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Giovedì, 27 Gennaio 2022
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A cura di Blog Collettivo

Ospitiamo in questo Blog opinioni di alcuni cittadini Brindisini

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Il Pd passi subito dalle contese senza politica alla questione sociale

Il documento che l'area di sinistra del Pd cittadino ha presentato l'altro giorno e che assieme ad altri militanti ho sottoscritto è un contributo di impegno e di riflessione per sviluppare un confronto politico,culturale, ideale programmatico oltreche' amministrativo, utile alla città governata oggi da un sindaco del Pd, e all'altezza della domanda di cambiamento espressasi con il voto e con la coraggiosa e intelligente reazione degli studenti all'attentato stragista del 19 maggio.

Il documento che l'area di sinistra del Pd cittadino ha presentato l'altro giorno e che assieme ad altri militanti ho sottoscritto è un contributo di impegno e di riflessione per sviluppare un confronto politico, culturale, ideale programmatico oltreche' amministrativo, utile alla città governata oggi  da un sindaco del Pd, e all'altezza della domanda di cambiamento espressasi con il voto e con la coraggiosa e intelligente reazione degli studenti all'attentato stragista del 19 maggio.

Esso e' indirizzato non certamente a dividere ulteriormente ma si inserisce in quello che è il dibattito apertosi nel Pd e nella sinistra a livello nazionale ed europeo. Dopo le ultime  tornate elettorali che aldilà dei positivi risultati del Pd ha registrato un malessere diffuso che si e' espresso in un consistente astensionismo e in un bisogno di cambiamento che non ha trovato nel Pd stesso un adeguato sbocco.

Rinnovare la politica, i partiti non possono essere più degli slogans ma oltre che pratica quotidiana e coerente anche progettualita', sogno, utopia, se si vuole effettivamente essere all'altezza di quella domanda di cambiamento e di malessere che si e' espressa con il voto e si esprime nelle mobilitazioni  dei lavoratori, dei giovani e delle donne. Unire innanzitutto una sinistra di governo, coerente e affidabile é la condizione per una alleanza di ricostruzione democratica fondata su un rinnovato rapporto tra progressisti e moderati. Per questa alleanza la sinistra deve ripartire da quelli che si definiscono i "fondamentali".

Innanzitutto la questione sociale (lavoro, giustizia sociale, lotta alle diseguaglianze) che mai come in questa fase e'  strettamente collegata alla democrazia e al suo futuro. Il voto, le manifestazioni, le mobilitazioni di questi mesi, hanno indirizzato a tutte le forze di sinistra e di centrosinistra un messaggio di cambiamento, di chiarezza, di determinazione oltreché di unita'. Alla base di tutto rimane, allora, la questione sociale che questa lunga crisi ha squadernato in maniera inedita in quanto intreccio di diseguaglianze, di attacco al valore del lavoro, di diminuzione della dignità e dei diritti della persona e in particolare delle donne e dei giovani, di degrado ambientale.

Per capire il bisogno di cambiamento, per recepire i segnali di rottura e di radicalita', sono indispensabili, oltre che capacita' di ascolto e di dialogo, di presenza sociale e di organizzazione, valori forti, alternativi alla destra e alle sue politiche liberistiche, come condizione per proporre una nuova idea di società e di comunità. Alla domanda di cambiamento, di rottura con un certo continuismo, presente anche nel Pd, l'offerta politica, ideale e programmatica e' apparsa e appare ancora inadeguata, insufficiente e/o poco attrattiva. E' necessario nel lavoro di ricostruzione sociale e democratica saper parlare soprattutto alla società più che ai ceti politici.

L'unita' della sinistra e delle forze democratiche non e' la somma dei suoi rappresentanti ma la capacita' di coinvolgere soggetti, idealità, bisogni di giustizia sociale, mondo dei lavori, ceti produttivi e intellettuali, competenze. Unire la sinistra partendo di qua, dalle risposte da dare, per rimettere in connessione i cittadini, anche quelli che non fanno politica, con la politica e con il Pd. In questo lavoro e' necessario anche un nuovo nucleo ideale e valoriale composto dalle idealità socialiste,dai valori dell'uguaglianza, della dignità della persona, del protagonismo delle donne e dei giovani, della responsabilità verso la natura e verso le nuove generazioni.

Le radici di questi valori sono antichi, recenti,attuali. Non sono parole del passato, sono invece le fondamenta su cui sara' possibile costruire il futuro. Sono valori verso cui guarda gran parte delle nuove generazioni e che abbiamo ascoltato riecheggiare negli interventi degli studenti delle manifestazioni dopo il 19 maggio e che in molti tendono a rimuovere. La crisi che stiamo vivendo non può annullare questi valori, anzi li ripropone e li riattualizza. Essi possono essere la bussola per dare dignità e diritti alle persone, ai giovani, alle donne, per creare lavoro, per incentivare l'impresa responsabile, cooperativa, per costruire una società sobria, solidale, accogliente,l ibera e di eguali.

