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"Il sindacato non può fare da scudo umano alle multinazionali"

Una dichiarazione del segretario della Fiom Cgil di Brindisi, Angelo Leo, sul confronto in atto tra Comune ed Eni Versalis

BRINDISI - Riceviamo e pubblichiamo il seguente intervento del segretario della Fiom Cgil Brindisi, Angelo Leo, sul confronto in atto tra Comune capoluogo ed Eni Versalis.

"A nostro avviso il sindacato svolge correttamente il suo ruolo di organizzazione dei lavoratori preservando innanzitutto la sua autonomia. Le grandi multinazionali come Versalis, hanno stuoli di studi legali a loro disposizione. Allinearsi come pedine alle loro direttive è quanto di peggio si possa fare a danno dei lavoratori e dei cittadini tutti, in particolare sul tema della salute e sicurezza. Continuare a diffondere sui media dichiarazioni e documenti, come purtroppo alcuni insistono a fare, offendendo Istituzioni e uomini, coprendoli di insulti con un linguaggio poco sindacale, ma molto simile a quello purtroppo in voga nella politica che si nutre di odio e rozzezza; fa male prima di tutto ai lavoratori, ma paradossalmente si ritorce anche nei confronti delle stesse multinazionali di solertemente e goffamente ci si pone come scudi umani. 

Se non fosse ancora chiaro è  un dovere del sindacato richiedere di mettere in sicurezza gli impianti industriali, investire nelle nuove tecnologie, rinnovare e ricostruire gli impianti industriali con modalità ecocompatibili, come già richiesto ed ottenuto dai sindacati in unità con le popolazioni e le associazioni ambientaliste di altri importanti Paesi (Germania). Per quanto riguarda i metalmeccanici che non sono stati inclusi nella conference in Prefettura, insistiamo nel richiedere un aumento delle attività di manutenzioni, mentre si assiste invece ad una continua diminuzione delle stesse, con conseguenze nefaste sulle piccole aziende locali e sui loro lavoratori ormai in regime di cassa integrazione e peggio in Naspi.

Come FFiom insistiamo nel richiedere innanzitutto un piano industriale nazionale a Brindisi, di smantellamento di tutti gli impianti industriali non più funzionanti con  la  bonifica e la messa in sicurezza delle ampie aree interessate che da sole riassorbirebbero per molti anni tutti i metalmeccanici espulsi dalla produzione per la crisi del settore prima e durante la pandemia nel nostro territorio. Fare sindacato per la Fiom Cgil significa innanzitutto lavoro, diritti, salute, sicurezza. Continuare ad alimentare lo scontro tra multinazionali, popolazioni ed Istituzioni con il ricatto occupazionale, oltre ad essere inaccettabile, offensivo della dignità dei lavoratori, ridurrebbe il sindacato alla impotente marginalità".


 

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