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A cura di Blog Collettivo

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Dal "dopo Vasto" si salva Vendola. Ma ora deve parlare da socialista europeo

Dei tre partiti della famosa foto di Vasto due sono nei guai, il terzo no. Parlo non solo di guai nazionali ma anche regionali, cioè pugliesi. Il Pd ha di fronte a sé la “grana” Emiliano, di cui tanto abbiamo discusso su questo giornale, che non vede per ora soluzioni perché forse non ce n’è. L’Italia dei Valori nazionalmente deve fare i conti con il protagonismo di De Magistris che, puntando sulla lista unica nazionale con Emiliano e i sindaci, rischia di svuotare il partito dipietrista il quale nel frattempo deve tenere a bada Leoluca Orlando intenzionato a far saltare il centro-sinistra palermitano rifiutando il risultato delle primarie. Anche in Puglia l’IdV è nei guai se è vero che alcuni consiglieri regionali si sono distaccati dal partito e che a Bari città il re-impasto della giunta ha provocato la secessione di tre esponenti dipietristi. Su tutto c’è ma manina (o manona?) del sindaco.

Dei tre partiti della famosa foto di Vasto due sono nei guai, il terzo no. Parlo non solo di guai nazionali ma anche regionali, cioè pugliesi. Il Pd ha di fronte a sé la "grana" Emiliano, di cui tanto abbiamo discusso su questo giornale, che non vede per ora soluzioni perché forse non ce n'è. L'Italia dei Valori nazionalmente deve fare i conti con il protagonismo di De Magistris che, puntando sulla lista unica nazionale con Emiliano e i sindaci, rischia di svuotare il partito dipietrista il quale nel frattempo deve tenere a bada Leoluca Orlando intenzionato a far saltare il centro-sinistra palermitano rifiutando il risultato delle primarie. Anche in Puglia l'IdV è nei guai se è vero che alcuni consiglieri regionali si sono distaccati dal partito e che a Bari città il re-impasto della giunta ha provocato la secessione di tre esponenti dipietristi. Su tutto c'è ma manina (o manona?) del sindaco.

Bersani e Di Pietro, quindi, hanno il loro bel daffare per tenere a bada le proprie truppe e cercare di "passare la nottata". Per Bersani il pericolo viene da una doppia minaccia: da un lato la lista De Magistris-Emiliano, dall'altro l'idea, per ora abbastanza peregrina, che si presenti una lista dei "tecnici". Entrambe le prospettive potrebbero svuotare il partito. Per Di Pietro si avvicina il redde rationem perchè capita a lui come a Bossi di incrociare la stanchezza del proprio elettorato verso leadership paternalistiche da troppo tempo sul campo. Vendola invece sta in buona salute, anche politicamente. I sondaggi vanno su e giù ma confermano la forza del suo movimento. Le polemiche nel centro-sinistra e le sconfitte, quella palermitana è anche una sua sconfitta, non lo indeboliscono. Infine nel suo movimento pieno di tante personalità, e anche di prime donne, la sua leadership non è messa in discussione.

L'unica minaccia viene dal suo ex leader Fausto Bertinotti che ripetutamente certifica la morte di tutte le sinistre possibili annunciando la resurrezione di quella dei movimenti. Che Vendola resista è una buona notizia in questo mare di guai. Chiediamoci perché. Probabilmente molto attiene alla sua personale capacità di rappresentare un sentimento diffuso nella sinistra anche se molto indeterminato. Questo sentimento dice che non bisogna staccarsi dalle masse più povere, che bisogna avere nostalgia, senza avere rimpianti, del passato, che bisogna lavorare per l'unità non rinunciando a qualche graffiata, e anche a qualche eccesso come nel caso della polemica con Veltroni, che bisogna sempre prospettare l'idea che si partecipa alla lotta politica non per stare all'opposizione ma per governare.

E bisogna anche avere alle proprie spalle un movimento che ti dà il tempo di esaurire il tuo mandato, cosa che è mancata a tutti i segretari del Pd e in particolar modo a quest'ultimo. La resistenza di Vendola oltre ad essere una buona notizia per i suoi fan e anche per chi come me lo segue con affetto, può tradursi in un vantaggio per tutti se Nichi riuscirà a spendere questa sua forza per costringere le altre componenti della sinistra, e i moderati, a una convergenza programmatica. Soprattutto se riuscirà a costringere gli altri soggetti a mettere un freno al protagonismo personale anche dando prova di generosità verso gli alleati sul tema della leadership. Insomma Vendola può fare ancora molto, ma deve osare di più. Cominci a parlare non più solo come il leader di una aggressiva formazione di sinistra ma come colui che vuole parlare a nome del socialismo europeo. Se farà così, molte cose potranno cambiare e molti protagonisti pugliesi sentiranno il pepe su quella parte del corpo che non posso, per decenza, nominare.

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