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Il commissario e le nostre scelte (politiche)

Intervento dell'avvocato Fabio Leoci sulla situazione amministrativa del Comune di Brindisi, in relazione alla mancata approvazione del bilancio di previsione

Adesso, finalmente, i Brindisini potranno davvero e con cognizione affermare che a noi “ci comanda Bari o Lecce”. Il motivo è talmente semplice e così evidente, che quasi nessuno se ne è accorto: la democrazia e la rappresentatività dei cittadini di Brindisi, è stata violentata. Già, perché noi abbiamo votato i nostri rappresentanti istituzionali che, secondo la loro linea politica, avrebbero dovuto eseguire il mandato conferito dal popolo Brindisino. Ciò significa, in particolare, che gli organi istituzionali votati dai cittadini, in base alle direttive politiche da seguire che la maggioranza dei cittadini ha condiviso al momento del voto alle amministrative, avrebbe dovuto decidere dove maggiormente spendere le risorse del “nostro” Comune, quanti soldi impiegare, a quale settore dare priorità. Ma ad un certo punto, attraverso qualcosa che non credo si sia mai visto in un organo rappresentativo, il nostro sindaco richiede al prefetto di Brindisi, di nominare un commissario ad acta a seguito della mancata approvazione da parte della giunta dello schema (o delibera?) di bilancio di previsione esercizi 2020-2022.

Il prefetto, in accoglimento della richiesta, ha immediatamente nominato un alto funzionario della prefettura di Bari, affinché rediga l’atto di bilancio da inviare al consiglio comunale per l’approvazione. Ma com'è possibile che l'alto funzionario di Bari rediga un atto di competenza di organo del Comune di Brindisi seguendo (almeno approssimativamente) la volontà dei cittadini di quella città? Cioè, sarà uno sconosciuto funzionario privo del mandato popolare, a dire a noi altri cittadini, dove, come, quando e perché spenderemo le nostre risorse, senza sapere ne conoscere quale possa essere la realtà di questa città e le relative esigenze sociali ed economiche concrete. Per altro, vi è da immaginare che il nuovo documento contabile, siccome dovrà tenere conto della puntuale e documentata relazione redatta dal dirigente del settore finanziario del Comune (ben 19 pagine) risulterà completamente diversa e nuova rispetto a quella formulata dal sindaco e dalla sua giunta (che teoricamente avrebbe dovuto tutelare gli interessi dei cittadini).

E sin qui, la violenza alla nostra democrazia, perché  qualcuno da noi mai eletto ne conosciuto, dovrà redigere un bilancio (tenendo da conto le nostre scelte politiche che non conosce) al posto di coloro che invece avevamo eletto e che avrebbero dovuto rappresentarci. Ma non è tutto. C'è anche un aspetto di principio giuridico a tutela della democrazia che appare incongruo, contraddittorio, ed in violazione dei principi di diritto:  il commissario prefettizio viene ad assumere le funzioni di “organo comunale” che invia ai consiglieri la delibera di bilancio (quella che segna la vita dei cittadini), sulla quale non è possibile intervenire o chiedere chiarimenti in quanto, in buona sostanza,  dovrebbe essere solo approvata. Bene, io dico che siamo stati appena violentati, ma magari, qualche cittadino più pragmatico, userà un'altra frase per  indicare questo tipo di violenza (ed io gli do mandato affinché la chiami per quel che è).

Avvocato Fabio Leoci

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