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Fotovoltaico: regolamento della Provincia tra ossessioni, bocciature e rischio-rimborsi

La vicenda del regolamento sul fotovoltaico della Provincia di Brindisi, bocciato sonoramente dal Tar di Lecce, rischia di diventare stucchevole. Si sapeva sin dal primo momento che le Province non hanno competenze in materia, e che la regolamentazione degli insediamenti delle Fer è solo del governo centrale che traccia le linee guida, quindi delle Regioni che legiferano.

La vicenda del regolamento sul fotovoltaico della Provincia di Brindisi, bocciato sonoramente dal Tar di Lecce, rischia di diventare stucchevole. Si sapeva sin dal primo momento che le Province non hanno competenze in materia, e che la regolamentazione degli insediamenti delle Fer è solo del governo centrale che traccia le linee guida, quindi delle Regioni che legiferano.

A Massimo Ferrarese è stato detto in tutte le lingue, ma il presidente ha trascinato la maggioranza in un'avventura che rischia di costare salata. Si spera non alle casse dell'ente, quindi alle tasche dei cittadini, perchè sarebbe troppo facile per tutti imbarcarsi in imprese improbabili tanto, male che vada, il conto lo pagano altri.

Qui intanto ci sono le spese legali, non indifferenti perchè le aziende ricorrenti non sono poche, e vinceranno tutte per i motivi esposti in principio: la Provincia non poteva obbligare a sottoporre a Valutazione di impatto ambientale progetti per i quali tale procedura - secondo la normativa in vigore - non era prevista. Resta l'incognita delle possibili cause risarcitorie conseguenti ai giudizi in sede amministrativa. Se ciò avverrà, chi pagherà?

Il fatto è che chi ha votato quel regolamento si è assunto una responsabilità sui cui effetti  forse si è cominciato a riflettere in ritardo: bisogna solo sperare che la procura presso la Corte dei Conti non proceda d'ufficio, e che l'opposizione di centrodestra non presenti un esposto alla magistratura contabile. Anche se, nel caso ci sia da pagare, è giusto che risponda chi ha sbagliato sapendo di sbagliare piuttosto che la comunità indirettamente.

Desta profonda meraviglia il tenore del documento diffuso dalla Provincia a nome di tutti i capigruppo della maggioranza, in cui si continua ad affrontare il problema del fotovoltaico in maniera confusa e sommaria. Peraltro, continuando a nascondere una verità inconfutabile: non c'è stata alcuna vacanza normativa coperta dal regolamento Ferrarese: primo perchè, diciamolo per la milionesima volta, era illegittimo; secondo perchè, va ribadito anche questo, la giunta regionale pugliese ha varato il nuovo regolamento per il fotovoltaico, quello valido a tutti gli effetti, esattamente il giorno dopo la seduta del consiglio provinciale di Brindisi, e con decorrenza dal 31 dicembre scorso.

I capigruppo della maggioranza hanno letto i giornali, in quei giorni? Se, come è augurabile, lo hanno fatto, sanno benissimo che non c'è stato alcun vuoto legislativo. Allora perchè insistono su questa deformazione della realtà dei fatti? E poi, quante sono le aziende che hanno violato la legge su quelle che hanno costruito impianti nel Brindisino? Ci sono quelle che hanno sfruttato i lavoratori africani, ci sono quelle del trucchetto dello spezzattino degli impianti in pezzi da un megawatt. Forse ci sono anche quelle che hanno denunciato il 31 dicembre la fine dei lavori quando ciò non corrispondeva alla realtà dei fatti, ma questo riguarda il Gse, il gestore della rete.

Era stato annunciato un censimento degli impianti, ma non se ne vede ancora l'ombra. Sarebbe stato utile sapere proprio dai capigruppo della maggioranza alla Provincia quante sono state le autorizzazioni con Via, magari agro comunale per agro comunale, quante quelle con la sola Dichiarazione di inizio lavori (Dia), e quanti sono gli impianti che si sono allacciati effettivamente alla rete elettrica nazionale. Ma non vi è traccia di dati, ancora. Quindi su quali basi si parla di migliaia di ettari di territorio devastati?

Il Paese ha detto no al nuclare per la seconda volta, bisogna cominciare a pensare molto più seriamente alle energie alternative, mentre a Brindisi si continua ad avvitare il discorso intorno a polemiche dai contenuti assolutamente inadeguati a tale prospettiva, che invece interessa decine di imprese del territorio. Se poi la maggioranza di centrosinistra pensa di difendersi in questo modo dagli attacchi dell'opposizione, invece che ammettere l'errore e affrontare nuovi temi, come il fotovoltaico sui tetti, o l'eolico galleggiante off-shore, libera ovviamente di farlo.

Una seduta a tema del consiglio provinciale era stata ipotizzata dal centrodestra, ora la invocano i capigruppo della maggioranza. E' un'occasione pubblica per riproporre le rispettive ragioni. Finirà come sempre: ognuno approverà la propria mozione. Si litigherà. Per fortuna c'è un vero regolamento che intanto ricondurrà nei giusti binari il settore, mentre non è chiaro sino a che punto il governo nazionale riprenderà le politiche degli incentivi. Sul passato tocca alla magistratura, al Gse e alla Regione fare il punto. Ma si tratta di guasti, parlando delle operazioni che hanno violato la legge, che erano stati già compiuti prima del varo regolamento della Provincia.

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Il comunicato dei capigruppo della maggioranza alla Provincia

I capigruppo consiliari delle forze politiche di maggioranza della Provincia di Brindisi hanno chiesto al Presidente del Consiglio Provinciale la convocazione di una seduta consiliare monotematica durante la quale affrontare l’argomento della presenza di impianti fotovoltaici nel territorio brindisino.

In particolare, l’obiettivo è di tracciare un bilancio dei risultati estremamente positivi ottenuti durante i mesi di applicazione del regolamento approvato dal Consiglio Provinciale la cui efficacia è stata sospesa a seguito di un provvedimento del Tribunale Amministrativo regionale di Lecce.

Vale la pena ricordare, infatti, che tale regolamento fu varato in assenza di linee guida della Regione Puglia e di una apposita disciplina da parte del Governo nazionale e quindi ha svolto una funzione insostituibile per evitare che migliaia di ettari della provincia di Brindisi venissero deturpati irrimediabilmente con la presenza di impianti fotovoltaici selvaggi.

Il regolamento, inoltre, ha offerto lo spunto alla Magistratura brindisina per compiere verifiche sui cantieri già avviati e ne sono scaturite inchieste e conseguenti sequestri di impianti realizzati in palese difformità rispetto alle leggi vigenti.

La seduta di Consiglio Provinciale sarà utile per verificare ogni possibile iniziativa tesa a contrastare, anche per il futuro, la realizzazione di impianti fotovoltaici con un impatto intollerabile per il territorio.

Brindisi, 4 luglio 2011

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