Sabato, 18 Settembre 2021
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Come combattere insonnia ed attacchi d’ansia da Covid-19

Come la psicopandemia ha cambiato le nostre abitudine: i consigli del farmacista, Carlo Lagamba

Dott. Carlo Lagamba

L’ ultimo anno ha messo tutti duramente alla prova, stravolgendo la nostra normalità e le nostre amate abitudini, in quella che é stata battezzata da molti come “psicopandemia”. In una situazione così complessa che mina la stabilità psicofisica ed emotiva, come fare a mantenere il nostro organismo in buona salute? Ecco qualche piccolo consiglio per ridurre ansia ed insonnia.

É fondamentale innanzitutto considerare l’età del paziente, le sue condizioni pregresse e la sua sintomatologia per capire la gravità dei suoi problemi. I casi più gravi e con recrudescenze pregresse sono sottoposti a terapia farmacologica con benzodiazepine e sono in stretto monitoraggio medico. Per tutti gli altri casi, dove queste problematiche assumono una connotazione di media e lieve entità é fondamentale partire per gradi.

Il sonno riveste circa un terzo della nostra vita ed é di fondamentale importanza per il benessere psicofisico, non solo per migliorare la memoria ed il grado di attenzione, ma anche per l’eliminazione di tossine, la rigenerazione muscolare, la riorganizzazione dei collegamenti tra neuroni, la secrezione ormonale e la stimolazione delle difese immunitarie. Infatti nella fase non-Rem (sonno profondo), vengono rilasciate le citochine, tra le quali le interleuchine che innescano importanti meccanismi di comunicazione cellulare a livello immunitario. Per favorire il sonno, é opportuno adottare una serie di comportamenti corretti:

Evitare di usare smartphone, tablet, pc e tv nelle ultime ore della sera, perché questo comportamento, peraltro molto diffuso, mantiene molto attivo il nostro cervello, confondendo i meccanismi neurofisiologici. Prediligere un buon libro, perché la lettura tende al contrario a rilassarci, riducendo i livelli di cortisolo.Evitare di saltare la cena. Il digiuno serale é tra le prime cause di disturbi notturni, provocati da ipoglicemia e disidratazione. É importante anticipare se mai l’orario della cena, che dovrebbe avvenire tre ore prima di andare a letto, per favorire i biochimismi digestivi e la termogenesi.

Evitare bevande e alimenti contenenti sostanze psicostimolanti come gli alcaloidi xantinici presenti nel té, caffé e cioccolata. Evitare cene particolarmente ricche con fritture, alimenti ad alto contenuto di grassi, cibi salati e piccanti, bevande zuccherate e formaggi stagionati. Questi ultimi per il loro elevato contenuto di tiramina, causa di ipertensione. Anche l’attività fisica aiuta a scaricare lo stress, stimolando il sistema nervoso parasimpatico per la fase di riposo e rilassamento. Essa andrebbe evitata comunque in tarda serata, dato che l’adrenalina prodotta durante lo sforzo fisico, provoca accelerazione della frequenza cardiaca e dilatazione delle vie aeree bronchiali. In aggiunta a queste buone norme ci sono integratori prevalentemente a base di melatonina, ormone che ha un ruolo da protagonista nello stabilire il corretto ritmo circadiano (sonno-veglia), favorendo l’addormentamento.

La presenza di altri estratti fitoterapici sotto forma di tinture madri, monoconcentrati, gemmoderivati e tisane, come la passiflora, il papavero della California, il tiglio, la melissa e il biancospino, migliorano la qualità del sonno riducendo i risvegli notturni. Tra i sali minerali, il magnesio ed il selenio, influiscono sul rilassamento neuromuscolare, oltre a favorire la secrezione endogena di melatonina. In aggiunta multivitaminici, con le vitamine del gruppo B, in special modo la B6, la piridossina, che migliora l’umore partecipando alla secrezione della serotonina.  Nei casi in cui l’insonnia sia accompagnata da attacchi d’ansia lieve, l’aggiunta di valeriana ha un buon effetto ipnoinducente, riducendo tensione e palpitazioni. Anche gli olii essenziali deterpenati, come l’olio essenziale di lavanda o d’arancio, hanno una doppia funzione, riducendo l’ insonnia ed alleviando stress ed ansia. 

La loro somministrazione può essere anche protratta nel tempo e non richiede una sospensione scalare come per gli psicofarmaci, anche se si consigliano cicli di 3-4 settimane. Anche se si tratta di prodotti naturali, ciò non significa che non possano presentare potenziali rischi. I principi attivi fitoterapici e gli eccipienti, potrebbero dare origine ad effetti indesiderati in soggetti sensibili, o dar luogo in condizioni particolari (gravidanza, interazioni con terapie farmacologiche in atto, patologie pregresse) a controindicazioni, per non dimenticare la possibile insorgenza di reazioni allergiche. Per tutte queste ragioni e per ogni dubbio evitare assolutamente l’autosomministrazione e le terapie “fai da te”, consultando in ogni caso il proprio medico o farmacista di fiducia per un consiglio mirato in base alle proprie necessità.

Carlo Lagamba, Farmacista

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