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Maria Cariello

Maria Cariello

Grillo, il Cavaliere e ciò che la sinistra (quasi tutta) non aveva capito

Se qualcuno avesse visto ieri, la conferenza stampa di Bersani senza aver seguito l’ultima campagna elettorale, avrebbe capito l’impasse dalla quale non sarà facile uscire: il linguaggio non verbale all’inizio della conferenza stampa …. metti gli occhiali, sposta il microfono, togli gli occhiali, rimetti gli occhiali, sistema il microfono, ritogli gli occhiali... la prima parola dopo due minuti di affanno … , l’emblema della attuale situazione politica.

Se qualcuno avesse visto ieri, la conferenza stampa di Bersani senza aver seguito l'ultima campagna elettorale, avrebbe capito l'impasse dalla quale non sarà facile uscire: il linguaggio non verbale all'inizio della conferenza stampa ?. metti gli occhiali, sposta il microfono, togli gli occhiali, rimetti gli occhiali, sistema il microfono, ritogli gli occhiali... la prima parola dopo due minuti di affanno ? , l'emblema della attuale situazione politica.

I grillini del resto non sembra che daranno ascolto ai moniti di Napolitano, ma certamente vi sono tra Pd e M5S convergenze inesplorate. E dal loro punto di vista hanno ragione: il disastro l'hanno combinato altri. Loro proveranno a risolverlo soltanto quando quegli altri faranno spazio. In queste elezioni sono venuti al pettine i nodi che la politica ha da sempre evitato, accompagnando con la sua inerzia una protesta, organizzata comunque non eversiva, senza precedenti.

La ribellione verso la casta e verso i sacrifici a senso unico, le voci di chi non trova lavoro, di chi vuol scappare via da un Paese che non si cura di lui, hanno condotto alla vittoria di Grillo. Le urne raccontano di una sordità al grido di aiuto ed alla rabbia per i sacrifici richiesti ai cittadini e rifiutati dai politici, tutti, nessuno escluso.

Di fronte a tanto malessere - basta recarsi nei mercati a fine giornata, passare ai centri Caritas, scorgere i locali del ComproOro, leggere uno o due giornali - Beppe Grillo ha usato un linguaggio incisivo, offrendo uno spazio ed una faccia (la sua), a questa rabbia, Berlusconi, ha intercettato la rivolta contro i controlli fiscali, perfino Mario Monti, che ha voluto "metterci la faccia", giocandosi il Monti-bis ed il Colle nello scontro politico, ha mostrato coraggio, pagando l'alleanza con l'ex portavoce di Forlani e con Fini.

Il centro sinistra invece, ha ritenuto che il bonus delle primarie, dimenticando quel 40% che voleva Renzi, l'avrebbe condotto a Roma senza fatica, convinto di lucrare una rendita di posizione, con l'idea di salvare l'esistente con i suoi privilegi. E così, una parte del Nord resta a Berlusconi e l'altra parte va con Grillo il quale, come il Cavaliere, ha saputo diagnosticare le grandi malattie: le tasse e il crollo dei consumi.

La sinistra questo mondo continua a non capirlo, distante dalle piccole e medie imprese, che da mesi avevano in bocca tre parole: crisi, tasse e corruzione. Pochi mesi fa, alle amministrative Pdl e Lega erano crollati in gran parte del Nord. E la sinistra vinceva perché la destra perdeva. Ma i candidati del centrosinistra nelle elezioni 2011 - vincendo - non hanno preso più voti delle elezioni precedenti quando avevano perso.

Hanno vinto, perché parte dell'elettorato di centrodestra non ha votato. E allora la sinistra s'è illusa di poter conquistare in pantofole quella parte del Paese senza la quale non si governa. Grillo è stato il primo ad urlare l'abolizione di Equitalia e la impignorabilità della prima casa, Berlusconi è venuto dopo. A dirla tutta su questi temi, uno della sinistra si era speso, uno che aveva detto che «nella lotta all'evasione fiscale si è stati forti con i deboli e deboli con i forti»; uno che gli elettori del centrodestra avrebbero votato?.

Ma lo shock elettorale potrebbe rivelarsi, per gli uomini di buona volontà, una meravigliosa occasione di riscatto, perché da oggi ogni passo sarà alla luce del sole, ostensibile a tutti. In Parlamento si dovranno cercare convergenze, tra i partiti tradizionali ed i giovanissimi parlamentari che hanno dalla loro un candore sconosciuto agli altri. E questo candore non viene dal cielo, rappresenta un terzo degli italiani.

Insomma il banco salta, il nuovo sfonda ed il linguaggio (e la mise) non sarà più lo stesso. Caschetto, capelli rossi e la freschezza dei 25 anni, la neo eletta Marta Grande, candidata col Movimento 5 Stelle, si appresta ad essere la più giovane fra i parlamentari, espressione delle due caratteristiche di questo Parlamento: più giovane e più rosa (e qui il centrosinistra ha fatto la sua parte), figli i neo parlamentari, della provincia italiana.

Certamente il desiderio di democrazia è stato vincente rispetto alla rabbia che un sistema politico ha inoculato nei cittadini, tuttavia chi ha incassato quei consensi, ha la responsabilità di consolidare quel desiderio e non infliggere delusioni. E non temete, se tutto va male nell'Italia dell'ingovernabilità abbiamo una certezza: Lui, l'uomo dell'azione, Domenico Scilipoti, che senza neppure attendere la decisione di Berlusconi di rinunciare al seggio in Calabria, già dichiara: "Desidero innanzitutto ringraziare gli elettori calabresi che mi hanno sostenuto ?..". E ancora: "La prima cosa che intendo fare da neo senatore è mantenere gli impegni presi con i cittadini calabresi durante la campagna elettorale cominciando con il trasferire, nei prossimi giorni, la mia residenza in Calabria". Si salvi chi può.

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