Martedì, 18 Maggio 2021
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A cura di Blog Collettivo

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Caro Fernando, questo Pd c'entra ancora con la sinistra

Caro Fernando, spero non ti dispiaccia molto se per ora sono solo io a permettermi di rispondere alla tua, al solito fluviale e tranchant lettera pubblicata su "Brindisireport"

Caro Fernando, spero non ti dispiaccia molto se per ora sono solo io a permettermi di rispondere alla tua, al solito fluviale e tranchant lettera pubblicata su "Brindisireport". Gli è che tu abbondando, come sovente ti accade, in visioni e ipotesi anche offensive e apocalittiche, del tipo "se si va nel PD si va oggettivamente a destra" oppure "le acutissime intelligenze che rimangono ancora nel PD", ( il sarcasmo è cifra stilistica che ti appartiene molto...),  solleciti almeno in me una qualche risposta, che sento di dover dare ad un "cane sciolto" e per niente "libertario", come si sarebbe detto un tempo, come te. Dunque  per te il PD è di destra e ne consegui una serie di analisi, alcune anche suggestive e comunque meritevoli di approfondimenti, se tutta la tua lunga lettera non apparisse per quello che è realmente: disistima, a volersi tenere nell'eufemismo, nei confronti del PD, di Renzi e di chi gli è vicino e dell'intero PD, che a te deve apparire "una landa desolata".

E per condurre questa tua personale battaglia, che talora assume i toni d'una reprimenda nei modi che furono di Savonarola, finisci per considerare tutto il PD affetto dallo stesso morbo e di fatto inguaribile, oltre che di destra. (Ricorderai recenti e simili tue considerazioni in un lungo carteggio a mezzo mail, tra noi). Per fortuna, anche se a te torna comodo non notarlo, il PD è composto da diverse anime, che vanno anche oltre le manichee e fuorvianti collocazioni interne. Pensa che alcuni di noi, che dabbennagiine penserai!, anche se non considerano infallibile quel che dice e fa "il verbo" renziano e talora gli si oppongono a tutti i livelli,  covano e agiscono per cambiare questo partito. Non saremo maggioranza, saremo infima accozzaglia, magari "braccia strappate all'agricoltura", mancante ormai l'acuta intelligenza dalle nostre parti, ma ci siamo anche noi. Vivi e vegeti, talvolta più incazzati di te, ma magari con la pretesa (assurda : e che non lo so ?) di poter cambiare qualcosa nel PD.

Anzi, come ormai dico da anni, a farlo nascere veramente. Sarà impossibile, è solo una eresia o una pazzia pensarlo? Va bene, però lasciaci almeno il desiderio di provarci, anche perchè se pensiamo alla totale desertificazione della rappresentanza politica, nella forma dei partiti in questo momento, converrai che forse qualche seppur "disperata" speranza forse conviene bene coltivarla...(Se e come considerare i 5 stelle, la stessa Forza Italia ancora dipendente da Berlusconi e la Lega di Salvini, sempre a trazione nordista, per stare alle forse maggiori,  quali partiti con radicamenti in tutta Italia, organizzati e legittimati come partiti da regole e statuti democraticamente accettabili, potremmo discuterne in altra occasione).  

Addirittura io non nego che alcuni tuoi passaggi siano condivisibilI nella tua lettera "a Carmelino" Di Pietrangelo, come per antica consuetudine lo chiami tu, forse per cristallizzare con quel nome, vero e di battaglia politica, un tempo nel quale vi erano i "veri compagni". Tu in quel tempo lo eri? O immaginavi che altri lo fossero ? Già  è ormai un tempo che non c'è più, come tu sai e da un bel pezzo. Possiamo recriminare e sentenziare all'infinito ma è finito il tempo nel quale "a lungo la sinistra ha pensato che nelle sue vele soffiasse il vento della storia. Oggi che tutto è cambiato, che quel vento non le ha riconosciuto alcuna primazia, che anche il suo popolo non è più lo stesso, la sinistra sembra essersi ritratta in una posizione difensiva e risponde con sdegno all'accusa di conservatorismo." Sono parole di Franco Cassano, dal suo "Senza il vento della storia-La sinistra nell'era del cambiamento".

Dobbiamo banalmente prendere atto che quella storia è da molto finita e che TUTTI  portiamo il peso delle sconfitte e la leggerezza di qualche gioia che comunque ogni storia umana e politica si porta dietro. Tu scrivi che il PD non è più un partito di sinistra e davvero invidio, ancora una volta, la tua adamantina sicurezza nell'affermarlo. Non credo sia così e ancora una volta chiedo soccorso alle parole di Cassano, per cui "le ragioni della sinistra sono tutt'altro che scomparse, ma per farle rientrare nella partita del mondo è necessario che smetta di sentirsi ospite innocente in un universo cattivo e abbandoni ogni nostalgia. Perchè la globalizzazione non è solo una banale restaurazione, non è solo espropriazione e sradicamento, ma un gioco di dimensioni planetarie nel quale nuovi protagonisti si affacciano sulla scena della storia.

