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In ricordo di Gae Aulenti: una donna in un mondo di uomini

Cercavo uno spunto da cui partire e un attimo fa mi è stato fornito da uno dei tanti servizi commemorativi sul più grande architetto italiano donna appena scomparsa, Gae Aulenti: non potevo trovare un aggancio migliore con il mondo di una donna che ha fatto la storia dell’architettura contemporanea e non solo. Personaggio poliedrico, la Aulenti si è interessata anche di teatro, design, arte, etc., portando avanti le sue idee in un mondo prettamente maschile: se ci guardiamo attorno, in effetti, a parte Zaha Hadid, non si riscontrano tante altre archistar donne, sono quasi tutti uomini, ieri come oggi.

«L'architetto deve saper leggere il contesto perché molto spesso le radici sono nascoste e sotterranee. Il saperle riconoscere e farle apparire è il grande lavoro di rilettura storica di un luogo».

Cercavo uno spunto da cui partire e un attimo fa mi è stato fornito da uno dei tanti servizi commemorativi sul più grande architetto italiano donna appena scomparsa, Gae Aulenti: non potevo trovare un aggancio migliore con il mondo di una donna che ha fatto la storia dell'architettura contemporanea e non solo. Personaggio poliedrico, la Aulenti si è interessata anche di teatro, design, arte, etc., portando avanti le sue idee in un mondo prettamente maschile: se ci guardiamo attorno, in effetti, a parte Zaha Hadid, non si riscontrano tante altre archistar donne, sono quasi tutti uomini, ieri come oggi.

Ero stata a Parigi nel 2001 al Musée D'Orsay e mi ero persa nella fantastica fusione tra la struttura dell'ex stazione ferroviaria e l'allestimento degli spazi interni che si fondevano in quel guscio: non avevo mai visto un intervento così perfettamente riuscito al punto da farti dimenticare dove fossi e farti ritrovare improvvisamente dentro al mondo impressionista che predomina nell'esposizione permanente del museo.

Insieme al grandioso progetto per il Musée d'Orsay di Parigi (1980-86), la Aulenti negli anni ha firmato, tra gli altri, la ristrutturazione di Palazzo Grassi a Venezia, il nuovo accesso alla Stazione Santa Maria Novella a Firenze, il Padiglione Italia all'Expo '92 di Siviglia, la ristrutturazione del Palazzo del Governo della Repubblica di San Marino, la nuova Galleria per Esposizioni Temporanee alla Triennale di Milano, l'allestimento del nuovo percorso di visita del Castello Estense a Ferrara e della mostra ''Arti e Architettura 1900-2000'' al Palazzo Ducale di Genova. L'ultimo è il Restauro di palazzo Branciforte a Palermo, di quest'anno.

Sempre partendo dall'analisi del contesto e cercando di valorizzarlo: detestava le macerie, lei, nata in epoca di guerra da genitori meridionali emigrati al Nord e cresciuta nel periodo della ricostruzione. In un'epoca di macerie qual è quella in cui viviamo, non più o non solo macerie materiali, ma spesso metaforiche, credo che il lavoro dell'architetto, ora più che mai, abbia un ruolo importante: creativo, scientifico, ma anche politico. Da sempre l'architettura ha costruito case, dato un impianto urbanistico alle città, creato mondi, dai microcosmi familiari ai macrocosmi delle aree urbane. Architettura significa storia ma anche vita, significa fantasia ma anche idea più o meno utopica di realtà.

Fossi l'architetto che non sono mai diventata mi occuperei probabilmente solo di restauri e recuperi: c'è tanto materiale su cui lavorare, piuttosto che continuare a sfruttare impunemente il suolo, che non ne può più di noi e dei nostri sprechi. Sprechi di risorse, di materiali, di bellezza: ecco, lo spreco della bellezza è una vera "barbarie", tanto per utilizzare un termine ultimamente troppo impropriamente utilizzato.

A tutti gli uomini e alle donne che volessero capire cos'è la bellezza consiglio un posto, uno dei miei "luoghi del cuore": la scala esterna delle Scuderie del Quirinale, che la Aulenti ha restaurato alla fine del secolo scorso, con una vetrata mozzafiato che da su un panorama a 180° dal più alto dei sette colli di Roma. Dall'Altare della Patria alle cupole delle chiese (si vede anche San Pietro) dai tetti delle case nei rioni del centro storico alle quinte verdi del Gianicolo, di Monte Mario e del Pincio...

L'architettura è anche questo: un nuovo punto di vista sul mondo. Un punto di vista che il potere maieutico della creatività femminile di Gae Aulenti lascia come esempio a tutte le donne che vorranno impegnarsi a cambiare il mondo. Infinitamente, grazie.

*Manager culturale e componente Conferenza donne Pd - Brindisi

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