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Martedì, 25 Gennaio 2022
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A cura di Blog Collettivo

Ospitiamo in questo Blog opinioni di alcuni cittadini Brindisini

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Chi presenta in lista gli "incandidabili" venga punito con l'esclusione dai contributi elettorali

Sono quaranta i casi di personaggi incandidabili che la commissione parlamentare antimafia presieduta dal senatore Pisanu ha reso noti. Sono personaggi fuori dalle cronache, spesso dei perfetti sconosciuti che sono stati messi in lista e in qualche caso eletti malgrado avessero avuto a che fare con la giustizia talvolta per reati di mafia. La Puglia vanta il maggior numero di casi segnalati, con la cifra di dieci persone fra cui almeno tre sono della provincia di Brindisi. Il codice di autoregolamentazione approvato dalla commissione antimafia nel 2007 è tassativo. Tutti i partiti si sono impegnati a non candidare “coloro nei cui confronti sia stato emesso decreto che dispone il giudizio o misura cautelare non annullata…o che si trovino in stato di latitanza o di esecuzione di pene detentive o condannati con sentenza anche non definitiva”.

Sono quaranta i casi di personaggi incandidabili che la commissione parlamentare  antimafia presieduta dal senatore Pisanu ha reso noti. Sono personaggi fuori dalle cronache, spesso dei perfetti sconosciuti che sono stati messi in lista e in qualche caso eletti malgrado avessero avuto a che fare con la giustizia talvolta per reati di mafia. La Puglia vanta il maggior numero di casi segnalati, con la cifra di dieci persone  fra cui almeno tre sono della provincia di Brindisi. Il codice di autoregolamentazione approvato dalla commissione antimafia nel 2007 è tassativo. Tutti i partiti si sono impegnati a non candidare ?coloro nei cui confronti sia stato emesso decreto che dispone il giudizio o misura cautelare non annullata?o che si trovino in stato di latitanza o di esecuzione di pene detentive o condannati con sentenza anche non definitiva?.

Pochi sono i casi di candidati accusati di mafia, numerosi quelli indicati per violazione alle leggi sull?usura. Ben dodici sono stati eletti in violazione del codice. I risultati della commissione antimafia sono al tempo stesso allarmanti e deludenti. Vediamo perché sono deludenti. Sono ben ventidue le prefetture che non hanno inviato dati e fra queste quelle di Torino e Milano. Anche Trapani, nelle cui terre si nasconde il boss di Cosa Nostra, Matteo Messina Denaro, ha evitato di mandare elenchi.

Il prefetto di Milano, tra l?altro, è quello che ha detto recentemente che nel suo territorio ?la mafia non esiste? mentre in numerosi atti giudiziari è stata rivelata la forte incidenza della ?ndrangheta nella cosiddetta Padania e un libro di un  giornalista di ?Libero?, quindi non un pericoloso comunista, ha rivolto accuse assai pesanti alla connessione fra ?ndranghetisti e esponenti della Lega Nord. C?è un  intero settore dello Stato, ad esempio al Nord,che non ha collaborato a svelare i rapporti obliqui fra politica e criminalità.

L?elenco reso pubblico rivela inoltre che tutti i partiti sono presenti nella lista, compreso il Pd che ha alcuni suoi esponenti minori sanzionati dalla commissione Pisanu. Tuttavia malgrado la rassegna degli incandidabili sia al di sotto delle attese e delle conoscenze vien fuori che persistono legami oscuri fra settori della politica e le organizzazioni malavitose. Da gran tempo gli investigatori e gli studiosi hanno accertato che la criminalità influenza la rappresentanza politica, spesso sostenendo candidati che cercano il voto di scambio ma  sempre più di frequente scegliendo di scendere in campo in prima persona.

Il grande mondo degli appalti è la carta moschicida che attrae questi personaggi criminali che dalle nuove postazioni di potere cercano di accrescere i loro affari e sperano in una copertura e anche una mascheratura. Sarebbe una misura giusta se una norma togliesse ai partiti che presentano gli incandidabili il rimborso elettorale. Si spezzerebbe così quel clima di permissività che consente alle forze politiche di non pagare mai il prezzo dei propri errori. Tuttavia il dato più preoccupante è la permeabilità della politica alle infiltrazioni mafiose. Soprattutto in tempi  come questi in cui la grande malavita e le mafie sembrano preferire la strada dell?affarismo silenzioso al clamore delle guerre del passato.

C?è poi quella grande ?area grigia? in cui si muovono i cosiddetti insospettabili, quelli cioè che approfittando della rispettabilità della propria posizione sociale si fanno strumento delle cosche. Serve un sussulto di dignità delle forze politiche. Soprattutto in presenza di leggi elettorali che premiano la nomina dall?alto alla scelta degli elettori e quindi sanciscono una diretta colpa dei leader di partito nella scelta di chi li deve rappresentare.

Se la politica non fa pulizia al proprio interno è difficile che la società capisca che deve reagire allo strapotere della criminalità. Mi chiedo come possiamo pretendere che le vittime di usura possano denunciare i loro aguzzini se spesso nelle liste vi sono personaggi che praticano questa attività odiosa. Anche l?informazione ha mancato al suo ruolo non denunciando con vigore i candidati sospetti. La strada per liberare la politica dal malaffare è ancora lunga.

01_Allegato_1_violazione 02_Allegato_relazione_presidente_condanne_definitive  03_Allegato_relazione_presidente_condanne_non_definitive

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