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Marziani al municipio: dal pasticcio dei dirigenti ai progetti dimenticati

Al Comune di Brindisi, ma più in generale quasi in tutte le amministrazioni, c'è il problema della dirigenza. Ogni nuovo arrivato che s'insedia si trova a dover amministrare con collaboratori, nelle varie qualifiche, assunti da altri (non sempre in maniera trasparente), e della cui lealtà e competenza non conviene scommettere neanche un centesimo

Al Comune di Brindisi, ma più in generale quasi in tutte le amministrazioni, c’è il problema della dirigenza. Ogni nuovo arrivato che s’insedia si trova a dover amministrare con collaboratori, nelle varie qualifiche, assunti da altri (non sempre in maniera trasparente), e della cui lealtà e competenza non conviene scommettere neanche un centesimo. Un problema vecchio, sentito da anni e dagli amministratori di ogni colore politico, a cui la legge però ha fornito risposte adeguate.

La sindaca e i funzionari - Ogni nuova amministrazione che s’insedia, ovviamente nelle forme previste e in rapporto alle priorità e alle disponibilità finanziarie, ha la possibilità di rivolgersi a professionisti esterni con contratti a tempo, che qualche volta durano per tutta la durata delle amministrazioni. E’ sembrato così una inutile e punitiva forzatura il primo atto della sindaca Angela Carluccio, quello cioè di far ruotare tutta la dirigenza, ancor prima di una solida quadratura nella formazione della giunta, e prima ancora di esporre al Consiglio (ed alla città) il programma della sua amministrazione. E senza neanche avere avuto il tempo di valutarla.

Un grosso errore. Commesso in solitudine? Sarebbe come credere che i bimbi li porta la cicogna. La conseguenza politica (il disimpegno di Palazzo e di parte del suo gruppo partì proprio da lì) e funzionale è sotto gli occhi di tutti, ora si comincia anche a capire cosa significa interrompere la continuità nel funzionamento delle strutture comunali, e con essa anche la memoria storica su quanto è stato fatto negli anni precedenti. Perché Palazzo di Città non è il disabitato pianeta Marte, prima dei nuovi arrivati ci sono stati altri inquilini, bravi o meno bravi, efficienti o meno, che hanno prodotto non solo danni, ma anche atti, idee, progetti.

Progetti e polemiche - Partire da lì non solo è necessario, ma addirittura doveroso. E questo con la politica e le appartenenze non c’entra niente. E’ solo buona organizzazione. Su cosa significa agire al presente senza conoscere il passato, facendo male anche al futuro, qualunque esso sia, bastano solo alcuni esempi clamorosi. Di quello dei progetti sul completamento del parco del Cillarese –chissà se il suo piano finanziario  prevede anche una realistica soluzione ai costi di gestione - presentati al posto di quelli, come invece previsti dal bando, per le periferie, si è già ampiamente parlato durante l’estate. Ma ci sono altri esempi clamorosi. Vediamone qualcuno.

Ha fatto ridere mezza Brindisi la polemica sul muro che l’Autorità Portuale stava costruendo sulla via del Mare. Dove sta la novità? Quel muro era previsto nel progetto originario, quello che di obbrobriosi ponti sospesi ne prevedeva addirittura due, e che era stato regolarmente approvato dal Comune anche nella relativa conferenza dei servizi. Ed era noto a tutti, perché, con la enfasi del caso, il nuovo assetto della via del Mare era stato pubblicamente presentato quando era ancora sindaco Mennitti. Il muro oggi non piace alla Sindaca e alla nuova amministrazione? Nessuno scandalo, ma non lo si faccia apparire come figlio di nessuno.

Il municipio di Brindisi-4

L’ex Tommaseo - L’annuncio – perché solo di annuncio si tratta - che il Comune potrebbe destinare l’area dell’ex collegio “Tommaseo” per la costruzione di un “albergo a cinque stelle” (con una vista del genere non sarebbe meglio a sette?). C’è un particolare, quell’area non è del Comune, ma è della Regione che, se vuole (e se trova l’acquirente) potrebbe venderselo direttamente, senza altri passaggi. Un progetto comunque vecchio, del quale si era interessato Marcello Rollo ai tempi in cui era consigliere e assessore regionale.

