Lunedì, 20 Settembre 2021
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A cura di Blog Collettivo

Coronavirus: imprescindibile un sistema sanitario più equo e centralizzato

È opinione comune che il tempo del dopo coronavirus sarà diverso dal precedente, anche se è difficile prevedere quando avrà termine l'emergenza sopraggiunta e quanto duro sarà il prezzo, a livello sociale ed economico, che la collettività sarà chiamata a sostenere

È opinione comune che il tempo del dopo coronavirus sarà diverso dal precedente, anche se è difficile prevedere quando avrà termine l'emergenza sopraggiunta e quanto duro sarà il prezzo, a livello sociale ed economico, che la collettività sarà chiamata a sostenere con la ripresa delle attività produttive. Alcune novità sono già acquisite nel pensiero collettivo ed altre, ormai certezze di segno opposto rispetto a quelle prevalenti in passato, risultano un percorso obbligato.  In primis, assume sempre più consapevolezza che solo un servizio sanitario pubblico, efficiente e ben organizzato, dotato di attrezzature adeguate e di maggiori risorse finanziarie è in grado di assicurare tutela alla popolazione in caso di gravi calamità sanitarie. Parallelamente ad una imprescindibile riorganizzazione del Servizio Territoriale di Medicina Generale di base e del Servizio Ospedaliero, nell’ambito del SSN, che includa personale professionalmente preparato ed impegnato, come quello che con straordinaria abnegazione, al limite dell'estremo sacrificio umano, sta fornendo attualmente assistenza e cura ai contagiati da coronavirus.

Tuttavia, pur ritenendomi onorato, nel lontano 1978, tra i banchi dei senatori del disciolto Partito Comunista, di aver contribuito con il voto all’approvazione della legge n. 833, istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale a garanzia di eque prestazioni sanitarie a tutti i cittadini, in attuazione dell'art. 32 della Costituzione, assisto, mio malgrado, ad un indebolimento progressivo di tale istituto fondamentale. Infatti, attraverso i continui tagli al bilancio della sanità, la dismissione di importanti strutture ospedaliere decentrate, la riduzione del numero di operatori sanitari in pianta organica è stata raggiunta una perdita di ben 70 mila posti letto e una forte carenza di personale specialistico e non. Tanto in attuazione di una politica rivolta a privatizzare il mercato della salute, pur consapevoli di quanto la sanità privata sia poco incline a fronteggiare situazioni emergenziali, a differenza di quella pubblica immediatamente mobilitatasi durante la pandemia in corso per la cura dei malati. La salute umana non può essere considerata un fattore produttivo o un output del processo produttivo utile da incrementare il profitto. La salute è un bene individuale irrinunciabile di natura ontologica appartenente all’umanità e pertanto oggetto di tutela universale, nel rispetto dei principi fondamentali istitutivi del SSN: universalità, uguaglianza ed equità. Vanno differenziati i livelli di responsabilità pubblica per la tutela della salute, secondo quanto prevede la Costituzione stessa, tra competenze legislative dello Stato che deve assicurare i Livelli Essenziali di Assistenza e delle Regioni che devono programmare e gestire autonomamente l’organizzazione sanitaria sul territorio di propria competenza.

L'aver affidato nel recente passato le competenze in materia di sanità alle singole regioni è stata, da parte del legislatore, una decisione lungimirante. Tuttavia, si assiste oggi ad un’eccessiva proliferazione di provvedimenti da parte delle regioni in ordine sparso, alcuni discordanti, che determina incertezza e disparità di trattamento tra i cittadini, nonché utenti dei servizi sanitari. Peraltro, tale dispersione normativa ha reso difficile la realizzazione di un'unica “cabina di regia” a livello nazionale, indispensabile per fronteggiare situazioni di emergenze sanitarie interessanti tutto il paese.

Conseguenze ancor più gravi si sono prodotte nell’erogazione delle prestazioni sanitarie, molto diversificate tra le varie regioni, con quelle meridionali più svantaggiate, in seguito ad un’assegnazione di budget finanziari scaturenti da situazioni storiche non più consone all’attualità. Un sistema sanitario a più velocità, come quello in vigore da dare origine al triste fenomeno del trasferimento di molti ammalati dal sud verso le strutture sanitarie del nord Italia, alla ricerca di migliori condizioni di assistenza, in contrasto con i principi costituzionali fondanti del SSN, di uguaglianza, equità ed universalità.

Ovviamente un SSN equo, per essere rispondente ai bisogni del paese, esige una spesa sanitaria maggiore e a tale necessità dovrebbero sopperire le risorse provenienti da una severa lotta all'evasione fiscale. Il vero scandalo in questo drammatico frangente, ove si consideri che il gran numero di evasori fiscali abituali, sottraendosi al dovere civico del pagamento delle tasse, usufruiscono "a sbafo", a spese dei contribuenti diligenti, di quei servizi essenziali erogati dallo Stato, tra cui la sanità. Una vera lotta all'evasione fiscale non è mai stata condotta con serietà ed impegno nel nostro paese, in quanto la vasta categoria di persone che evadono ha sempre goduto di indulgente protezione da parte dei pubblici poteri, in particolare dai partiti di destra. Come dimenticare la giustificazione all'evasione fiscale addotta da Berlusconi, Presidente del Consiglio, quando dichiarava che il fenomeno del mancato pagamento delle tasse da parte di una elevata percentuale di cittadini era da attribuirsi all'elevata pressione fiscale, omettendo di precisare che le maggiori aliquote imposte ai contribuenti onesti sopperivano alle minori entrate fiscali, conseguenti all'evasione. Ultimamente, stando al tema, si è aggiunto Salvini con l'ennesima proposta di sanatoria fiscale ed edilizia per rimpinguare le disastrate casse dello stato.                       

Per quanto riguarda alcuni luoghi comuni, in passato cavalli di battaglia della propaganda del M5S, sono stati spazzati via in un battibaleno dall’evidenza della pandemia da coronavirus. La competenza, ritenuta privilegio della 'casta' e dell' élite e come tale da disprezzare e sottovalutare, si è rivelata, come ovvio, qualità indispensabile per contrastare e combattere efficacemente il coronavirus. In particolare, la preparazione e la competenza, acquisite dopo anni di studi e di lavoro specialistico dagli scienziati, dai ricercatori, dal personale medico e paramedico, tutte figure impegnate con coraggio e senza sosta in prima linea per trovare i rimedi ed apprestare le cure necessarie alla popolazione colpita.                                                       

Infine, da quando la pandemia da coronavirus ha iniziato a minacciare da vicino tutti, in particolare gli anziani, pur non risparmiando i più giovani, meraviglia l’inversione di tendenza dell'ultima ora, dei tanti pentastellati aderenti in passato al movimento 'no-vax', contrario all'obbligo delle vaccinazioni a scuola: evidentemente, anche loro, più degli altri, sono in attesa trepidante della scoperta del vaccino guaritore e della salvezza!
 

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