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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
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A cura di Blog Collettivo

Ospitiamo in questo Blog opinioni di alcuni cittadini Brindisini

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Giornalisti autonomi? Meglio da soli

Ho seguito il dibattito su informazione e giornalismo a Brindisi, innescato da una sfuriata di Vittorio Stamerra che ha tirato in causa anche il sottoscritto. Ovviamente non scrivo per rispondere al direttore, perché rispetto i pensieri di tutti, figuriamoci i suoi. Però vorrei stuzzicare i miei colleghi e soprattutto i lettori, perché ho da tempo l’impressione che molto spesso noi giornalisti locali siamo molto bravi a fare le lezioncine ed a criticare, e molto meno bravi a vedere le travi nei nostri occhi.

Ho seguito il dibattito su informazione e giornalismo a Brindisi, innescato da una sfuriata di Vittorio Stamerra che ha tirato in causa anche il sottoscritto. Ovviamente non scrivo per rispondere al direttore, perché rispetto i pensieri di tutti, figuriamoci i suoi. Però vorrei stuzzicare i miei colleghi e soprattutto i lettori, perché ho da tempo l'impressione che molto spesso noi giornalisti locali siamo molto bravi a fare le lezioncine ed a criticare, e molto meno bravi a vedere le travi nei nostri occhi.

Negli interventi di Stamerra, Marcello Orlandini, Mario Scotto, Lucia Portolano e Giorgio Gargasole ospitati da questo sito, ed in altri interventi pubblicati nei mesi scorsi su Tutto Brindisi, sono stati affrontati principalmente due temi: la libera stampa e l'accesso alla professione giornalistica.

Quanto al primo argomento, dovremmo essere ormai tutti vaccinati e intelligenti da dover affermare che la libera stampa non esiste: tutti abbiamo un editore a cui dar conto, oppure degli inserzionisti da rispettare, o qualcuno da ringraziare.

Guardo al panorama locale e vedo chi è amico del potente di turno, chi deve dire grazie a qualcuno per l'assunzione di un congiunto, chi non può criticare perché foraggiato da certa pubblicità, chi intervista a ripetizione in cambio di sponsorizzazioni e contributi, chi nella sua lunga vita ha lavorato per giornali finanziati da correnti di partito o parlamentari (tappandosi occhi e orecchie quando era necessario), giornalisti che gestiscono uffici stampa di amministrazioni ed enti. E mi fermo qui.

Ora il professore di turno dirà: "perché non fa i nomi?". Semplice: perché sto criticando un sistema, non il singolo. E, sia ben chiaro, nel sistema ci siamo anche noi di Brindisi Report (che dobbiamo dar conto al nostro editore ed ai nostri inserzionisti). Nel sistema ci sono anche io.

Non vedo a Brindisi colleghi così al di sopra delle parti da poter impartire lezioni di assoluta moralità. Vedo, questo sì, qualcuno che non si è fatto imbrigliare e conserva un minimo di autonomia. Per il resto, chi è senza peccato scagli la prima pietra. Ma stia attento a non ritrovarsi lapidato.

Temo infatti che molti di noi siano ormai così presuntuosi da pensare che i lettori, o i telespettatori, o i naviganti, non capiscano certe cose, non vedano la pubblicità sui giornali o gli spot che vanno in onda in tv. E invece non passa giorno che qualcuno non mi faccia notare qualche strano comportamento di un quotidiano, di una emittente o di un sito web.

Altro è poi la dignità, l'autorevolezza e la distanza dal potere (o dal potente) con cui ognuno di noi decide di svolgere il suo lavoro. Ci sono casi di assoluto leccaculismo che ormai rasentano il ridicolo tanto sono divenuti evidenti ed imbarazzanti anche per i beneficiari di cotanta lingua. Ma, grazie a Dio, si tratta di casi rari. E temo inguaribili.

Quanto all'accesso alla professione: una quindicina di anni fa lavoravo in una redazione dieci ore al giorno e prendevo 200mila lire al mese. Un giorno il direttore mi disse: «Se non fai vertenza non sarai mai assunto». Mi misi in proprio. Non sarò diventato ricco e non ho un posto di lavoro garantito a vita. Ma qualche soddisfazione professionale me la sto togliendo. Quanto al futuro: dipende solo ed esclusivamente da me.

Siccome leggo che nelle redazioni poco o nulla è cambiato, mi permetto di dire ai giovani sfruttati che vogliono fare i giornalisti o imparare come diventarlo, di non attendersi aiuti da nessun ordine e da nessun sindacato. Se sono bravi e conservano la passione, prima o poi emergeranno. Anche a costo di inventarsi qualcosa da fare da soli.

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