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A cura di Blog Collettivo

Costa Nord, il grande cambiamento può avere inizio

Sulla Gazzetta Ufficiale nei giorni scorsi è stata pubblicata la delibera che impegna 184 milioni per i progetti del Cis sottoscritto con il governo Draghi

La natura può cancellare la storia. E Torre Testa è lì, sul precipizio di una falesia che il mare si sta mangiando inesorabilmente giorno dopo giorno, e che prima o poi si porterà via anche l’antica fortificazione. Il piano di salvataggio però esiste, per Torre Testa e per l’intera costa nord di Brindisi, e adesso ci sono anche i soldi, almeno quelli per cominciare, e non sono pochi: 16 milioni per le opere di difesa dall’erosione del litorale brindisino sui circa 64 che il Contratto Istituzionale di Sviluppo Brindisi-Lecce-Costa Adriatica assegna ai Comuni costieri della nostra provincia. Sulla Gazzetta Ufficiale nei giorni scorsi è stata pubblicata infatti la delibera che impegna 184 milioni per i progetti del Cis sottoscritto con il governo Draghi.

Erosione sulla litoranea nord di Brindisi

Falesia da salvare e continuità amministrativa

Avviare l’intera operazione, che è più complessa del solo, già difficile intervento di difesa della falesia lungo i 15 chilometri di litorale a nord della città, dall’Isola di S. Andrea nel porto sino a Torre Guaceto, toccherà all’amministrazione del sindaco Riccardo Rossi che l’ha programmata, ma ci vorranno anni per concluderla. La continuità amministrativa nel perseguire i progetti del Cis sarà indispensabile. Brindisi però non è nuova a prove di questo genere. Non fu, forse, il sindaco Domenico Mennitti a riprendere e concludere quegli interventi sul waterfront della città progettati durante l’amministrazione di Giovanni Antonino?

Non sappiamo chi guiderà Brindisi nei prossimi anni, ma il recupero e la valorizzazione della costa nord della città è una delle più importanti esigenze urbanistiche, un percorso in cui non è affatto scontato che l’interesse pubblico non incontri ostacoli (peraltro, almeno quelli obiettivamente prevedibili, anche elencati in calce ai progetti stessi). Ma non sia di ostacolo un eventuale cambio di testimone, all’obiettivo di integrare natura e storia, e di riequilibrare dal punto di vista sociale ed economico una città condizionata dal suo sviluppo industriale con le possibilità offerte dalla valorizzazione del suo patrimonio culturale e ambientale.

La costa Nord di Brindisi

I progetti subito cantierabili

I progetti immediatamente cantierabili per la città di Brindisi sono “Smart seaty”, riqualificazione dell’ex Collegio Tommaseo per la realizzazione di un polo dell’innovazione del mare (formazione, incubazione d’impresa, area eventi, congressi e alloggi foresteria) 30 milioni; “Seaverso”, recupero e valorizzazione della prima porzione dell’isola di S. Andrea per la realizzazione di attività ricettive e servizi funzionali alla fruizione dell’area, 5 milioni; opere di difesa dall’erosione del litorale brindisino, 16 milioni; interventi di mitigazione del rischio geomorfologico e riqualificazione ambientale delle falesie costiere nella riserva naturale Torre Guaceto, 1,265 milioni.

Strutture abbandonate sull'Isola di S.Andrea

Litoranea solo per pedoni, bici e navette

Tuttavia, l’operazione è più complessa, a partire dalla riconversione della strada provinciale 41, la litoranea ormai fortemente minacciata dall’erosione, in una greenway ciclabile pedonabile, percorribile solo da navette elettriche, mentre per il traffico ordinario di collegamento con le spiagge sarà creata una nuova viabilità utilizzando un percorso tra complanare della statale 379, strade interpoderali esistenti e nuove bretelle da realizzare, munite di aree di sosta.
Il piano “Riqualificazione integrata della Costa Nord da Torre Guaceto, area protetta nazionale terrestre‐marina al centro storico della città con aeroporto e porto” poi prevede il recupero delle aree di insediamenti degradati e la loro riqualificazione, la creazione di nuove spiagge e servizi pubblici, la difesa e la valorizzazione delle torri costiere ma anche delle opere di architettura militare di Punta Penne e Punta del Serrone, la “difesa dell’erosione costiera mediante la realizzazione di una lunga scogliera semisommersa da farsi in parallelo alla costa a falesie calcaree per fermare lo sfascio oggi irreversibile di queste”, la valorizzazione delle aree di interesse storico e archeologico come quella delle fornaci romane di Giancola.

Il Sic di Giancola

Come sarà Brindisi se questi interventi saranno tutti realizzati? Certamente una città con legittime aspettative anche sul piano turistico, ma soprattutto con requisiti di qualità della vita più alti. Anche il recupero della costa nord è una delle sfide da vincere nei prossimi anni. E con i fondi a disposizione, si può cominciare.

Scarica il documento: Il piano completo del Cis

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