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Saper gestire la rabbia fa bene alla mente ma anche al corpo

La nausea può essere un disturbo psicosomatico? La nausea può fa parte come disturbi digestivi, insonnia, aumento dell’ansia, depressione, pressione sanguigna elevata, problemi della pelle o problemi cardiaci, dei disturbi psicosomatici

La nausea può essere un disturbo psicosomatico? La nausea può fa parte come disturbi digestivi, insonnia, aumento dell’ansia, depressione, pressione sanguigna elevata, problemi della pelle o problemi cardiaci (attacchi di cuore, tachicardia) dei disturbi psicosomatici. Sono sintomi, punta d’iceberg di un malessere profondo e non espresso.

Capire che un certo lavoro ci fa stare male, una relazione è inappagante non serve se si persevera nel mantenere ciò. Nausea e vomito a volte possono essere lo sfogo attraverso il corpo, reazioni fisiologiche che il nostro organismo mette sapientemente in atto per espellere qualcosa di tossico, qualcosa che è nella nostra mente, tra le nostre emozioni.

Il vomito in particolare costituisce un atto quasi violento, improvviso e irrefrenabile, come la rabbia che non si riesce a esprimere diversamente. Non possiamo né dobbiamo essere quelli che si adattano alle circostanze, senza vivere pienamente un momento di tristezza o rabbia ed esprimerla verbalmente, opponendoci a ciò che non ci va. Può essere un modo per provare a stare meglio e darsi tempo. Il proprio tempo e spazio per arrabbiarsi, gioire, piangere, ridere, soffrire e essere felice. Vivendo pienamente tutte le emozioni, anche quelle più difficili, non servirà più la nausea per riprendere contatto con loro.

Spesso ci viene insegnato a non arrabbiarci per evitare situazioni problematiche o nuovi scontri tossici, disagevoli. Occorrerebbe comprendere le conseguenze della nostra rabbia e la qualità. Se porta un danno a qualcuno o si ritorce contro di noi, oppure se può essere costruttivo per far valere un nostro diritto senza aggredire o prevaricare, rovinando la comunicazione con l'altro.

Prendere “confidenza” con la nostra ira, può aiutare a conoscere meglio se stessi e capire come mai certe cose fanno arrabbiare. Sperimentarla evita che ci domini poiché impareremo a gestirla. Ci si può opporre con una certa dose di rabbia a qualcosa che non ci va perché il nostro io ha diritto a essere protetto da noi stessi. Per essere felici.

È possibile che per evitare di ferire reprimiamo uno stato di piccola ribellione, sentendoci meno in colpa; subito dopo, però, potremo prendercela con chi non c’entra nulla. Questo accade perché la rabbia cresce come un fuoco lento dentro di noi facendo evaporare il nostro autocontrollo. Se ci diamo la possibilità di arrabbiarci, potremo guardarci meglio come siamo fatti e costruire nuovi e più adeguati strumenti per liberarla, facendo un sano esercizio di auto-controllo.

Pensiamo alle emozioni come se non fossero parte di noi, qualcosa di astratto rispetto al corpo, come se il corpo fosse un recipiente per contenerle e un mezzo per esprimerle fisicamente. Questo non è vero. Noi siamo emozioni e pensieri che si traducono nei comportamenti. Siamo un'unica armonia complessa, che abbiamo diritto, ma anche dovere, di vivere e comprendere appieno. (rita.verardi@libero.it)

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