Martedì, 26 Ottobre 2021
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Depressione post partum: cosa cambia nei meccanismi fisiologici

Sembra che a volte la felicità di avere un bambino lasci posto alla depressione. Succede ad alcune donne che dopo aver atteso nove mesi, si scoprono tristi. Mettere al mondo un bambino è forse l'esperienza più bella e forte che l'essere umano è in grado di vivere

Sembra che a volte la felicità di avere un bambino lasci posto alla depressione. Succede ad alcune donne che dopo aver atteso nove mesi, si scoprono tristi. Mettere al mondo un bambino è forse l'esperienza più bella e forte che l’essere umano è in grado di vivere. Un evento che cambia radicalmente la vita, a volte accompagnato per la donna da crisi di pianto, depressione e variazioni umorali; dovuto questo ad un’alterazione degli ormoni.

La Depressione Post Partum è un concetto talvolta abusato. In realtà, è un aspetto clinico che può emergere dopo la nascita di un figlio; è uno stato persistente diversamente dal baby blues, che è una manifestazione più breve con crisi di pianto, oscillazioni dell'umore, ipersensibilità. Un criterio che distingue le due situazioni è la presenza di qualche problematica antecedente alla gravidanza.

Diversi aspetti connessi alla nascita di un neonato possono contribuire allo sviluppo di una depressione post partum: senso di inadeguatezza e incompetenza verso la nuova situazione, paura immotivata di fare del male al neonato, timore di non essere in grado di capire i bisogni, i ritmi propri adeguandoli a quelli del bimbo. Non riuscire come prima a svolgere ogni attività al meglio, meno tempo, poche ore di sonno, difficoltà di allattamento producono disperazione, collera, ansia e frustrazione. Si è più sensibili verso gli eventi,  inappetenti; non si tollerano i cambiamenti del corpo che fanno sentire meno attraenti e cala anche il  desiderio sessuale, ci si trascura per mancanza di tempo.

Ci possono anche essere situazioni di parto traumatico, vissuto in modo diverso da come la donna l’aveva immaginato; problematiche con le famiglie di origine: intrusioni o mancanza di supporto; problematiche di coppia che si scatenano o si acuiscono con la nascita del bimbo. Diventare tre può scombussolare il precedente equilibrio famigliare, diminuisce il tempo da dedicarsi come coniugi. Anche il neopapà risente della nuova situazione e della veste genitoriale che ricopre: avverte sentimenti si inadeguatezza e impotenza nel non riuscire ad aiutare come vorrebbe la compagna. Inoltre potrebbe sentirsi periferico all’intimità tra madre bambino.

La depressione post-partum è fisiologica in riferimento ad un ventaglio di emozioni, felicità paura tensione, e cambiamenti fisici e umorali che la donna sperimenta; rientra nella normale ripresa dopo la forte stanchezza del corpo quale il travaglio. Pertanto non è patologia se queste fasi si affievoliscono nell’arco di qualche settimana. Sembra quasi essere un riposo ed un adattamento ad una nuova e importante avventura.

Non è facile fare i conti con attuali equilibri familiari, una diversa fisicità ed un bambino che abbisogna di tante attenzioni. Se è vero che l’istinto materno esiste, è altrettanto innegabile che ogni donna lo sperimenta in maniera soggettiva. Mamma e bambino hanno bisogno di tempo per conoscersi, accelerare non giova: comunicare vuol dire sapersi sintonizzare sui ritmi dell’altro e chi compie il passo è la neo mamma con fiducia e calma.  Conoscere altre donne che attraversano lo stesso percorso e condividere stati d animo, sentimenti di incapacità, aiuta a non sentirsi “malate” o sole, a ridimensionare, a produrre complicità.

Crearsi e ritagliarsi dei momenti intimi tra genitore e neonato può incrementare la conoscenza e migliorare l’armonia. Pazienza e tempo sono alleate di un rapporto che si costruisce sui piccoli e semplici momenti, che si cura giorno per giorno e che durerà tutta la vita. Consapevoli che essere genitori non è un mestiere che si apprende prima, anche i momenti più tristi e incomprensibilmente angosciosi possono essere superati se si ritengono normali e passeggeri. (rita.verardi@libero.it)

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