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Mimmo Consales

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Consales, una sola via per uscire dalla crisi-barzelletta: rovesci il tavolo

Il sindaco Mimmo Consales è tutt’altro che stupido, e sa che la terza crisi della sua maggioranza, sta minando alle fondamenta la credibilità della maggioranza Pd-Noi Centro e la stessa immagine del primo cittadino. Può risollevarsi in un solo modo: rovesciando il tavolo e prendendo in mano la situazione.

Il sindaco Mimmo Consales è tutt'altro che stupido, e sa che la terza crisi della sua maggioranza, che dura da un mese e non lascia intravedere vie d'uscita, sta minando alle fondamenta la credibilità della maggioranza Pd-Noi Centro e la stessa immagine del primo cittadino.

C'era un solo modo per peggiorare la situazione a Palazzo di Città dopo la pioggia di avvisi di garanzia per sindaco e un paio di assessori, ed era approfittare della debolezza di Consales per mettergli un cappio al collo e sistemare alcuni conti personali. È esattamente quello che è accaduto: la città è da un mese senza un esecutivo, e quel che è peggio, ad ogni riunione della maggioranza vien fuori una soluzione diversa. Prima il rimpasto, poi l'azzeramento, poi la giunta tecnica, e perfino il nulla cambi.

In tempi di anti-politica, forconi e grillini, lo spettacolo da mettere in scena doveva essere ben altro. E invece ci ritroviamo con una maggioranza di centrosinistra che si è trasformata in centrosinistra-centrodestra, ed è incapace di far capire alla città dove vuole andare, con chi e per fare cosa. È in queste condizioni più da farsa che da tragedia che si andrà nei prossimi giorni al Consiglio comunale monotematico sulle centrali: con una politica in disarmo e senza interlocutori forti, che risultato si potrà ottenere?

Consales ha una sola via d'uscita per assicurare una soluzione decente alla città e un futuro politico a se stesso: rovesci il tavolo e dica basta a questi giochetti di potere. Prenda il pallino in mano, componga la sua giunta e si dia un programma d'emergenza, poi vada in consiglio a chiedere i voti a chi ci vuole stare.

Sarà ostaggio dei numeri, esattamente come oggi è ostaggio degli uomini. Ma almeno si giocherà a carte scoperte e alla luce del sole. Consales faccia questo tentativo entro il 4 febbraio: se capirà che non ci sono le condizioni per proseguire, si dimetta subito e mandi i brindisini di nuovo al voto entro il primo semestre 2014. Perché andare avanti in queste condizioni, con una crisi ogni sei mesi e ad ogni capriccio di presunti alleati, non serve a nessuno: né a Consales, che così sarà definitivamente affondato, né alla città.

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