungendo persino, in una seconda fase, a prendere in considerazione l'alternativa di un approdo anche sulla litoranea a nord di Brindisi (località Sbitri-Acque Chiare), successivamente a sua volta scartata, mentre il consorzio elevetico-norvegese-tedesco aveva già considerato non realizzabile un arrivo della condotta subacquea nella zona industriale.

La seconda: Blasi ha un'idea concreta di quanto costerebbe ad Enel riconvertire a turbogas i gruppi di Cerano? Se lo faccia dire da qualche esperto di sua fiducia, se non dalla società elettrica. Centinaia di milioni di euro, un investimento fuori da ogni piano futuro anche perchè entro il 2019 Enel avrà completato l'ammortamento dell'investimento effettuato per costruire la centrale, ed è inoltre alle prese con la drastica caduta della domanda di energia che ha investito le aziende italiane del settore. Figuriamoci se pensa di riconvertire Cerano a turbogas, forse nemmeno se Tap glielo regalasse, cosa impossibile con quello che è oggi il mercato mondiale del Gnl e con ciò che sta accadendo ad esempio ad Edipower con le sue centrali a gas della Pianura Padana, in marcia al 30 per cento.

Questi, ovviamente, sono solo i cosiddetti conti della serva, ma la politca appunto dovrebbe saperli fare molto meglio di me. E allora perchè affermare, come fa Blasi, "No all'approdo Tap a San Foca, anche se l'opera è utile all'Italia. In ogni caso la Puglia partecipi agli utili generati del gasdotto (titolo, ndr). In merito alla ratifica in Senato dell'Accordo Albania-Grecia-Italia sul progetto del Gasdotto Tap ci tengo a ribadire la mia contrarietà netta all'approdo dell'opera a San Foca. Sono convinto che la diversificazione delle fonti di approvvigionamento sia importante e che l'opera abbia una importanza strategica per l'Italia. Ma non posso non auspicare che l'approdo sia rivisto perchè questa necessità non vada a sfregiare altri pezzi di economia possibile".

"A San Foca si deve continuare a produrre economia e sviluppo grazie al mare e alla bellezza del paesaggio. Quello che voglio verificare fino in fondo è se l'approdo del gasdotto non possa avvenire a Cerano, dove con il coinvolgimento di Enel e sotto la regia della Regione Puglia si potrebbe cominciare a ragionare della ambientalizzazione della centrale a carbone Federico II e della sua riconversione a gas. Un obiettivo possibile se la politica recupera il suo primato". Ecco appunto, la politica recuperi il suo primato.

Condivisibile invece l'ultima parte dell'appello di Blasi: "In ogni caso mi sento di auspicare allo stesso tempo un impegno serio da parte della Regione Puglia perché il territorio pugliese diventi socio sostanziale dell'opera Tap. E che alla Puglia e ai territori interessati vada non una sporadica elemosina sotto forma di royalty ma una quota fissa degli utili che il gasdotto genererà".

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