E a questo gioco largo e imprevedibile, pieno di pericoli e di opportunità, non ci si può sottrarre". E noi rimaniamo ancora nel pantano nominalistico del "vicino a Verdini", in inciucio "con Curto", che son anche problemi certo, ma qualcuno mi dovrà pur spiegare, essendo da sempre la sinistra in cifra minoritaria in Italia come pensa di governare se non alleandosi con qualcuno. A volte anche realizzando delle scelte che non condividiamo certamente ed io con Verdini non prenderei nemmeno un caffè: ma davvero possiamo risolvere tutto dando sopratutto immenso fiato a questa antica e sterile diatriba e davvero la Brexit, come proteggerci dall'ISIS, il voto in Austria che si ripete, (è notizia di oggi : il rischio che nella ex felix Austria vinca un leader xenofobo e razzista); le questioni delle frontiere, degli sbarchi e dell'integrazione, la mai scomparsa crisi economica, etc. :  non sono questioni terribilmente aperte in ogni agenda politica, già a partire dalla sponda brindisina? Già, almeno questo la globalizzazione, penso lo abbia insegnato,  ovvero che ogni evento straordinario ha riverberi in ogni parte del mondo. Anche da noi.

Ecco perchè ho deciso, dopo le tue anche offensive parole, rivolte ad una partito che ancora si considera di sinistra, di risponderti. Io che milito nell'esecrato PD ho avvertito il dovere di segnalarti che io conosco e incontro, frequento e collaboro con tante donne e uomini, con ancora tanti compagni, (si può dire e non si rischiano i probiviri!), che lavorano, sperano nel cambiamento, mettono passioni e intelligenza, per farlo nascere sul serio il partito democratico. Anche non nascondendosi errori e limiti, anche fidando, perchè no?, sulla vicinanza critica e magari costruttiva della tanta sparsa sinistra che magari anche giustamente qui, come a Roma e Torino, ha deciso di confluire nei 5 stelle o altrove vota altre formazioni.

"E' la democrazia, bellezza", come ne riderebbe un comico. Magari alcuni di noi si aspetterebbero che quel davvero "zoccolo duro" di intransigenza a prescindere, che talvolta quelle contrapposizioni, quelle sì in qualche misura ideologica, si tramutino prima o poi in ragionevoli, critiche e appassionate analisi che siano meno figlie di quella cultura e linguaggi che erano tanta parte di "certa" sinistra del passato, (extraparlamentare, gruppettara, radicale...), che anche negli anni settanta finiva per asaurire la sua carica contrappositiva rivolgendo i suoi strali, al solito", "contro il sistema ed il potere. Qualsiasi sistema e potere, se non legittimato da loro, infima e sin troppo arrabbiata minoranza. Chiudo ricordandoti alcuni versi di un poeta che amo molto, Eugenio Montale, che spesso in questi anni mi hanno soccorso.  Sono tratti  da "Ossi di seppia" e contiene alcune idee per comprendere il suo pensiero .

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

Il poeta si rivolge, come tu già sai,  a quel lettore che esige dai poeti verità assolute e definitive, invitandolo a non chiedergli alcuna rivelazione, né su stesso né sull'uomo in genere, e nemmeno sul significato  della vita. Egli, infatti, non ha alcuna segreto risolutivo, ma solo dubbi e incertezze, o anche una conoscenza fondata sul contrasto: l'ultimo verso, infatti, è divenuto famoso e viene spesso menzionato da chi non vuole farsi notare come possessore di fittizie verità. Ecco io non posseggo alcuna verità ne' ne discetto atteggiandomi ad analista politica.

Avrai notato che già il mio linguaggio, proprio per mia intima scelta, rifugge da quel "politichese" del quale si abbonda e che anche tu possiedi in parte, se me lo consenti. Nel salutarti con immutata stima mi piace ricordarti il tuo apostrofarmi, quando ero dirigente sindacale, con "satrapo" che è poi "colui il quale nell'esercizio di un ufficio o di una carica si distingue per l'ostentazione o per l'abuso dei suoi poteri e della sua influenza". Ne intuivo il tono amichevole e non irrisorio, però voglio segnalarti che quel "satrapo" ebbe il coraggio di lasciare la dirigenza sindacale e qualche possibile "promozione futura,  per tornare ad insegnare con sua somma gioia; non ha mai fatto alcuna carriera politica e sindacale, come pure scolastica, pur non mancandogli occasioni e chissà anche attitudini e competenze. 
    Un satrapo sin troppo anomalo, converrai.
    Un caro saluto.

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