Mercoledì, 28 Luglio 2021
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Il 5 maggio giornata mondiale contro pedofilia e pedopornografia

Oggi 5 maggio è la Giornata Nazionale per la lotta alla pedofilia e la pedopornografia, data scelta per sensibilizzare e porre l’attenzione su un crimine spregevole che si perpetra quotidianamente ai danni di bambini e bambine

BRINDISI - Oggi 5 maggio è la Giornata Nazionale per la lotta alla pedofilia e la pedopornografia, data scelta per sensibilizzare e porre l’attenzione su un crimine spregevole che si perpetra quotidianamente ai danni di bambini e bambine che vedranno la loro esistenza compromessa irrimediabilmente.

Parlare di pedofilia e degli abusi sessuali che trovano terreno fertile in determinate condizioni sociali, familiari e individuali, scardina il silenzio, crepa l’omertà ed aiuta la prevenzione ostacolando il ripetersi di quegli episodi capaci di rovinare una vita sul nascere.

I dati del Telefono Azzurro, nel 2015, affermano che ci sono state quasi 5000 richieste di aiuto da parte di bambini e adolescenti che hanno riguardato situazioni di emergenza per abusi sessuali. Un trend in costante crescita. 

Il più delle volte il pericolo non viene dagli “sconosciuti” come per decenni hanno insegnato le nostre mamme: la maggior parte degli abusi sessuali denunciati vengono messi in atto da persone appartenenti al proprio nucleo familiare, con dati medi oscillano intorno il 65%.

Il target delle vittime è generalmente costituito da bambine sotto gli 11 anni di età, ma generalmente sono tutti i bambini e le bambine sotto i 10 anni ad essere maggiormente interessati dalla perversione della pedofilia con dati che aumentano di anno in anno.

Tra questi numeri rientra anche la piccola Fortuna Loffredo, la piccola di 6 anni precipitata dal balcone della sua palazzina di Caivano. Colpevole di essersi trovata nei posti sbagliati con le persone sbagliate, colpevole di voler rivedere la luce che i suoi aguzzini volevano spegnere per sempre.

Forse è solo il caso che ha unito la scoperta degli episodi di Caivano con la giornata per la lotta alla pedofilia ma, in realtà, si scorge un collegamento ancora più profondo che risiede appunto nella voglia di parlare, nella necessità d’informare e nel bisogno di scassinare l’omertà che ha fuso le vite smarrite di tutti quelli che sapevano e che non hanno parlato, di tutti quelli che anche oggi in Italia, in questi momenti, guardano e osservano ma scelgono il silenzio.

Il gioco non vale la candela. La spensieratezza e la libertà di un bambino non valgono meno del timore o del rimorso di coscienza di chi lo dovrebbe proteggere. Dietro un mostro, spesso, non si nasconde solo il disagio di una personalità malata, vittima non curata, ma vi è un intero sistema collusivo che sceglie il silenzio affinché le orecchie non odano e le coscienze si assopiscano in un coma morale che porta alla morte interiore.

L’appello di SOS Telefono Azzurro oggi è più forte che mai "Per ogni bambino che è vittima di abusi c'è qualcuno che sa e non parla”. E quando ascoltiamo le parole di Anna, la bambina che ha restituito giustizia e dignità alla piccola Fortuna, è impossibile non chiederci come ogni giorno ci possano ancora essere bambini vittime di “mostri” e di sistemi mostruosi che soffocano la gioia e voglia di sorridere davanti al sole di questa giornata. 5 Maggio. 

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