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"In cammino per una sinistra nuova e unitaria a Brindisi"

Carmine Dipietrangelo, Articolo 1: "Dal 3 di dicembre nascerà una nuova soggettività politica di sinistra che sarà presente nelle prossime competizioni elettorali non solo nazionali ma anche locali"

Ogni tanto vengo chiamato in causa per lo scontro tra presunte correnti o tra persone in Art1 di Brindisi, movimento a cui io ed altri(non solo i fuoriusciti del pd) abbiamo aderito sin dalla sua nascita.  La lotta politica o la battaglia delle idee non l’ho mai fatta per motivi o contrapposizioni personali. Provo, per questo,  un certo fastidio, quando mi si coinvolge in presunti scontri tra persone(in questo caso tra me e il consigliere regionale Romano).  Riconosco di essere  insofferente verso pratiche burocratiche e dal sapore autoritario. Ci sono stati  certamente momenti,  atteggiamenti e iniziative  a cui ho sempre risposto, coerentemente ai principi e ai valori fondativi del movimento, che Art1 era e doveva rimanere aperto e inclusivo verso tutti coloro che si richiamano alla sinistra e che in città avevano ed hanno intenzione di rompere con il passato, per costruire una soggettività politica nuova. Lo confermo. E a pensarla così non sono solo io.

Una rottura imposta anche dai fatti politici, e non solo, che hanno riguardato le ultime vicende amministrative. Una rottura verso i protagonisti di questo passato ma soprattutto verso quelle pratiche consociative e trasformistiche che hanno ridotto la città nelle  condizioni note: perdita di autorevolezza, di progettualità, di futuro, di stabilità, di rappresentatività e rappresentanza. Su questo c’è stato, e non so se da parte di altri c’è ancora, una differenza di giudizio e di valutazioni.

A Brindisi, sin dal mese di marzo, agisce e opera con iniziative, proposte, incontri, un coordinamento di Art1 che è dotato di una sede che è anche sede provinciale, formalmente inaugurata e frequentata da tutti i dirigenti nazionali del movimento. Gli aderenti ad Art1 in città hanno superato da tempo il numero di 100 iscritti. Non risultano altri comitati che hanno sviluppato iniziative e si sono fatti riconoscere come aderenti ad Art1. Se ci sono....hanno scelto forse la strada della “clandestinità” o della “ubiquità”.

Se ci sono altri che hanno aderito o che intendono aderire, porte aperte e spalancate. Non ci può essere nessuno che si possa arrogare il diritto di chiudere o di aprire porte... bisogna solo riconoscersi nei principi e nei valori di una nuova sinistra. Un progetto che richiede pensieri e tempi sufficienti per affermarsi. Non si sta costruendo una ennesima lista civica per le prossime elezioni amministrative  ma una piattaforma ideale e programmatica di grandi ambizioni per il futuro.

E siccome il tempo è galantuomo credo che le giuste preoccupazioni, di qualche mese fa, di molti dei fondatori di Art1 siano state superate, come, tra l’altro era prevedibile, dall’impossibilità per alcuni di aderire ad un movimento in contrasto con la propria indole, cultura politica(si fa per dire) e del proprio rapporto con la cosa pubblica. E non a caso, proprio alcuni nomi di cui si parlava come possibili aderenti, nel corso dei mesi successivi, si sono ritrovati già impegnati in liste, associazioni, ben lontani dai principi fondativi di Art1. Alcuni di questi, presenti anche ad una iniziativa pubblica con D’Alema, sono oggi impegnati, in città, a costruire aggregazioni di moderati o addirittura interessati a fare alleanze con il centro e la destra.  La storia ha fatto giustizia...diciamo.

Ma se queste considerazioni non fossero sufficienti a chiarire  che non ci sono scontri e correnti perché mancano sia i soggetti che i motivi per uno scontro, voglio ricordare che Art1 è in fase di superamento come soggetto politico organizzato  e distinto, e che assieme a Sinistra italiana e a Possibile,  ha deciso di dare vita alla lista unica e a una proposta politica e programmatica unitaria come base per una forza a sinistra del Pd.

Dal 3 di dicembre nascerà una nuova soggettività politica di sinistra che sarà presente nelle prossime competizioni elettorali non solo nazionali ma anche locali. Per questo progetto, io, come l’on. Matarelli, i consiglieri  regionali Romano e Vizzino, assieme a tutti coloro che hanno aderito e rappresentano Art1 in provincia di Brindisi, devono essere impegnati, e non potrebbe essere altrimenti. Insomma se divisioni ci sono state esse non hanno più ragioni di esistere. Le prevedibili scelte individuali, le collocazioni differenti già determinatesi in città, il percorso politico avviatosi hanno aiutato a fare chiarezza e a eliminare dubbi e inutili contrapposizioni. Altrettanto farà il lavoro comune che ci si appresta ad organizzare.

Art1 confluirà nella lista unica di sinistra e progressista e con coerenza sarà  anche a Brindisi, protagonista, con altre forze di sinistra (penso al Movimento di Brindisi Bene Comune, ai cattolici democratici), della costruzione di uno schieramento unitario di sinistra per un nuovo centrosinistra alternativo al trasformismo e alle ammucchiate di indistinti portatori di voti. Un centrosinistra aperto anche al pd ma a queste condizioni.

La città ha bisogno di cambiamento, di rottura con il passato, per poter progettare e governare la rinascita di una nuova Brindisi.  Per farlo bisogna gettare le basi per una buona politica e per un cambiamento profondo a cui la sinistra è chiamata a dare il suo contributo di idee, di proposte, di donne e uomini, competenti e disinteressati. E su questo, penso, non ci sono e non ci potranno essere divisioni.  Dopo l’assemblea nazionale del 3 dicembre che sarà preparata da una assemblea provinciale prevista per questa settimana e che vedrà la partecipazione degli aderenti a Sinistra Italiana, a Possibile e a Art1, finisce il periodo dell’attesa, del posizionamento strumentale, della doppiezza  e...della clandestinità o dell’ubiquità.

Aria nuova e disponibilità disinteressata per  costruire una sinistra popolare per cambiare l’Italia e Brindisi. A questo progetto do e darò il mio contributo finalizzato a mantenere vivi e attuali i valori della mia gioventù che, come ricordava E.Berlinguer, sono quelli a cui richiamarsi nei momenti di difficoltà e di crisi profonde.

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