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Sabato, 4 Dicembre 2021
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A cura di Blog Collettivo

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"Ferrarese stia tranquillo, non torno. Non mi usi come alibi per le sue difficoltà"

Il presidente della Provincia, Massimo Ferrarese, in una intervista al quotidiano "Senzacolonne", ha ipotizzato il ritorno in politica - con mire su determinati enti - dell'ex sindaco Giovanni Antonio, che da tempo fa il consultente industriale, e di Carmine Dipietrangelo, già dirigente di primo piano, del Pci-Pds, ed ex vice presidente del Consiglio regionale. Sempre stamani, Dipietrangelo ha risposto a Ferrarese, il quale nell'intervista minaccia di lasciare la politica se tale evenienze dovesse realizzarsi. Dell'intervista non possiamo che offrire questa brevissima sintesi, l'intervento - inviato anche al nostro giornale - possiamo pubblicarlo integralmente. "Ho letto su Senzacolonne dichiarazioni del presidente della Provincia che mi amareggiano e mi preoccupano. Non so dove e da chi Massimo Ferrarese ha sentito parlare di un’ipotesi che mi riguarda per un ruolo di primo piano nella gestione di enti o società pubbliche brindisine, come preludio per un mio ritorno in politica. Come sanno in molti entro e fuori il mio partito, e come sa lo stesso Ferrarese, il sottoscritto ha chiuso da tempo con la politica attiva e con l’amministrazione.

Il presidente della Provincia, Massimo Ferrarese, in una intervista al quotidiano "Senzacolonne", ha ipotizzato il ritorno in politica - con mire su determinati enti - dell'ex sindaco Giovanni Antonio, che da tempo fa il consulente industriale, e di Carmine Dipietrangelo, già dirigente di primo piano, del Pci-Pds, ed ex vice presidente del Consiglio regionale. Sempre stamani, Dipietrangelo ha risposto a Ferrarese, il quale nell'intervista minaccia di lasciare la politica se tale evenienze dovesse realizzarsi. Dell'intervista non possiamo che offrire questa brevissima sintesi, l'intervento - inviato anche al nostro giornale - possiamo pubblicarlo integralmente.

"Ho letto su Senzacolonne dichiarazioni del presidente della Provincia che mi amareggiano e mi preoccupano. Non so dove e da chi Massimo Ferrarese ha sentito parlare di un'ipotesi che mi riguarda per un ruolo di primo piano nella gestione di enti o società pubbliche brindisine, come preludio per un mio ritorno in politica. Come sanno in molti entro e fuori il mio partito, e come sa lo stesso Ferrarese, il sottoscritto ha chiuso da tempo con la politica attiva e con l'amministrazione.

Anche per le vicende giudiziarie che mi riguardano e durano ormai da oltre otto anni, ho già rinunciato nel recente passato a incarichi ben più rappresentativi di quelli di cui parla Ferrarese. Ho lasciato la politica senza traumi e rimpianti. E svolgo da consulente aziendale sostegno ad attività lavorative private. Questo è quanto, per rispondere alle preoccupazioni estemporanee di Ferrarese in relazione ad un mio presunto ritorno.

Ma le valutazioni tratte da Ferrarese devono destare in altri e non in me, a partire dal partito cui sono iscritto, serie preoccupazioni. E' un comportamento a dir poco strano e schizofrenico, quasi da "pulizia etnica" se si pensa al trattamento rivolto ad altri iscritti del Pd in questa sua gestione politica. Ferrarese sa, come sanno tutti, di non essere "nuovo" e quanto meno, anche se da imprenditore, lui è stato protagonista di quel passato da cui oggi vorrebbe prendere le distanze.

E per amore di verità il nuovo, la discontinuità rispetto a quel passato fu rappresentata da Michele Errico che vinse le elezioni provinciali 2004 contro il senatore Curto oggi primo alleato e sostenitore di Ferrarese. Ancora, se si vuole continuare a disquisire sul vecchio o sul nuovo, lasciando da parte però la politica che rimane una cosa seria, vecchia o nuova che sia, ricordo a Ferrarese che fui io tra quelli più convinti dell'alleanza con lui e l'Udc per un progetto politico condiviso che chiamammo assieme "laboratorio Brindisi".

E di questo lo stesso Ferrarese in quei giorni durante e dopo la campagna elettorale non faceva altro che ringraziarmi, così come ricordo come fu insistente la richiesta, nel suo intervento in occasione della presentazione del libro che scrissi nel 2009, per un mio ritorno in politica. Anche in quella occasione ebbi modo di ribadire alla presenza di centinaia di persone che non intendevo assolutamente ritornare e fare politica attiva. Mi chiedo pertanto perchè questa sortita di Ferrarese, in un contesto che, insisto, mi sembra più da pulizia etnica che di dialogo politico tra alleati.

Certamente è tipico di chi avendo difficoltà politico - amministrative e forse di credibilità o di tenuta della sua stessa maggioranza, abituato ad apparire più sui giornali che a risolvere i problemi, inventare nemici inesistenti come alibi per continuare a nascondere proprie responsabilità.

A me dispiace arrivare a queste considerazioni e non spetta a me giungere ad alcuna conclusione politica né giudicare l'attività amministrativa della Provincia e delle società da essa partecipate. Torno invece su quel passato che tanta paura fa a Ferrarese. Di quel passato c'è tanto da recuperare (lealtà, umiltà, passione, competenza) come tanto da mettere da parte (rapporto politica-affari nel senso della reciprocità). Non so però se Ferrarese è in grado di discernere tra bene e male, tra buono e cattivo, tra nuovo e vecchio.

Se devo giudicare da ciò che gli sta attorno e dalle scelte fatte o dalle proposte da lui avanzate per la gestione di enti e società, penso proprio di no. Quando la mediocrità vince sul merito e sulle capacità e si fa solo caccia alle streghe, non c'è futuro per nessuno. Ferrarese allora può stare tranquillo: non torno, ma solo purché lo ho deciso io. Allora lui può restare: ma per fare cosa e con chi?"

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