Venne sottoscritto anche qualche atto. Niente di più, se non  dichiarazione d’intenti mai trasformati in atti giuridicamente concreti. Nessuno però si faccia brillare gli occhi su facili incarichi di progettazione. Vi ha già provveduto da anni l’ex architetto capo del Comune, Sergio Attolini, il quale realizzò un corposo progetto di assetto di tutta quell’area, tra le più belle e  suggestive della città, che prevedeva non solo l’albergo di lusso, ma anche una piccola darsena, i negozi sulla via Vespucci e persino un palazzo dei congressi. Aria fritta? E’ preso dirlo, il progetto di Attolini (con tanto di logo del Comune) è stato regolarmente registrato alla Siae e gode del copyright! Minestra riscaldata dunque. Siano più cauti i professionisti dell’annuncite.

La ex Zona Pol - Ed a proposito di non sapere neanche di cosa si parla, la Sindaca, non si sa se in “piena condivisione” e con chi, ha deciso che l’area ex Pol, quella che i brindisini conoscono come la vecchia Nafta, non serve più al Comune. Ignoranza e pressapochismo. La cessione di quell’area al Comune faceva parte di un protocollo sottoscritto anni fa con la Marina Militare. Era uno scambio: gli ammiragli liberavano alcune aree in nostro favore e incassavano finanziamenti e autorizzazioni per i loro progetti. Tutti realizzati, tra cui la caserma “Carlotto”. Chi non ha realizzato niente è stato solo il Comune il quale oggi addirittura rinuncia a ciò che le spettava.

E’ tutto regolare? Riportare alla luce quel protocollo e verificare cosa se ne può ancora fare, credo sia cosa utile e doverosa. Penso che la Sindaca, in buona fede, non sapesse niente che sull’area dell’ex Nafta nei preliminari del Pug fosse già previsto cosa realizzare: sono le conseguenze alle quali si va incontro quando la scopa nuova non sa quello che sta ramazzando!

Negli scaffali del Comune giace invecchiato dal tempo un progetto, che si chiama “Valigia delle Indie” (già finanziato dicono), che venne redatto dall’Ufficio tecnico comunale, che include persino la sistemazione di via Provinciale per Lecce e della zona cimiteriale. Altro che il Comune non sapeva che farne della vecchia Nafta! Escludendo responsabilità di altra natura, diciamo che è la conseguenza ovvia dell’improvvida rotazione della dirigenza di tre mesi fa. Rotazione che oltre che sbagliata sembra  anche surreale.

Valzer di dirigenti e progetti dimenticati - Al posto dell’architetto capo (previsto dall’organico) si sceglie un ingegnere idraulico, l’ex architetto capo lo si manda al traffico, e un nuovo capo di gabinetto subentra a chi, nel concorso pubblico a suo tempo effettuato dai due, prese il doppio nella valutazione finale della commissione esaminatrice! C’è da giurare che quando si parlerà di parcheggi e circolazione, nessuno avviserà la Sindaca e i suoi astronauti, che negli scaffali di Palazzo di Città giacciono ben sette progetti per la realizzazione del Pum (Piano Urbano di Mobilità). Firmati sempre dall’architetto Sergio Attolini, che nei più di quarant’anni trascorsi al Comune (ogni tanto era costretto a restare a casa…) di cose ne ha viste e fatte tante.

Chiedersi se invece al posto di un personalissimo staff  (era suo diritto) la Sindaca non avesse fatto meglio a spendere i pochi soldi disponibili ad un paio di figure professionali che le garantissero qualità, competenza e memoria storica è non solo giusto ma doveroso.

PS - Un “affettuoso scappellotto” contenuto nel mio precedente articolo di una settimana fa ha provocato una farneticante, violenta e pusillanime provocazione. Io per scelta non querelo (l’ho fatta una sola volta in vita mia e si è risolta a mio favore), ma voglio dire ai due di briscola che presumono di governare la mia città, dove per scelta sono rimasto, che altri e più forti poteri, dalla massoneria (deviata e non) alla malavita organizzata, nella mia vita ci hanno inutilmente provato. Stiano tranquilli i miei lettori, continuerò a scrivere come ho sempre fatto in piena autonomia, con la mia libertà di pensiero, e indifferente ad ogni forma di potere.         

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