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Populismo, sovranismo? No, è solo demagogia al potere

Il decisionismo salviniano che piace agli italiani, e la crisi del M5S sullo sfondo delle conseguenze gravi sulla nostra economia

Nella Roma papalina del ‘600 circolava una frase satirica in latino ( “pasquinata”) che, traendo spunto dai ripetuti saccheggi subiti dalla città eterna da parte delle orde barbariche nel corso dei secoli,  così si esprimeva: “  Quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini “! (  “Ciò che non fecero i barbari , lo fecero i Barberini  ), con riferimento in particolare all’operato di papa Urbano VIII Barberini ed alla rapacità della sua famiglia, resasi responsabile all’epoca di numerosi scempi edilizi, compiuti, tra l’altro, asportando materiali  preziosi  di varia natura dal Pantheon e dal Colosseo per destinarli ad usi familiari ed impropri. 

Quella frase intendeva affermare che al peggio non v’è mai limite e che quando si crede di aver toccato il fondo, si trova poi  sempre un sotto fondo nel quale precipitare! La Storia difficilmente diventa maestra di vita, più spesso si ripete: a dimostrazione della  veridicità di tale assunto vale la pena soffermarsi su alcune vicende politiche, che hanno interessato il nostro paese, distintosi per essere passato in poco tempo di male in peggio, da una situazione disastrata ad una che si preannuncia peggiore.

Dopo la stagione di “Mani Pulite”dei primi anni Novanta del secolo scorso  e delle inchieste giudiziarie che la caratterizzarono, che svelarono un radicato ed esteso sistema di corruzione, così determinando la fine della ‘Prima  Repubblica’ e  la scomparsa  dei principali partiti di governo, che l’avevano alimentata, venne a crearsi un  vuoto politico nel Paese.  

Il premier Conte con il ministro Tria-2

In tali condizioni di vulnerabilità e di crescita di sentimenti di anti politica tra la popolazione, nuovi partiti entrarono in scena , la Lega Nord  e Forza Italia,  il partito-azienda di Berlusconi: questi, in particolare,  favorito dalla favola che essendo un imprenditore molto ricco non avrebbe avuto bisogno di rubare come gli appartenenti ai vecchi partiti, ebbe una larga affermazione elettorale, assumendo così ripetutamente la guida del governo, complessivamente di maggior durata della storia repubblicana.

In tale lungo periodo non solo il Cavaliere consolidò il suo impero economico, con l’anomalia di diventare monopolista  e quindi di influenzare “pro domo sua” l’informazione radio televisiva, ma riuscì a sfuggire ai numerosi processi giudiziari che lo vedevano incriminato, grazie agli stratagemmi di legge escogitati dai suoi fedelissimi  parlamentari avvocati, mentre esponeva  al ridicolo di fronte all’opinione pubblica mondiale l’intero Paese  con la sua vita privata, degna di un satrapo orientale e segnata da scandali sessuali.   

Tuttavia,  fu sul fronte economico che si verificarono le maggiori debolezze dell’ultimo suo governo e la sua caduta,  quando nel 2011 per la difficile tenuta dei conti pubblici ed il livello dello “spread” schizzato a 574 punti,  si temette che l’Italia fosse sull’orlo del “default” e la nostra economia subisse un crollo di dimensioni simili a quelle della Grecia.   In tale frangente, a sostituire il precedente, fu chiamato a capo del governo, formato prevalentemente da tecnici, il prof. Monti, allo scopo di attuare misure urgenti di austerità,  riforme “lacrime e sangue”, altamente impopolari, come la Fornero sulle pensioni,  per riportare il Paese in una situazione economica  meno precaria ed il debito pubblico in condizioni di sostenibilità finanziaria.  

Danilo Toninelli-2

Con la formazione del  nuovo governo giallo verde, a seguito del risultato elettorale a loro favorevole  del 2018, sembra, invece, di essere tornati  ai tempi di infausta memoria, quelli dei governi capeggiati da Berlusconi:  con poche varianti la Lega , diventata da Nord a Lega di Salvini, è rimasta la stessa ed  al posto di Forza Italia è subentrato il M5S, fresco di nomina, ma già in grado di dimostrare  tutta l’ inadeguatezza a governare il Paese, non tanto per inesperienza, quanto per come viene selezionata la classe dirigente in quel movimento.   

