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"Ecco come il Programma alimentare mondiale è stato trasferito a Brindisi"

Il Pam ha vinto il Nobel per la Pace "Per i suoi sforzi nel contrastare la fame" e "per essere determinante negli sforzi di prevenzione delle guerre che sfruttano la fame come arma"

Il Programma alimentare mondiale ha vinto il Nobel per la Pace "Per i suoi sforzi nel contrastare la fame" e "per essere determinante negli sforzi di prevenzione delle guerre che sfruttano la fame come arma". 

Come cittadini di questo territorio siamo contenti di ospitare nella nostra città una base del Programma alimentare mondiale (World Food Programme - Wfp) l'Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di assistenza alimentare, la più grande Organizzazione umanitaria del mondo, base diretta da Marta Laurienzo. 

Dal primo giugno 2000, data del trasferimento del Pam da Pisa a Brindisi sono stati migliaia i voli e le missioni, organizzati dal Ministero degli Affari esteri e dalla cooperazione internazionale partiti dalla Base logistica di Brindisi, con invii di aiuti alimentari e logistici in ogni parte del mondo, in contesti fragili per guerre, calamità naturali, pandemie.

UNHRD Brindisi - Volo umanitario della Cooperazione italiana per il Mozambico 10-2

Creata nel 1962 dalla Fao e dall'assemblea generale delle Nazioni Unite per combattere la fame da 50 anni incarna il principio secondo cui il cibo dovrebbe raggiungere le persone quando esse ne hanno bisogno ovunque esse siano, non solamente in situazioni di emergenza, ma anche dove l’estrema povertà e le precarie condizioni sanitarie ne impediscono lo sviluppo economico.

E’ sempre interessante conoscere come nascono iniziative, organismi, strutture, specialmente quelle che sono destinate a durare nel tempo e che hanno notevoli ricadute sullo sviluppo di un territorio, io provo a scrivere un po’ di vicende di storia legate alla Base Pam di Brindisi.

UNHRD Brindisi - 05032018 - Uganda - WFP logistics equipment - 2-2

Era il 1997, anno di forte immigrazione sulle coste brindisine di masse di persone provenienti dai Balcani in guerra, ogni giorno migliaia di profughi sbarcavano nel porto di Brindisi, immigrazione trasformatasi anche in tragedia il 28 marzo di quell’anno (Venerdì Santo) con l’affondamento della motovedetta albanese Kater I  Rades, nella quale perirono 86 persone. 

In quel periodo come direttore della Caritas Diocesana di Brindisi mi recai a Pisa per un incontro Caritas allora fortemente impegnata su tutto il territorio nazionale nel soccorso e aiuto ai profughi Kossovari.

Pisa era allora sede del Pam in Italia, e lo è stata fino al giugno 2000, data del suo trasferimento a Brindisi; durante quell’incontro ebbi modo di parlare tra l’altro degli aiuti che partivano alla volta dei Balcani dal Pam di Pisa e fu allora che mi venne spontaneo chiedere  perché gli aiuti dovessero partire da Pisa, quando nella nostra città il porto e lo stesso aeroporto avrebbero reso più idoneo e immediato l’approvvigionamento e l’invio degli aiuti umanitari nei vicini Balcani. L’idea non mi abbandonò, anche perché dal 1994 era già presente a Brindisi la base logistica delle Nazioni Unite (Unlb) che faceva parte della Divisione Logistico Amministrativa del Dipartimento per le operazioni di pace dell’Onu.

Perché il Pam non poteva essere trasferito a Brindisi, se non in tutto, almeno nella sua fase logistica? Come direttore della Caritas ne parlai con il Prefetto di allora Andrea Gentile che entusiasta della proposta, mi invitava sempre in Prefettura quando arrivavano a Brindisi personalità politiche di rilievo per via della Emergenza Balcani, per illustrare la proposta, ricordo tra gli altri un incontro con l’onorevole D’Alema allora presidente della Commissione Bicamerale per le riforme; in quelle occasioni il Prefetto Gentile mi incitava a proporre ai presenti l’iniziativa Pam a Brindisi. 

Il 4 aprile 97 arrivò a Brindisi il vicepresidente del Consiglio d’Europa e vice presidente dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) Tadeusz Iwinski, il prefetto Gentile si premurò di informarmi e di invitarmi a recarmi con lui alla visita che l’Alto funzionario avrebbe fatto in uno dei campi profughi allestiti dalla Prefettura, quello di Villa Speranza a Ostuni.

prodi-2

In quella occasione illustrai l’idea-proposta del Pam a Brindisi, facendo presente all’Alto funzionario che le caratteristiche logistico-infrastrutturali del nostro porto-aeroporto ben si sarebbero prestate per gli interventi umanitari non solo in quel periodo nei Balcani ma nel futuro in ogni angolo del mondo come poi è avvenuto. Il Presidente Iwinski  ascoltò con molta attenzione la proposta e assicurò me e il prefetto Gentile che ne avrebbe parlato nelle sedi istituzionali Onu.

Il 9 aprile successivo, l’allora presidente del Consiglio Romano Prodi, per il tramite della Caritas organizzò un incontro con il volontariato brindisino presso l’Istituto San Vincenzo in piazza Duomo. In quell’occasione erano presenti oltre al presidente del Consiglio, il prefetto Andrea Gentile, il questore Antonio Ruggero, il comandante dei carabinieri, della Guardia di Finanza, la Croce Rossa, il sindaco Lorenzo Maggi, i giornalisti Sabino Porro, Mimmo Consales ed altri, e quando il presidente Prodi, chiese cosa avrebbe potuto fare per Brindisi, per ringraziare la città per il grande spirito di accoglienza che dal 1991 aveva caratterizzato la nostra città, gli chiesi pubblicamente se poteva intercedere nelle sedi opportune per istituire a Brindisi una sede del Pam, lui  ascoltò con interesse e assicurò il suo  personale interessamento.

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Bene, da allora non seppi più nulla dell’evoluzione della proposta, anzi pensavo che tra le promesse, l’interesse dimostrato e la realizzazione pratica, gli ostacoli sarebbero stati enormi. Alla notizia dell’arrivo del Pam a Brindisi come Caritas Diocesana abbiamo gioito per la nostra città.  Oggi gioiamo per il grande riconoscimento del Premio Nobel a questa prestigiosa Organizzazione mondiale che abbiamo il piacere di ospitare nella nostra Brindisi.

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