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Vincenzo Albano

Vincenzo Albano

Va in scena "Io speriamo che me la cavo": il tirare a campare dell'Amministrazione

L'ex consigliere comunale Vincenzo Albano: "Non c'è più tempo per i soliti giochetti, se si vuole assicurare un futuro migliore a Brindisi"

A seguire quanto accade in città in questi giorni, si fa certamente molta fatica a decifrare il vocabolario della politica a Brindisi. A raccapezzarsi nella babele quotidiana delle tante dichiarazioni, che sembrano non avere alcun senso, se si orienta la bussola sul futuro di questa città. Si sta replicando la sceneggiata di sempre allo scopo di elaborare l'ennesima fantasia, l'ennesimo gioco di prestigio, per tentare di nascondere e far dimenticare le inefficienze, le responsabilità e i danni accumulati in questi ultimi 2 anni  e mezzo di amministrazione cittadina, che hanno fatto naufragare le speranze di rilancio di questa città. Non sono  in discussione idee, progetti, ma solo convenienze tattiche, tentativi di  manipolazione del consenso. In verità queste discussioni sterili mi creano grande disagio, perché nella mia ingenuità ho sempre pensato che l'impegno politico dovesse essere passione, impegno sociale, dedizione, mentre intorno c'è solo la confusione e l'agitazione di chi pensa di confondere il cittadino, cercando di distorcere fatti e responsabilità, nel tentativo esclusivo di conservare la poltrona, invece di impegnarsi nella soluzione dei problemi dei cittadini.

Mi ero illuso che le vicende politiche,  di questi ultimi anni, la situazione della città e delle finanze comunali, avessero consigliato il sindaco ad essere prudente, a  mutare atteggiamento, per assumere un tono più adeguato e corrispondente alla realtà dei fatti e della città. A tenere i piedi per terra. Al contrario, ha voluto ancora una volta arrecare offesa alla intelligenza e alla memoria dei cittadini, atteggiandosi, come gli accade da tempo, come unico artefice di un immaginario progresso della città. E' questa negazione della realtà che non si riesce ad accettare, questi atteggiamenti apparentemente ingenui di "cavaliere inesistente", perché è evidente, che i risultati attribuibili direttamente a questa Amministrazione sono veramente esigui. E' sufficiente addentrarsi nelle sofferenze del bilancio determinate dai  consistenti tagli ai servizi sociali, dall'aumento della tosap, dalla consistente presenza di residui attivi di dubbia esigibilità, dalla ripetuta  iscrizione in bilancio della vendita del patrimonio comunale che nessuno vuole, dall'aumento dei bollini di autocertificazione caldaie, da quello delle concessioni cimiteriali, dalla situazione della multiservizi, dal taglio dei servizi, per scoraggiarsi e verificare che la città annaspa, che manca ogni prospettiva di futuro.

L'unico disegno che emerge sembra risiedere nella speranza di potersela cavare almeno per qualche tempo, lasciando a chi verrà  dopo una situazione ingestibile. Certamente non si può ragionevolmente pensare di poter continuare a tirare a campare. Non c'è più tempo per i soliti giochetti, perché se si vuole assicurare un futuro migliore, il rilancio della città, credo che si debba  andare al di la della solita, ricorrente demagogia, di cui il sindaco e la sua maggioranza hanno saputo abilmente padroneggiare in tutte le circostanze. Comunque, niente che possa comunque destare  meraviglia, considerato che spesso tutta l'architettura politica proposta, si è risolta nella applicazione della nobile arte della conta, nella individuazione del 17°,  per il consiglio comunale. Questa amministrazione purtroppo non ce la fa proprio, non riesce a liberarsi della  sindrome del conclave, non riesce ad aprirsi alla città, a sganciarsi dalle incrostazioni di una impostazione culturale caratterizzata dell'improvvisazione e dall'approccio disgregato ai problemi, che non tiene conto delle esigenze complessive. 

Io non credo che il sindaco sia realmente in grado di affrontare le battaglie che va annunciando, perché è evidente  che non è più padrone, della situazione, che non la controlla più. E' alle corde, non ce la fa. Gli manca la serenità necessaria per svolgere adeguatamente il suo compito. L'ennesima sceneggiata messa in campo in queste ore palesa in modo evidente la stanchezza e il peso di questa prima parte di consigliatura, spesa quasi esclusivamente a cercare di sopravvivere, a ricompattare una maggioranza che ha smarrito l'impegno e la responsabilità del ruolo e che non ha mai esitato a scaricare sulla città gli effetti perversi della sua inefficienza ed inadeguatezza. Non si vuole assolutamente capire che questa nostra città non ha bisogno di capitani coraggiosi, che si dichiarano un giorno sì e l’altro pure  pronti alla guerra contro tutti, anche contro se stessi. La città ha solamente bisogno di un sindaco e di una Giunta sereni, autorevoli, che amministrino, che lo sappiano fare e lo facciano realmente.

Sono comunque convinto che tutte le proposte o promesse che metteranno in campo, avranno il solo scopo di creare il solito trastullo per gli ingenui, nel tentativo di distrarli dai gravi ed irrisolti problemi di questa città, che sono sotto gli occhi di tutti e che hanno responsabilità precise. Ma intanto tutti i cittadini dovrebbero chiedersi come siamo arrivati a questo punto, per evitare che l'Amministrazione, il sindaco, le sua squadra, replichino il solito giochetto dello scaricabarile, tentando di scaricare su altri o sul destino, le proprie responsabilità per questa situazione disastrosa. Per essere stati solo testimoni imbalsamati di un declino sempre più  preoccupante. Spero che i cittadini di Brindisi non si facciano ingannare dalle apparenze, dalle promesse a futura memoria, dalle favole recitate a palazzo, perché in gioco non c'è solo il loro portafoglio, avvilito dalla crisi, dalle tasse e dalle imposte, ma anche la loro vita e il futuro dei propri figli. 
 

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