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Ci voleva un Ercole per risollevare le sorti del porto, e Mennitti l'ha trovato

Il sindaco di Brindisi, Domenico Mennitti, ha formalizzato il 14 febbraio la designazione di Hercules Haralambides per la terna che servirà al ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, per scegliere il prossimo presidente dell’Autorità Portuale brindisina. La Provincia avrebbe indicato invece il presidente uscente, Giuseppe Giurgola, non si conosce ancora l’indicazione della Camera di Commercio. Haralambides è professor e di Economia marittima e Logistica al Dipartimento di Econometria della Erasmus School of Economics (ESE) dell’Università Erasmo di Rotterdam. Si è concretizzato perciò quanto atteso da giorni.

Il sindaco di Brindisi, Domenico Mennitti, ha formalizzato il 14 febbraio la designazione di Hercules Haralambides per la terna che servirà al ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, per scegliere il prossimo presidente dell'Autorità Portuale brindisina. La Provincia avrebbe indicato invece il presidente uscente, Giuseppe Giurgola, non si conosce ancora l'indicazione della Camera di Commercio. Haralambides è professore di Economia marittima e Logistica al Dipartimento di Econometria della Erasmus School of Economics (ESE) dell'Università Erasmo di Rotterdam. Si è concretizzato perciò quanto atteso da giorni.

Resta da stabilire in che modo il sindaco sia giunto a scegliere un docente universitario ellenico per affrontare i problemi del porto di Brindisi, e soprattutto resta da capire quanti giorni del proprio prezioso tempo sottrarrà alla docenza in Olanda il professor Hercules Haralambides, per dedicarli ad un porto, a detta dei rappresentanti degli armatori rimasti, privo di servizi, con molto terreno da recuperare nei collegamenti marittimi, soprattutto con l'area balcanica (di quelli che portano fatturato), e con un Piano regolatore da rifare, pena il rallentamento di ogni nuova opera, e con i fondali da scavare.

In attesa delle decisioni di Matteoli, per capire se la scelta di Mennitti è stata concordata con il ministro (a differenza del caso Affinita), rimangono tutte le forti perplessità non solo dei candidati locali alla presidenza dell'Autorità portuale, ma anche di molti degli operatori portuali, perché Brindisi ha bisogno di un presidente-operaio (non "quello", per carità) che metta a posto subito gli assetti saltati in questi anni e si dia da fare per fare girare intanto al massimo le infrastrutture esistenti, per evitare che gli anni necessari a realizzare le nuove aggravino lo svuotamento delle banchine, prepari una nuova offerta di servizi per competere soprattutto sulle linee per l'Albania, oltre che su quelle con la Grecia, e riapra il capitolo della piattaforma logistica e della retroportualità.

Altra perplessità, quella circa l'impossibilità di trovare non a Brindisi, non in Puglia, ma in tutta Italia professionalità all'altezza della situazione brindisina, senza dover ricorrere alla Erasmus University of Rotterdam. Brindisi probabilmente avrà il primo presidente straniero di un'Autorità portuale in Italia. E' possibile, visto che almeno navigatori, oltre ai santi e ai poeti, non difettano? Persino le battute sono segnate da una vena di pessimismo: "Dopo le precedenti amministrazioni dell'Autorità Portuale ci voleva un Ercole per sollevare le sorti del porto di Brindisi", si ironizza in giro. Ma intanto si apparecchia la festa: domani si inaugura lo Snim, il salone della nautica, di nuovo a S.Apollinare. Un altro corridoio dei passi perduti per la politica locale.

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