Appena insediati,  i due soci, baldanzosi e lancia in resta, si sono diretti contro la Ue , presentando  carte truccate alle autorità preposte all’approvazione dei bilanci , gonfiando il dato delle crescita per giustificare l’aumento del deficit così da finanziare i loro ‘cavalli di battaglia’, reddito di cittadinanza e quota 100,  ma poi hanno dovuto ripiegare ignominiosamente, accettando le dure condizioni loro imposte dai commissari  Ue, secondo lo sperimentato  modulo, “ furia francese e ritirata spagnola”!

Nel frattempo, il livello dello ‘spread’, che misura la differenza di rendimento tra titoli di stato italiani  e quelli tedeschi ed indica indirettamente lo stato di salute e di affidabilità di uno stato, ha ripreso ad impennarsi, passando dai circa 140  punti registratisi  durante il governo Gentiloni ad oltre 300 punti dopo qualche mese dall’insediamento del nuovo governo giallo verde,  certificando così il ‘rischio paese’ e l’aumento del deficit pubblico dovuto al maggiore onere per interessi. 

Silvio Berlusconi

Certo siamo ancora lontani dal livello dello ‘spread’ di 574 punti, raggiunto con l’ultimo governo Berlusconi,  tuttavia, siamo solo agli inizi della nuova esperienza governativa  ed il futuro non lascia presagire niente di buono.  E’da luglio 2018, dalla formazione del governo, che l’economia,  rovesciando il lieve recupero avvenuto tra il 2013 ed il 2017, durante i governi di centro-sinistra, è entrata in recessione : ciò significa che diminuiranno le entrate fiscali ed  i conti di bilancio dovranno essere rivisti nella prossima estate, prevedendosi  forti  tagli alla spesa pubblica ed una nuova  austerità che aggraverà la recessione.  

Tutti concentrati  nella campagna infinita per le europee, i partiti di governo,  esaltando oltre ogni limite le riforme appena varate, reddito di cittadinanza e quota 100 per le pensioni,  presentate come la panacea di tutti i mali del Paese, evitano di  soffermarsi   sulle prossime scadenze in calendario e sul come fronteggiare la situazione difficile annunciata: il reperimento per il 2019 di risorse finanziarie per decine di miliardi al fine di evitare gli aumenti automatici dell’ Iva e le misure di ‘salvaguardia’ concordate tra Bruxelles e Roma.          

I successivi rilevamenti  statistici compiuti da agenzie specializzate per conoscere  gli indici di gradimento dei partiti e degli uomini politici più rappresentativi del Paese, già da tempo registrano ed i risultati delle recenti elezioni regionali in Abruzzo lo confermano,  lo stato di buona salute della Lega di Salvini ed il calo progressivo dei favori  goduti dal M5S presso l’elettorato: nessuna meraviglia se in una fase di grave recessione, quando è necessario prendere decisioni governative rapide per rilanciare gli investimenti ed aumentare la ricchezza complessiva del Paese, aumentando l’occupazione, il decisionismo di Salvini riesca ad attrarre maggiori consensi .

Tav-2

Non è con la politica dei rinvii , dei “no, ma, se, si forzato” che si governa un Paese in recessione, come si continua a fare da parte del M5S con importanti vertenze industriali risolte o non risolte, ultima la Tav,  dove un ministro dei Trasporti, Toninelli, seguita a trastullarsi con “l’analisi costi-benefici “, impedendo il compimento di un ‘opera già iniziata  e concordata con la Francia in sede e con i contributi  comunitari.   

