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Venerdì, 21 Gennaio 2022
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A cura di Blog Collettivo

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Centrodestra, tutto torna alle origini. E Ferrarese rischia di ritrovarsi con Vitali

Vuoi vedere che Massimo Ferrarese finirà col ritrovarsi in campagna elettorale con suo acerrimo nemico (ex grande amico) Luigi Vitali? Che la musica orchestrata dalla politica italiana stia cambiando un’altra volta – leggere anche l’articolo di Ferruccio Leoci in questa stessa rubrica – lo ha fatto sapere stamani un dispaccio Ansa con le dichiarazioni di Angelino Alfano, ultimo approdo di Ferrarese.

Vuoi vedere che Massimo Ferrarese finirà col ritrovarsi in campagna elettorale con suo acerrimo nemico (ex grande amico) Luigi Vitali? Che la musica orchestrata dalla politica italiana stia cambiando un'altra volta - leggere anche l'articolo di Ferruccio Leoci in questa stessa rubrica - lo ha fatto sapere stamani un dispaccio Ansa con le dichiarazioni di Angelino Alfano, ultimo approdo di Ferrarese: "Noi correremo alle prossime politiche con il centrodestra perché diciamo basta alla melassa centrista. Vogliamo far vincere il centrodestra per far uscire il Paese dalla crisi. Abbiamo restituito ottimismo alla nostra coalizione", sono state le parole testuali del vicepremier.

"Saremo il principale partito del centrodestra del futuro. Se i sondaggi ci danno in pareggio, il centrodestra lo deve a noi", ha detto ancora Alfano che corre i soccorso di Forza Italia staccata di 10 punti dal Pd di Renzi, stando ai sondaggi. E non sarà solo una faccenda limitata alle prossime elezioni politiche. Molto probabilmente si comincerà dalle Europee, dalla amministrative e dalle Regionali. Dice infatti Alfano che il Nuovo Centro Destra dice no "al centralismo politico e punta a una diffusione della sua presenza in tutto il territorio nazionale all'insegna dello slogan 'saremo l'antenna dei bisogni degli italiani'. Ncd ha un'aerea di consenso molto ampia tra tutti gli elettori che non si identificano con il centrosinistra e non vogliono votare Forza Italia. Nella nuova coalizione di centrodestra ci sarà più democrazia, a partire dalle primarie".

Inutile dire che questo appuntamento non sarà mancato neppure da Pier Ferdinando Casini, rimasto quasi totalmente a secco di voti e impegnato a ritrovare un posto al sole. E questi erano i punti di riferimento del Pd per costruire un nuovo centrosinistra. Il problema è che adesso il centro non esiste più. Lo dice Casini, lo dice Alfano: esiste solo il centrodestra come vera casa dei moderati, essi affermano. E sperano in realtà nella residua forza trainante di Silvio Berlusconi.

Tornando alle cose più vicine a casa nostra e alla teoria che per la politica tutto è possibile (cito ancora l'articolo di Leoci), essa si applica perfettamente al percorso di Massimo Ferrarese, il quale dopo la delusione della mancata candidatura in pole position alle scorse elezioni politiche da parte dell'Udc e della coalizione centrista, ha scelto recentemente Alfano dopo un certo periodo di limbo, lanciandosi in tour di ricostruzione delle proprie chance politiche nella veste di coordinatore del Nuovo centro destra per Lecce, Brindisi e Taranto, e uscendo dalla giunta comunale brindisina che più che un laboratorio dava l'impressione di essere diventata un ambulatorio. Ferrarese anche questa volta, come ai tempi della Provincia, aveva sentito puzza di bruciato, ed ha pensato di fare sparire le tracce dello scarso apporto dato anche dai suoi uomini come forza di governo della città.

Ma il suo fiuto per la puzza di bruciato (il ritorno di Alfano e Casini all'alleanza con Berlusconi) stavolta lo ha tradito? Leggiamo intanto una lunga intervista su La Gazzetta del Mezzogiorno, realizzata da Fabio Venere in cronaca di Taranto, in cui Massimo Ferrarese dice la sua su Ilva, sul decreto varato alcuni giorni fa per Taranto, sulla "free zone" (suo cavallo di Battaglia) per Brindisi e Taranto, ed infine sul futuro dell'aeroporto di Grottaglie, come è noto al centro di una iniziativa che vede impegnati in modo trasversale molti politici locali, qualche operatore turistico della provincia ionica e il segretario regionale della Uil, Aldo Pugliese, per l'avvio di collegamenti passeggeri che Taranto (tranne lontanissime e limitate esperienze) non ha mai avuto.

Questo "partito per l'aeroporto di Grottaglie" non condivide la destinazione cargo e ad area di produzione e movimentazione di merci assegnato dalla Regione Puglia (anche il Ministero dei Trasporti propone ora Grottaglie come aeroporto di interesse nazionale, ma nel cargo), e vuole che i tarantini vadano a Roma, Milano e nel resto del mondo partendo da questa pista in uso oggi solo all'aviazione di marina e ad Alenia Aermacchi, ragione quest'ultima per la quale l'aeroporto ottenne un grosso investimento di ristrutturazione e potenziamento.

A questo partito trasversale, che sovrappone all'interesse reale del territorio, ad ogni ragionamento sensato sulla situazione attuale del trasporto aereo e ogni valutazione logistica ed economica, argomentazioni assai deboli, poco importa che non ci sia sin qui una sola compagnia aerea degna di questo nome pronta a scalare Grottaglie lasciando Brindisi o Bari, sui quali giustamente si continua ad investire per i passeggeri, mentre a Grottaglie andranno le merci (e quindi, come è giusto, anche un certo indotto occupazionale), come alcuni anni fa andò la localizzazione dello stabilimento per partecipare al progetto Boeing 787 (invece che a Brindisi, già importante polo dell'industria aeronautica) o a Bari.

Ma ecco che Ferrarese, paladino in passato dell'Aeroporto del Salento, è pronto a dire nell'intervista che, visto che ormai l'aeroporto di Brindisi è giunto ai livelli per i quali lui si era battuto, "ben venga una riapertura ai voli civili dell'Arlotta". Ma l'Arlotta non è mai stato chiuso ai voli civili, tale possibilità è nella sua classificazione. Il punto è che in Puglia Bari e Brindisi sono sempre stati gli aeroporti principali e sono più che sufficienti per l'attuale bacino di utenza. Non si possono spendere soldi pubblici per frazionare l'utenza civile, mettendo in difficoltà le compagnie che scalano i due aeroporti nazionali della Puglia.

Oppure anche questo è possibile per la politica, che presto potrebbe vedere insieme nella stessa coalizione Ferrarese e Vitali? E che direbbe un Ferrarese candidato ovviamente anche a Brindisi, a un avversario candidato a Taranto che facesse dei voli civili all'Arlotta uno dei suoi cavalli di battaglia? Ferrarese nella prima parte della risposta al giornalista in realtà aveva detto di intendere gli aeroporti di Bari, Brindisi e Grottaglie come un unico aeroporto pugliese, ciascuno con i propri compiti. Si fosse fermato lì, sarebbe stato meglio.

 

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