Valori che servono anche per liberare e ripulire la politica, dalla meschinità individualistica, personalistica, affaristica e per dare gambe e idee ad una vera riforma della politica. Valori che possono liberare energie e creare lavoro. Le diseguaglianze sociali deprimono l'economia cosi' come le scelte neoliberistiche hanno dato vita ad una recessione da cui e' difficile prevedere la fuoriuscita. Tutto questo deve cambiare la natura dell'attuale discussione a sinistra e tra le forze democratiche. Una discussione tutta schiacciata sul quotidiano e sulle alleanze per governare, sulla gestione dell'esistente non serve a nulla.

Così come non c'e' futuro se le forze socialiste e progressiste europee non si riorganizzano e rinnovano le loro politiche in una dimensione europea per liberarsi definitivamente dalle logiche nazionali e da quella visione liberista che è ancora alla base di alcune risposte all'attuale crisi e che ha consentito al capitalismo finanziario di agire a livello globale annullando qualsiasi funzione e capacita' regolatrici delle democrazie nazionali. La sinistra italiana, anche quella di cui parla Vendola, non puo' non avere come riferimento il socialismo europeo se si vuole combattere destra e liberismo. Spetta alla sinistra anche in Italia ritrovare forza, punti di incontro e di unita' superando antiche divisioni, dolorose separazioni, orgoglio di partito e di gruppi dirigenti.

Dentro, vicino al Pd ci sono energie, forze (movimenti, speranze giovanili, grandi bisogni sociali) che richiedono il cambiamento. Queste forze sono anch'esse divise e sono percorse da profonde diffidenze verso la politica e verso il Pd. E' necessario allora un rinnovamento culturale in grado di coinvolgere soprattutto le nuove generazioni. Per questo è necessario, come si dice nel documento, un Pd che non sia il luogo del contendere per la conquista per cariche interne o esterne ma il luogo di comunità dove ogni energia, ogni personalità, ogni competenza deve essere utilizzata al meglio per far crescere la conoscenza e l'agire collettivo.

Ad oggi purtroppo il confronto delle posizioni e delle idee rischia seriamente di degradare in competizioni senza politica, così come la libertà dei singoli di partecipare al dibattito e al lavoro politico collettivo rischia di essere pesantemente compromessa e negata. Le tante energie dentro e fuori al Pd, i tanti giovani e le donne che vivono o vogliono vivere la politica come passione, come sensibilità civile e civica, che hanno bisogno anche di visioni e di sogni, che partecipano alle lotte dei movimenti, lo fanno in nome di valori, di politiche e di impegno per il cambiamento e non come supporter o tifosi di singoli o di correnti.

I valori richiamati nel documento non solo sono attuali ma sono necessari per poter dare una risposta alla crisi oltreché per poter leggere e capire la società odierna partendo anche da alcuni nuovi bisogni quali quelli di tutelare e valorizzare i beni comuni,di ripensare il rapporto tra istituzioni e cittadini,tra rappresentanza e partecipazione. Volersi impegnare nella battaglia per il rinnovamento politico e culturale del pd,per un suo nuovo e più solido insediamento nella società brindisina, nei suoi luoghi di lavoro, nei suoi quartieri, nelle piazze, significa anche ricostruire un rapporto rigoroso e paziente con tutte le forze e i movimenti di sinistra, per una ricomposizione culturale e progettuale di una sinistra e di un elettorato che nelle ultime elezioni e' stato diviso e si e' diviso.

E' questa una delle condizioni per riaprirsi alla società, per promuovere nuovi gruppi dirigenti la cui principale aspirazione non può essere quella di occupare un posto nelle istituzioni e per dare alle nuove generazioni luoghi, strumenti, occasioni, responsabilità non solo per essere ascoltate ma anche per contare. E' questo il miglior contributo che questa area del Pd brindisino può  dare al sindaco Consales. Idee, proposte, visioni, valori sono un ottimo sostegno ad una amministrazione impegnata a rompere con un passato di paralisi e di quotidianità  e che e' chiamata a caratterizzarsi con nuove e buone pratiche di politiche per la città.

Le nostre energie, le nostre competenze, le nostre conoscenze, saranno a disposizione per contribuire ad elevare e qualificare la partecipazione civica al rinnovamento e alla rinascita di Brindisi, per sconfiggere il continuismo amministrativo e per far ricredere quanti amici o avversari sono ancora diffidenti nei confronti di questa amministrazione.

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