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Giorgio Sciarra

Giorgio Sciarra

Enti e Regione rompano gli indugi: per il porto ora vadano dal ministro

Il motivo che mi spinge ad intervenire è la piena convinzione di quanto sia importante il normale (non dico eccezionale) funzionamento del porto per la nostra economia, di come oggi, questa infrastruttura, possa rappresentare la più credibile e la più concreta opportunità di sviluppo. L’Ente portuale, oggetto e soggetto di una perdurante conflittualità, fa appesantire la situazione con un ulteriore elemento di dissenso.

Il motivo che mi spinge ad intervenire è la piena convinzione di quanto sia importante il normale (non dico eccezionale) funzionamento del porto per la nostra economia, di come oggi, questa infrastruttura, possa rappresentare la più credibile e la più concreta opportunità di sviluppo. L'Ente portuale, oggetto e soggetto di una perdurante conflittualità, fa appesantire la situazione con un ulteriore elemento di dissenso: l'assenza (contestata) del professore Hercules Haralambides al convegno organizzato nell'ambito dello Snim sull'integrazione del sistema portuale pugliese e sulle strategie logistiche, turistiche e commerciali in partneship con la Turchia.

Un convegno che ha visto la presenza dei presidenti delle Autorità portuali di Bari e Taranto, dell'assessore regionale Loredana Capone, del presidente della Camera di Commercio, Alfredo Malcarne, di una delegazione turca e altri rappresentanti, insomma un parterre non di poco conto. E' pur vero che il presidente ha preferito (per dichiarati impegni già presi) volare alto partecipando, invece, ad «un convegno importantissimo per i porti europei» in quel di Varna in Bulgaria. Ma, per caso, non sarebbe stato più proficuo e opportuno essere presenti a Brindisi (a costo zero) in un convegno dove si discute di sinergie con i porti pugliesi (dove siamo il fanalino di coda) piuttosto che recarsi in Bulgaria (con costi diversi) per poi esprimere la volontà di recuperare i rapporti con la Turchia intraprendendo un'altra costosa trasferta?

È certamente una scelta che rientra nella libertà di valutazione del presidente dell'ente che durante il suo mandato ha attirato su di sé infinite critiche rivoltegli di certo non per la sua nazionalità o perché ha la barba, ma per il semplice motivo che il porto necessita di scelte radicali e urgenti e di una stretta sinergia con gli altri enti territoriali. Sinora non si è visto nulla di tutto ciò. È preferibile evitare di fare la genesi e l'analisi dei motivi e delle cause che hanno portato all'attuale disastrosa situazione del nostro porto, di certo non è addebitabile al solo Haralambides che, comunque, si muove in perfetta continuità con i suoi predecessori.

Ed è proprio questo il dramma: serve qualcuno che agisca autorevolmente in discontinuità con un passato dichiaratamente fallimentare. Non è, in ogni caso, immaginabile che si possa ulteriormente perdere tempo, le politiche portuali, come tutto ciò che riguarda l'economia, sono particolarmente dinamiche e non aspettano certo una realtà che si dibatte tra mille contraddizioni e diatribe rimanendo bloccata su progetti irrealizzabili e, spesso, poco razionali. Chi si ferma rimane al palo e buonanotte ai suonatori!

Di questo è difficile non prenderne atto. La politica e le istituzioni dovrebbero farsi un neanche tanto approfondito esame di coscienza con relativo e conseguente mea culpa e abbandonare i comportamenti e i metodi adottati per vent'anni (nel caso specifico dal 1994) per cercare di realizzare una volta tanto gli interessi del porto e quindi del territorio. Se quanto detto sinora è vero, pare di difficile comprensione il sostanziale immobilismo degli enti territoriali, a cosa servono saltuari comunicati ed estemporanee dichiarazioni critiche che non producono alcun effetto pratico? A nulla, se non a incancrenire una situazione già problematica. Non è forse giunto il momento di darsi una mossa?

Sarebbe appunto il caso che il sindaco Mimmo Consales, il commissario della Provincia Castelli, il presidente della Camera di Commercio Alfredo Malcarne e il presidente della Regione Nichi Vendola qualora riconoscessero la situazione del porto in pessime condizioni e che il suo perdurare assumerà effetti catastrofici, facciano subito fronte comune e si rechino personalmente dal ministro competente per risolvere la faccenda velocemente e nella maniera più conveniente per il porto di Brindisi. Errare humanum est, perseverare autem diabolicum.

 

 

 

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