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Due parole sulla nostra tragica, quotidiana lezione di matematica

Non troppo tempo fa la morte di un tedesco valeva quella di 10 ebrei. A scuola era un dettaglio che veniva letto velocemente durante la lezione di storia, per non impressionare troppo i bambini, presumo. Eppure questa semplice equazione è la lezione di matematica più sincera che un bambino possa imparare

Non troppo tempo fa la morte di un tedesco valeva quella di 10 ebrei. A scuola era un dettaglio che veniva letto velocemente durante la lezione di storia, per non impressionare troppo i bambini, presumo. Eppure questa semplice equazione è la lezione di matematica più sincera che un bambino possa imparare. Un morto non è uguale a un altro. No, non rabbrividite, vi prego. Non vi scandalizzate, non assumete quell’espressione di ipocrita shock.  Quello che oggi sto dicendo è esattamente quello che il mondo ci sta insegnando durante questa terza guerra mondiale.

Se scrivo Bataclan, Charlie Hebdo, 11 settembre, Nizza, Monaco, Bruxelles sapete benissimo di cosa sto parlando. Queste semplici parole vi aprono un mondo di dettagli di cui siete a conoscenza. Chi come quando dove perché. In queste occasioni ci sentiamo obbligati a condividere qualche post di cordoglio, creiamo immagini apposite, in una gara silenziosa ma agguerrita nel condividere la più originale. I più coscienziosi addirittura si astengono dal pubblicare i loro sederi al mare per almeno due ore. Abbiamo pianto davanti al televisore commossi per i nostri vicini francesi, tedeschi e americani. Persino oltreoceano sono più vicini a noi della Siria.

Ecco un'altra parola chiave: Siria. Cosa vi fa venire in mente questo? Sapete qualcosa di preciso? O si susseguono nella vostra testa solo vaghe informazioni quotidiane di bombardamenti, attentati, esplosioni...morti? Il problema qui è antico quanto il mondo.  Ci sono i servi e ci sono i faraoni. Ci sono le formiche e ci sono i bambini vivaci che pestano i piedi.  C'è chi si chiama Beyoncè e chi Teresa Rascucci. Chi nasce nella tranquilla e assolata cittadina di Taurisano e chi ad Aleppo. Chi ha persino la sfiga di venire partorito in un lurido ospedale da campo a Kabul. Che miserabile. Che inetto.

Ebbene sì, questo è il mondo e non sono certo io a spiegare la novità.  Quello che vi dico è che inutile essere ipocriti e fare finta di interessarci quando muoiono i poveri. Quelli sporchi. Quelli che compaiono nelle pubblicità progresso, quelli a cui magari mandiamo una decina di euro al mese per sentirci più buoni a Natale, mentre spacchettiamo il nuovo iPhone.

A noi occidentali non frega assolutamente niente quando muoiono loro. Siamo pronti a dipingerci le facce con la bandiera francese, ad ascoltare Mentana durante le sue maratone da edizione speciale per ore e scoprire finalmente se per caso ci fossero italiani a guardare i fuochi d'artificio a Nizza, ma mentre parlano di ciò che non è Occidente mangiucchiamo San Carlo cercando Pokemon per casa. Io dico solo che è ora di riconoscere la verità. Che 300 morti loro non valgono 10 nostri. Che il video di un bambino ucciso dall'Isis dopo essere stato accusato di essere un soldato nemico non ci interessa più dell'ultima relazione di Belen Rodriguez.

Non siamo buoni. Non siamo civili. Siamo i maiali della Fattoria degli Animali di George Orwell mentre scrivono sul muro: "Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri". La cosa ironica è che ci sono altri maiali sopra di noi, ancora più uguali. Pensate che la vita di 20 signor Rossi valga quanto quella di Maurizio Costanzo? Non scherziamo su... O che 10 Costanzo Nazionali valgano una Jennifer Lopez? E per quanto sia di valore il suo lato b, credete che la sua dipartita pesi quanto la morte di Obama?

C'è sempre qualcuno che "vale" di più, in una catena di classi sociali spietata e rigida, invalicabile. Non c'è uguaglianza in questo mondo e ringraziate Dio, Allah, Buddha, la Dea Kalì o il semplice caso se non siete nati nei suoi ultimi scalini, se la vostra morte o quella dei vostri figli non è l'unità di misura più piccola, il millimetro di valore. Il mondo è diviso in due. Noi e loro. E io non so se qui c'è un male e un bene. Forse è tutto da buttare. Ma forse, e dico forse, è tutta colpa nostra... che con la matematica facciamo davvero schifo.

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