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Martedì, 30 Novembre 2021
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A cura di Blog Collettivo

Ospitiamo in questo Blog opinioni di alcuni cittadini Brindisini

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"Gli atti di opposizione non compiuti che lasciano sopravvivere la sindaca"

Come pur evidenziato da altri, non sono i numeri a creare preoccupazione agli attuali amministratori, ma è il cambio di indirizzo di linea di opposizione da parte delle minoranze che temono

Il consigliere comunale Christian Saponaro , eletto nelle amministrative ultime in una lista a sostegno del candidato sindaco Marino,ha deciso di costituire e rappresentare nell’assemblea comunale di Brindisi il Movimento politico sorto a livello nazionale con la denominazione Articolo Uno. Le motivazioni di tale decisione risiedono tutte nel disatteso avviamento degli obiettivi della comunità amministrata, come dichiarato, stante la assoluta incompetenza ed incapacità politica con la quale la maggioranza è attratta dai molteplici problemi sorti ad  horas per il mantenimento degli equilibri numerici gestionali dell’ente.

Orbene, se è condivisibile la iniziativa del suddetto consigliere e valide appaiono le ragioni finalizzate alla ricerca di concrete collaborazioni ed intese con le altre forze di sinistra per individuare e sostenere temi  seri  per la cittadinanza, non altrettanto apprezzabile è la linea di opposizione che le forze di minoranza in consiglio seguono nei confronti  dell’amministrazione. E valga la verità dei fatti come accaduti.

Premesso l’allontanamento di gran  parte dei cittadini dalla vita politica della città e l’inspiegabile (giusto per dire) risultato delle elezioni  che ha legittimato questa amministrazione, vi è stato sin da subito la rimostranza di forze variegate nel chiedere le dimissioni della sindaca e degli organi comunale per le note ragioni di non condivisione della bizzarra amministrazione dell’Ente. Pertanto, superando a piè pari le motivazioni apparse quasi quotidianamente su organi di stampa circa le richieste delle dimissioni suddette, è accaduto che ben 17 componenti  di minoranza, divenuti maggioranza in sede di assemblea comunale, hanno sottoscritto e proposto atto di sfiducia nei confronti della Amministrazione.

La sciagurata azione conseguente a detto accadimento è nota e non vale la pena ripercorrerla: è stato un solo consigliere che con il ritiro della sua firma di richiesta di dimissione della sindaca ha consentito e consente il prosieguo di questa amministrazione. era piuttosto facile, per i conoscitori di questioni politiche, ma ancor più per coloro che hanno conoscenza delle funzioni, compiti, regolamenti e norme particolari che regolano la gestione degli enti autarchici territoriali (Comuni, Province e Regioni) contrastare legittimamente l’operato degli amministratori in carica.

Seppur sorretti da un solo voto ed atteso il non possesso specifico da parte delle cosiddette forze di minoranza, che peraltro come dicono non hanno ritenuto nemmeno dotarsi all’inizio di legislatura degli atti  necessari  per l’esercizio  della qualifica conquistata, si è assistito ai soliti interventi stereotipati non meritevoli neanche di risposte dai gestori del Comune.

Tanto emerge, per esempio, in occasione della tornata di consiglio comunale tenutasi grazie alla mancata opposizione da parte delle minoranze e nella quale sono stati  approvati bilancio di previsione ed atti allegati , compreso quello, davvero articolato, riferito alle retribuzioni  di risultato 2015 per i dirigenti. Quello è il bilancio approvato sulla base del Dup, verosimilmente non letto per la notevole lunghezza (pag. 308) dai consiglieri di minoranza, che non hanno inteso formulare una solo emendamento e che in quella sede avrebbero  avuto titolo a presentare, ancor prima di  evidenziare, oggi,  la giusta assenza  delle problematiche sulle politiche giovanili, rispetto ad  altre che occupano un posto superiore.

Vi erano gli estremi ed  i mezzi di legge  per il motivato rinvio ad altra seduta dei provvedimenti di bilancio, ma si è preferito  seguire altro percorso, immaginando di trovare soddisfazione ai pochi, e peraltro irregolari sotto la forma,  emendamenti alle proposte di bilancio, poi, regolarmente respinti.         

Come pur evidenziato da altri, non sono i numeri a creare preoccupazione agli attuali amministratori, ma è il cambio di indirizzo di linea di opposizione da parte delle minoranze che temono: gli atti amministrativi posti in essere devono rispondere, come è giusto, ai requisiti assoluti di legittimità diversamente vanno segnalati al Collegio dei Revisori e alla Corte dei Conti. 

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