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A cura di Blog Collettivo

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Dalla legge di stabilità ricatto alle Regioni: o tagli ai trasporti, oppure allo sviluppo

Il disegno di legge di stabilità per il triennio 2011 – 2013 (la vecchia legge finanziaria) e il ddl di approvazione del bilancio di previsione dello Stato per il medesimo triennio, sono in questi giorni all’esame del Parlamento. La legge di stabilità conferma la manovra economico-finanziaria realizzata con il decreto-legge n. 78 del 2010, quella, per intendersi, dei tagli alla finanza pubblica. Tagli che colpiranno duramente, a partire dal 1° gennaio 2011, Comuni, Province e Regioni.

Il disegno di legge di stabilità per il triennio 2011 - 2013 (la vecchia legge finanziaria) e il ddl di approvazione del bilancio di previsione dello Stato per il medesimo triennio, sono in questi giorni all'esame del Parlamento. La legge di stabilità conferma la manovra economico-finanziaria realizzata con il decreto-legge n. 78 del 2010, quella, per intendersi, dei tagli alla finanza pubblica. Tagli che colpiranno duramente, a partire dal 1° gennaio 2011, Comuni, Province e Regioni.

Tra le contrazioni decise oltre a quelle che interesseranno scuola, sanità e servizi sociali, ci sono quelle consistenti al trasporto pubblico locale che se mantenute avranno una pesante ricaduta sulle tariffe, sui livelli occupazionali e sulla qualità dei servizi in un settore decisivo per la mobilità dei cittadini, per la vivibilità delle nostre città e per lo stesso ambiente.

Il Governo, pressato da Regioni ed enti locali, ha riconosciuto il problema ma non l'errore commesso; anzi, rischia di aggravare la situazione con un'assurda ipotesi di soluzione. Infatti nella legge di stabilità richiamata al comma 5 dell'articolo 1 si dispone che: "per l'anno 2011, su richiesta delle singole Regioni, il CIPE può stabilire che in luogo della riduzione dei trasferimenti relativi al trasporto pubblico e all'edilizia sanitaria pubblica, siano ridotti i trasferimenti delle risorse di spettanza della singola Regione interessata relativa alla quota destinata alla programmazione regionale del Fondo per le aree sottoutilizzate, incluse quelle derivanti dalla rimodulazione disposta ai sensi della Tabella E".

Si propone quindi di utilizzare i fondi FAS per compensare i tagli al Trasporto Pubblico Locale. Insomma i fondi FAS programmati e impegnati per lo sviluppo, per le infrastrutture ancora una volta vengono profusi per spesa corrente e per tamponare e/o rimediare ai tagli o a carenza di spesa pubblica? La proposta del Governo deve essere respinta anche per un'altra ragione: i tagli decisi con il decreto n. 78 del 2010 sono strutturali e agiscono almeno per tutto il 2011 e 2012. L'autorizzazione all'uso dei fondi FAS vale solo per il 2011 e non potrebbe essere diversamente in quanto fondi destinati a investimenti e non a spesa corrente. Ma come si può parlare di federalismo e di costi standard quando il Governo a prescindere da qualsiasi costo taglia in maniera lineare trasferimenti che in nessun modo Regioni, Province e Comuni sono in grado di compensare.

Hanno fatto bene le Regioni a rifiutare questa impostazione. Ma quali sono le alternative? Il governo nazionale è in grado di rivedere le scelte compiute e anche dare risposte credibili alle Regioni e al settore? Nei prossimi giorni tutto questo deve essere chiarito altrimenti rimane quanto proposto con la legge di stabilità e conseguentemente, a partire dal 1 gennaio, il trasporto pubblico locale se non ci saranno nuove certezze sarà costretto a procedere o a tagli di servizi ridimensionando con il relativo carico di licenziamenti e di aumenti di tariffe o a portare i libri in tribunale o ad aprire pesanti contenziosi giuridici/amministrativi con Province, Comuni e Regioni.

In Puglia, è bene ricordarlo, verranno a mancare al settore 100 milioni di euro sui 310 che lo Stato ha trasferito fino ad ora alla nostra Regione. Non riesco ancora a capire perché su una questione così importante ci sia tanta sottovalutazione e tanto silenzio anche nella nostra Regione.

*Componente CdA Ferrovie Appulo Lucane

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Integrazione: "Ieri pomeriggio 4 novembre il governo è stato battuto in Commissione Bilancio della Camera, dove è stato approvato un emendamento alla legge di stabilità proposto da Mpa e Fli, votato anche da Pd e Udc. Tale emendamento sopprime il comma 5 dell'articolo 1, relativo alla possibilità per le Regioni di ricorrere all'utilizzo dei fondi Fas in sostituzione di quelli per il trasporto locale e l'edilizia sanitaria. E' la dimostrazione che il governo aveva proposto una soluzione peggiore del danno, ed ora l'esecutivo stesso deve dare una risposta credibile per sostituire la scelta sbagliata dei tagli ai trasferimenti dello Stato alle Regioni. Tagli che colpiscono settori decisivi per la vita degli enti locali e dei cittadini".

Carmine Dipietrangelo

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