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Domenica, 16 Gennaio 2022
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A cura di Blog Collettivo

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Florenzi, la nonna e le cose che fanno bene allo sport

Un vecchio detto che è sopravvissuto e si è rafforzato nel corso delle generazioni afferma: “Nella vita puoi cambiare moglie, religione, partito, ma non puoi cambiare la tua squadra del cuore”. Aldilà dell’ironia contenuta in questo messaggio, è sorprendente come descriva fedelmente la psiche di milioni di tifosi sparsi in tutta Italia

Un vecchio detto che è sopravvissuto e si è rafforzato nel corso delle generazioni afferma: “Nella vita puoi cambiare moglie, religione, partito, ma non puoi cambiare la tua squadra del cuore”. Aldilà dell’ironia contenuta in questo messaggio, è sorprendente come descriva fedelmente la psiche di milioni di tifosi sparsi in tutta Italia. L’unica evoluzione che vi è stata nel corso degli anni è che anche le donne hanno scoperto il fascino del tifo sportivo, ragion per cui, pur non essendo caratterizzate dallo stesso spirito facinoroso maschile, anche per loro potrebbe esser più probabile cambiare marito piuttosto che la squadra per cui si tifa.

E’ normale, quindi, che lo sport e il calcio, rientrino appieno nella vita sociale degli italiani, caratterizzandone le abitudini e le discussioni in ogni momento di svago (e non). Lo sport, ormai, va oltre l’attività sportiva: produce enormi fatturati creando sistemi economici molto complessi, influenzando interi palinsesti televisivi, spostando masse di voti durante le elezioni amministrative e, non ultimo per importanza, favorendo il percorso di crescita di giovani atleti con la trasmissione di valori, regole e messaggi positivi con cui identificarsi.

Ed è qui che nasce il bisogno di dare risalto ai gesti positivi degli atleti durante le competizioni. Domenica 21 settembre 2014 tutte le televisioni hanno evidenziato l’originale esultanza del centrocampista della Roma, Alessandro Florenzi, che ha mantenuto la promessa di omaggiare sua nonna se avesse segnato. E cosi è stato. Dopo aver trafitto il portiere avversario Florenzi ha superato l’anello della pista, scavalcato le barriere di protezione e salendo qualche scalino delle gradinate ha trovato la sua familiare immersa nella folla, regalandole un abbraccio molto scenico e genuino.

In un contesto in cui le cronache oscillano dalle sgradevoli conseguenze dei comportamenti di Jenny “La Carogna”, al taglio di capelli di Mario Balotelli ed ai suoi tweet provocatori, questo gesto del giovane giocatore della Roma è come una boccata d’ossigeno per un movimento in forte difficoltà. Anche la Lega Calcio da molto tempo sottolinea che lo sport non è pura fisicità, styling o agonismo esasperato, ma può esser fonte di esperienze emotive positive che accompagnano l’essere umano a più alti livelli di coinvolgimento.

L’atleta, tramite la sua attività, rinforza le sue credenze e i sistemi di pensiero, così come le funzioni di problem–solving (soluzioni dei problemi) e decision-marking (processi sottostanti alle decisioni). Inoltre una sana attività sportiva riduce i rischi di molte malattie quali l'ipertensione, l'artrite ed il diabete, nonché patologie mentali fortemente invalidanti. Praticare uno sport o seguirlo (a meno che non si assista a sconfitte disastrose) provoca uno stato di appagamento, sebbene in maniera differente. Per quanto riguarda la pratica sportiva, essa è in grado di influenzare l'organismo tramite la produzione di endorfine, ormoni responsabili dell'instaurazione nell'animo di uno stato di gioia.

Dal punto di vista osservativo, assistere responsabilmente a manifestazioni sportive induce un incremento motivazionale, favorisce condotte aggregative e l’aumento di abilità sociali. Davanti a tutti questi elementi, il gesto del giovane Florenzi fa decadere parzialmente la generalizzazione che considera tutti i calciatori esclusivamente come degli egocentrici sottoscrittori di contratti faraonici. Inoltre, l'esultanza si erge a simbolo di gioia e successo personale e non si configura come l’umiliazione dell'avversario.

Insomma, il ventitreenne romanista ha dimostrato, con un gesto che non ha precedenti in Italia, che, pur davanti a milioni di tifosi, è la nostra parte più intima ed istintiva il nostro fattore caratterizzante, quella sensibilità capace di manifestare affetto e fedeltà anche nei momenti più emozionanti e convulsi della nostra vita.

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