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Cosa accade alla coppia quando i figli vanno via dalla famiglia

E' il momento in cui la reciproca comprensione e l'affetto devono prevalere sul vuoto emotivo e i diversivi

In Italia, più che in altri paesi, i figli restano sotto il tetto famigliare anche oltre i trent’anni di età. E questa pienezza di accudimento aumenta nei genitori un maggior senso di vuoto quando i figli spiccano il volo fuori dal nido. Spesso i partner si ritrovano a dover fare i conti con un ruolo, quello coniugale, che avevano quasi dimenticato, poiché concentrati molto sul dare ai figli e meno a se stessi come individui e come coppia.

In alcuni casi questo silenzioso vuoto anche emotivo, non solo fisico, fa talmente paura che si evade verso progetti e diversivi poco costruttivi. Ossia si fa continuamente, senza sosta per riempire quel vuoto, pur di non affrontare lo stato emotivo di paura, senso di abbandono, solitudine, il pensiero che l’età avanza.

Ci si trova nel periodo storico della propria vita in cui fare i bilanci di quello che si è costruito, delle aspettative avverate o meno, e spesso il resoconto può deludere, specie se spolverato da un senso di amarezza dovuto proprio al fatto di sentirsi un po’ più soli. Alcune coppie si separano pure poiché si ritrovano come degli estranei a convivere in spazi troppo grandi per loro, senza sapere come occuparli.

È necessario fare un esame e valutare le difficoltà della coppia, e comprendere cosa tiene ancora uniti senza il collante naturale rappresentato dai figli. Sono proprio loro, infatti, a tenere unita la coppia anche nei momenti di maggiore difficoltà perché due genitori sanno che il benessere dei propri figli è la cosa più importante e cercano di trovare la soluzione al loro malessere in nome di un amore necessario alla famiglia.

Occorre ripristinare invece un nuovo equilibrio tenendo conto delle nuove esigenze individuali e di coppia, progetti e impegni propri di una nuova età, senza negarsi nulla. L’amore diventa comprensione, forza di volontà e rispetto verso il partner che deve indirizzare tutte le sue energie verso un obiettivo importante: rimanere insieme.

La comunicazione, che deve oltrepassare i cambiamenti fisici, deve poter rappresentare la base sicura, costruita negli anni, a cui entrambi approdano per risolvere le proprie difficoltà concrete ed emotive. Non dimentichiamo che stare insieme prevede il sostegno reciproco fisico, emotivo, affettivo da una parte, la condivisione e la risoluzione costruttiva dei conflitti come momento di crescita di coppia dall’altra.

Stare insieme senza i figli è un pò come tornare indietro, si è in due a gestire la stessa barca, con la consapevolezza che l’amore anche da “adulto” come una pianta va curata tutti i giorni con delicatezza e pazienza. La sindrome del nido vuoto, è l’evoluzione naturale della vita ma va vissuta con la consapevolezza che il proprio compagno è presente in ogni istante e rappresenta il vero e unico punto fermo. (rita.verardi@libero.it)

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