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A cura di Blog Collettivo

"La città e la comunità del porto reagiscano"

Non si possono perdere nè finanziamenti e nè tantomeno privare il porto di infrastrutture necessarie alla sua sicurezza e alla sua storica polifunzionalità

BRINDISI - Da giorni è in atto un dibattito appassionato e di merito sul porto e sul suo futuro. Un dibattito che riconferma l’interesse che in città c’è sulla parte di se che ne è anima e corpo della sua storica esistenza. Un dibattito che richiederebbe assunzioni di responsabilità e rispetto di norme e di funzioni soprattutto da parte di chi ha le competenze. Si sperava che questo dibattito potesse sortire un risultato utile per ricostruire un clima di collaborazione e di cooperazione. Si assiste, invece, con grande preoccupazione alla ennesima polemica sorta tra amministrazione comunale ed Autorità portuale. Quella di queste ore sul pontile a briccole ci appare inopportuna e figlia di una burocrazia deresponsabilizzata e deresponsabilizzante. Preoccupa che si alzi un polverone su una questione residuale dal punto di vista autorizzativo in cui ci vorrebbe solo un po’ di buon senso e sana collaborazione tra enti che hanno a cuore le sorti del territorio.

Ci sono in ballo 10 milioni di finanziamenti e si continua a battibeccare come capponi di manzoniana memoria. Da un lato una amministrazione che non ha bisogno nemmeno di opposizione in consiglio. Se la va a cercare tra imprese, sindacati ed enti. Dall’altra una autorità che evidentemente va alla ricerca di occasioni per alimentare contrapposizioni nella speranza che atti e comportamenti altrui giustifichino la paralisi del porto. Ci vorrebbe buon senso da parte di tutti invece. I funzionari pubblici e gli amministratori in questa fase hanno la stessa importanza di medici e strutture sanitarie perchè tornare a produrre e ripartire con regole e comportamenti responsabili è importante quanto lo è stato difendersi dalla pandemia. Ogni sforzo deve essere improntato alla messa in sicurezza del lavoro e del porto che c’è e alla ricerca di quello che è necessario per il futuro.

I giorni cominciano ad essere contati. Non si possono perdere nè finanziamenti e nè tantomeno privare il porto di infrastrutture necessarie alla sua sicurezza e alla sua storica polifunzionalità. Rivolgiamo un appello per il bene della città a fermarsi in questo stillicidio ed a riprendere il dialogo non solo tra i vertici amministrativi ma anche tra tecnici e funzionari. Un dialogo costruttivo come avviene in tante altre realtà dove i vari enti hanno una unica tensione rivolta al risultato per la collettività ed i politici premono per questo. A Taranto o Bari fanno così.

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