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Ecco perchè i palestinesi dovrebbero usare la strategia di Gandhi

Hamas, Hezbollah e li altri cosiddetti “terroristi” palestinesi sono i migliori alleati di Netanyahu. Vi pare incredibile?  Adesso ve lo spiego

Hamas, Hezbollah e li altri cosiddetti “terroristi” palestinesi sono i migliori alleati di Netanyahu. Vi pare incredibile?  Adesso ve lo spiego. Il Parlamento israeliano – la Knesset – è un organo monocamerale composto da 120 membri, eletti con un sistema proporzionale con sbarramento al 2 per cento. Come da noi in Italia, la Knesset dà la fiducia al governo; governo che dura n carica per quattro anni. Un governo che, data la grande frammentazione derivante dall’adozione di un sistema proporzionale, è spesso stato di coalizione, sostenuto da 4-5 partiti, le cui scelte politiche non sempre trovano il favore di tutte le forze che lo sostengono.

Se si analizzano i vari governi dal 1948 – nascita dello Stato di Israele – ad oggi, ci si può rendere conto come il popolo israeliano sia in maggioranza “labour”, di sinistra quindi, anche se, le tradizionali suddivisioni sinistra, centro, destra non hanno la stessa connotazione in Israele come invece sono nel resto del  mondo occidentale. In Israele, infatti, destra, centro e sinistra si connotano rispetto all’atteggiamento che i partiti hanno nei confronti del problema palestinese; la sinistra è per un’apertura verso una soluzione “due Stati indipendenti”, mentre, la destra ha un atteggiamento di totale chiusura verso i palestinesi.

In tempi di particolare crisi tra israeliani e palestinesi, tuttavia, si può vedere come il popolo preferisca governi di destra. Ciò in quanto la paura del “terrorismo” di marca islamica prevale sulle scelte ideologiche di molti elettori, che, evidentemente, si sentono più protetti nella loro incolumità da governi “forti”, come quello attuale, il quarto a guida Netanyahu, o come durante la guerra del Libano, quando, dal 1977 al 1984, governarono prima Menachem Beghin (quello che coprì le stragi di oltre 3.500 donne vecchi e bambini nei campi dei profughi palestinesi di Sabra e Chatila, alla periferia sud di Beirut, avvenuta dal 16 al 18 settembre 1982) e, quindi, Yitzhak Shamir.

Ma, poiché, come abbiamo visto, si tratta di governi  di coalizione, le loro maggioranze sono estremamente fragili e soggette a frequenti crisi politiche come, ad esempio quella di fine 2014,  quando, dopo soli due anni, il terzo governo Netanyahu fu costretto a dimettersi perché uno dei partiti della coalizione fece mancare il suo appoggio su una serie di scelte politiche, giudicate troppo “di destra”.

Benjamin Netanyahu e Donald Trump-2

Anche l’attuale governo Netanyahu, si basa su un consenso trascurabile; si pensi che, nel 2015, ha ottenuto la fiducia con 61 voti favorevoli e 59 contrari… basterebbe, quindi, uno Scilipoti qualsiasi per farlo cadere. Senza considerare che le prossime elezioni politiche in Israele si svolgeranno tra poco più di un anno. Per questo motivo, Netanyahu ha bisogno che il popolo israeliano continui a votare a destra e perché ciò avvenga, deve continuare ad alimentare in loro la paura del “terrorismo” islamico.

Ed è qui che, a mio personalissimo parere,  i leader dell’Autorità palestinese, di Hamas e dei vari gruppi minori sbagliano. Sì, perché, rispondere alle provocazioni – come quella recente del governo Usa su Gerusalemme – con le “intifade”, con il lancio di pietre, con gli accoltellamenti di israeliani, con il lancio dei rudimentali razzi “Qassam”, non fa altro che far apparire i palestinesi come gli aggressori, giustificando così, agli occhi dell’opinione pubblica mondiale, la sproporzionata reazione israeliana con l’assioma che “Israele ha il diritto di difendersi”.

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Mi sentirei, pertanto, di consigliare ai vari leader del popolo palestinese di violentare la loro indole guerriera e di assumere un atteggiamento, per così dire, “gandhiano”, cioè mettere in pratica il principio di resistenza non violenta che Gandhi adottò contro il governo inglese in India. Ciò potrebbe far pendere l’opinione pubblica mondiale dalla loro parte e, nel contempo, sottrarre al governo israeliano qualunque alibi. Farebbe, inoltre, diminuire – se non cessare – la paura del terrorismo islamico che conduce il Popolo israeliano a votare le destre estreme, confessionali e razziste. Ma, vorranno seguire il mio  consiglio? …. chissà, vedremo… 

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