Per quanto riguarda Salvini - che ama travestirsi ed indossare uniformi militari, ostentando una grinta da ‘macho’, e che della politica dei respingimenti  in mare di poveri diavoli stremati ha fatto il suo tratto distintivo e lo “specchietto per le allodole”  per ottenere  il consenso di un’opinione pubblica, allarmata oltre misura, in quanto il fenomeno degli sbarchi sulle nostre coste ha subito un drastico ridimensionamento, dopo i provvedimenti attuati senza clamore dal precedente ministro degli Interni , Minniti -  interessa sapere dallo stesso Salvini se i milioni di extra comunitari che vivono e lavorano, spesso senza protezioni ,  in prevalenza nel Nord Italia, siano arrivati nel nostro Paese con i barconi dalla Libia oppure da altri luoghi e con diversi mezzi per essere poi utilizzati vantaggiosamente come manodopera a basso costo dai ‘padroncini’ sparsi un po’ ovunque. 

Mentre la popolazione del nostro Paese diminuisce progressivamente, per scarsezza di nascite ed  invecchia complessivamente, per mancanza di rimpiazzi generazionali, privandosi di giovani energie lavorative e dei più vivaci cervelli , che fuggono all’estero per cercare migliori opportunità di lavoro, bisognerebbe domandare a Salvini  quale immagine dell’Italia si figura per il futuro e se lo slogan “ prima gli italiani “ non sia solo un ‘bluff’, in quanto senza l’apporto di energie nuove provenienti dall‘immigrazione e senza una politica di integrazione adeguata dei residenti, il nostro Paese è condannato all’emarginazione ed a diventare un paese di vecchi, con pensioni di fame se non si allarga la platea dei contribuenti  per rimpinguare i fondi pensione.

la manifestazione dei sindacati di roma-2

Per definire le nuove forze politiche vengono usati alcuni aggettivi, ‘sovraniste’ ‘populiste’ :   secondo me vi è un antico termine, onnicomprensivo, di origine  greca che meglio le caratterizza ed è “demagogiche“  per indicare, secondo il vocabolario, “il comportamento politico  di coloro che attraverso false promesse, vicine ai desideri del popolo,  mirano ad accaparrarsene il favore a fini politici e per il raggiungimento-conservazione del potere.

La risposta di Michele Miraglia al commento del signor Lucio, pubblicato sotto l'articolo

Da come si lascia andare nel suo commento, descrivendo spregiativamente alcuni esponenti della sinistra,  soffermandosi a dileggiarne  l’aspetto fisico, si deduce che lei,  in mancanza di argomenti  validi di contestazione della loro condotta ed animato da antipatia viscerale nei  confronti della sinistra,  oltre ad essere astensionista, come si definisce, sia fondamentalmente un qualunquista di destra. Poiché i partiti politici, come gli uomini, non sono tutti uguali, avendo visioni differenti della società e di come governare un paese, in quanto portatori di distinti interessi, non sempre legittimi,  le richiamo due passaggi  dell’articolo, da lei criticato ed a lei sfuggiti, in cui  evidenzio la diversità  tra i due schieramenti, a sfavore di quello attualmente al governo rispetto al precedente. 

L’accenno sulla politica economica da poco varata, giudicata negativamente, oltre che dalle principali agenzie di rating e dagli organi finanziari internazionali, dagli investitori pubblici e privati con conseguente innalzamento dello ‘spread’,  che, dopo aver raggiunto  quote superiori ai 300 punti,  si mantiene attualmente a livelli di circa il doppio rispetto a quelli registratisi con l’ultimo governo Gentiloni , a segnalare la mancanza di fiducia verso gli attuali governanti, alla guida di un paese avviatosi ormai verso la recessione economica anche per loro responsabilità.

Sulla politica dell’immigrazione, quale credibilità possono avere le sparate e gli atteggiamenti plateali e feroci verso gli sbarchi dalla Libia del ministro Salvini, quando la Lega al governo del paese per tanti anni non ha impedito l’entrata di milioni di immigrati qui da noi, allo scopo di impiegarli, sottopagati  ed in nero,  a sostegno dell’economia, specie del Nord Italia?  In proposito come non giudicare più concrete, discrete ed efficaci  le misure attuate dal precedente ministro del PD Minniti per diminuire gli sbarchi dalla Libia, paragonate all’uso strumentalmente elettorale ed esageratamente chiassoso che del problema immigratorio,  sta facendo Salvini?              

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