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E se parlassimo un pò di felicità dopo i giorni della bomba

E se parlassimo un po’ di felicità? A poco più di un mese da quello che è successo all’Istituto Morvillo-Falcone? E perché no! Intanto perché il dolore - quello che ha lacerato i nostri cuori - non potrà essere mai rimosso. E poi perché la vita continua. Deve continuare! E questo è sufficiente per parlare di felicità? Non si potrebbe rimandare l’argomento anche solo di qualche mese? Nossignore, perché sembra che la felicità sia come un frutto e, in quanto tale, abbia il suo momento di maturazione. Giugno, per l’appunto.

E se parlassimo un po' di felicità? A poco più di un mese da quello che è successo all'Istituto Morvillo-Falcone? E perché no! Intanto perché il dolore - quello che ha lacerato i nostri cuori - non potrà essere mai rimosso. E poi perché la vita continua. Deve continuare! E questo è sufficiente per parlare di felicità? Non si potrebbe rimandare l'argomento anche solo di qualche mese? Nossignore, perché sembra che la felicità sia come un frutto e, in quanto tale, abbia il suo momento di maturazione. Giugno, per l'appunto.

Un paio di anni fa -in sintonia con Honoré de Balzac per il quale "la felicità materiale riposa sempre sulle cifre" -il dottore Cliff Arnall, ex docente dell'Università di Cardiff, ha creato la "formula della felicità" sulla base di ciò che più ci rende contenti, come le giornate più lunghe, i fiori in rigogliosa crescita, l'approssimarsi delle ferie e i ricordi dell'infanzia legati all'estate: O+(NxS)+Cpm/T+He. Laddove stare all'aria aperta (O) si aggiunge all'elemento naturale (N) moltiplicato per l'interazione sociale (S) e i ricordi estivi dell'infanzia (Cpm), il tutto diviso per la temperatura (T), sommata all'eccitazione della vacanza (He). Un calcolo non facilissimo da cui scaturirebbe il risultato della "somma contentezza" raggiungibile - a dire del dottore Arnall - il terzo venerdì di giugno?

Invece, sempre a proposito della felicità, dal 31 gennaio al 15 maggio di quest'anno, Voices from the Blogs ha analizzato 12 milioni di tweet. Vale a dire 125 mila post al giorno per sondare il grado di felicità degli italiani. Le cifre, elaborate dall'Università degli Studi di Milano, contengono una premessa che va accettata tout court: "Felicità e rabbia sono due sentimenti che passano molto bene attraverso la comunicazione breve e compulsiva dei 140 caratteri di un tweet". Da questi calcoli è emerso che il livello di felicità, se non dipende direttamente dagli aspetti economici, varia a seconda del giorno della settimana, e quindi dell'approssimarsi del week-end e/o delle ferie. In questo caso i calcoli sui messaggi che sprizzano più gioia li ha fatti l'Università di Milano, stilando anche una graduatoria tra i 110 capoluoghi di provincia italiani.

Ebbene, tenuto conto che la città "più felice" risulta Medio Campidano (una delle provincie che il recente referendum sardo ha deciso di spazzare via!) con il 66%, i dati relativi alla Puglia risultano i seguenti: 16^ Lecce (55,6%), 20^ Foggia (54,9%), 59^ Bari (52,2%), 63^ BAT (51,8%), 73^ Brindisi (50,9%), 100^ Taranto (47,4%). Per saperne di più e restare aggiornati sull'andamento della felicità di tutte le provincie italiane si può scaricare l'applicazione iHappy per iPhone.

In conclusione, mentre il sindaco Consales farà bene a consultare saltuariamente il suddetto sito per tastare il grado di felicità (e rabbia) dei suoi concittadini e, possibilmente, portarlo a livelli più accettabili, ai singoli non rimane che affidarsi ai calcoli del dottore Arnall e aspettare fiduciosi questo terzo venerdì del mese?

Chi, invece, non ritenga affidabili le formule potrà sempre riflettere sulla massima di Seneca: "La vera felicità è non avere bisogno della felicità". E accontentarsi di un equo benessere. Che non può abitare solo nel cervello, ma nelle relazioni con gli altri, con il mondo, oltre che con le proprie attività e aspirazioni. Un equilibrio che la nostra società (quella del capitalismo cinico, con i suoi dislivelli scandalosi) certamente non favorisce.

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