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Finalmente non solo difesa: è l'Enel che piace al suo pubblico

BRINDISI - C’è un tempo per soffrire e un tempo per esultare. L’Enel Brindisi per fortuna ha scelto di esultare nel secondo tempo,quello che conta, riuscendo a vincere clamorosamente contro Scafati, letteralmente schiacciata sotto un punteggio impietoso di circa 30 punti di scarto (100 a 71 !). Nella prima parte, quella della “sofferenza”, si era rivista in campo la solita squadra con i limiti ormai noti, impacciata e costretta a rimontare nei confronti della squadra campana, che pure era giunta a Brindisi preceduta dalla fama di formazione sempre sconfitta in trasferta nelle sei partite finora disputate. Nulla lasciava presagire, insomma, che l’Enel Brindisi avrebbe sofferto così tanto per circa venti minuti di gioco.

BRINDISI - C'è un tempo per soffrire e un tempo per esultare. L'Enel Brindisi per fortuna ha scelto di esultare nel secondo tempo,quello che conta, riuscendo a vincere clamorosamente contro Scafati, letteralmente schiacciata sotto un punteggio impietoso di circa 30 punti di scarto (100 a 71 !). Nella prima parte, quella della "sofferenza", si era rivista in campo la solita squadra con i limiti ormai noti, impacciata e costretta a rimontare nei confronti della squadra campana, che pure era giunta a Brindisi preceduta dalla fama di formazione sempre sconfitta in trasferta nelle sei partite finora disputate. Nulla lasciava presagire, insomma, che l'Enel Brindisi avrebbe sofferto così tanto per circa venti minuti di gioco.

Nel tempo della "sofferenza" si sono inseriti a pieno titolo gli arbitri Calbucci, Batoli e Gagliardi,che pretendevano di far soffrire ancora di più i tifosi brindisini, con decisioni incomprensibili e con danni evidenti per il gioco ed il risultato di quei minuti iniziali. Così Piero Bucchi, quando mancavano poco più di due minuti alla fine del secondo tempo di gioco, ha deciso di rompere ogni indugio ed attuare lo schema "coach in campo", divenuto ormai un classico, per prendersi un fallo tecnico ingegnoso finalizzato a togliere agli arbitri il ruolo di protagonisti negativi della partita ed allo stesso tempo ricompattare squadra e pubblico.

Scaturisce così il tempo "esaltante" con la squadra pronta a seguire la reazione rabbiosa del coach ed a scendere in campo più carica e motivata nel secondo tempo. Si vede finalmente in campo una squadra spigliata, non più difesa e soltanto difesa, ma anche più continui raddoppi di marcatura, più contropiedi e transizioni in velocità, più aggressività ed infinite palle recuperate ( ben 26!), prontamente utilizzate e trasformate in rapidi contrattacchi. Finalmente Renfroe e Hunter giocano il basket che meglio sanno praticare, fatto di continue penetrazioni nella difesa avversaria con possibilità ripetute di scaricare preziosi assist ai pivot ,limitando invece le iniziative nel tiro dalla distanza dove ancora una volta, non solo loro,ma tutta la squadra è apparsa in netta difficoltà (mediocre la percentuale finale nel tiro da tre chiusa con un9/23 pari al 39%).

Questo è il basket che piace e finalmente accontenta la tifoseria che ha risposto con incitamento continuo alla squadra. La partita contro Scafati ha ancora una volta confermato che l'Enel Brindisi può vincere solo nel caso ormai imprescindibile in cui riesca a portare a referto i cinque del quintetto-base in doppia cifra. Ndoja, Borovnjak, Callahan, Renfroe ed Hunter hanno chiuso tutti in doppia cifra, con un apprezzamento particolare per Callahan che con i suoi 25 punti realizzati, il 9/11 da due ed il 33 di valutazione finale è stato decisamente il vero protagonista della partita. Ma ora coach Buchi sa di poter contare sull'apporto di una panchina che consente rotazioni utili senza intaccare gli equilibri tattici della squadra con Formenti, Zerini e Giuri.

E proprio Marco Giuri il giocatore che la squadra cercava come alternativa tecnica e tattica Renfroe e Hunter. Giuri gioca con autorità e grande intelligenza tattica risultando alla fine determinante nella economia del gioco di squadra tanto apprezzata dal coach Bucchi. Con Zerini è la vera novità di questa squadra che ora sa di poter contare su una panchina più lunga e di qualità, in attesa del miglior Formenti, del recupero completo di Maestrello e di Poletti.

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