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Vito Brugnola

Vito Brugnola

Giovani alla scoperta del sesso sul web: seconda parte dell'inchiesta

Seconda parte dell'inchiesta dello psicologo Vito Brugnola sul rapporto fra i giovani e il sesso, nel contesto del web. "ai ragazzi è stata richiesta la frequenza con cui vengono a contatto con materiale di origine sessuale"

Nella seconda parte del questionario, ai ragazzi è stata richiesta la frequenza con cui vengono a contatto con materiale di origine sessuale, dovendo scegliere tra 4 possibili risposte: raramente, ogni tanto, frequentemente e molto frequentemente.

Frequenza-2

A questa domanda, quasi metà degli studenti ha risposto che non è raro imbattersi in certi tipi di contenuti, circa uno su tre sostiene di avere poche visualizzazioni mentre il 17% degli intervistati, quasi un ragazzo/a su cinque, riferisce di avere accesso frequente o molto frequente a materiale per adulti.

Frequenza m-2

Il divario nelle risposte aumenta vedendo le preferenze di studenti e studentesse: quasi il 70% dei ragazzi ha un accesso mediamente costante a contenuti pornografici o erotici, mentre tre ragazze su quattro difficilmente visualizzano questo materiale e il 25% delle intervistate ha espresso una preferenza intermedia.

modalita f.-2

Infine, il test ha chiesto agli studenti in che situazioni hanno modo di visionare immagini adulte. A questa domanda il 74% degli intervistati ha risposto che visualizza certi contenuti prevalentemente quando è da solo mentre nel 19% dei casi lo si effettua in compagnia con i propri amici.

Modalità-2

La percentuale di “condivisione” aumenta sensibilmente tra le ragazze, raggiugendo valori vicini al 40% mentre una ragazza su quattro ha riferito di preferire l’accesso a materiale adulto quando è sola ed il 37% del campione non si è espresso.

modalita f.-3

In sintesi, l’accesso a immagini o video contenenti atti sessuali è molto diffuso tra ragazzi, soprattutto i maschi sono maggiormente interessati a ricercare materiale adulto ma in fenomeno non è sconosciuto neanche al mondo femminile, seppur con una minore intensità.

La visualizzazione in età precoce può esporre i ragazzi a distorsioni pericolose riguardo il sesso, rendendo l’atto come il frutto di un impulso, piuttosto che l’espressione di un sentimento verso un partner consolidato. Infatti, gli interventi psicologici effettuati unitamente al test, si sono indirizzati sul contrasto all’impoverimento dell’atto sessuale e sulle pretese degli studenti riguardo le loro future partner affinché si possa stabilire una relazione soddisfacente. La mitizzazione di uno stereotipo fisico, inoltre, aumenta soprattutto nei maschi la necessità di ricercare ragazze che abbiano determinati canoni fisici, poco affini alla realtà dei fatti ed alla varietà delle caratteristiche corporee.

I canali privilegiati per l’accesso a materiale per adulti riporta nel 60% delle risposte, fornite dai ragazzi, la visualizzazione di siti dagli indirizzi più svariati. Questi dati sembrano coincidere con quanto elaborato da studi europei focalizzati sul motore di ricerca Google, i quali hanno conteggiato 240 milioni di pagine con la parola chiave “porn”, frutto di un utilizzo della rete che nel 60% dei casi ha un obiettivo sessuale.

Davanti a questi numeri, il focus di ogni intervento psicologico non può vertere sulla censura e limitazione dei propri impulsi, ma sul loro assecondamento tramite un’educazione sessuale, sia a casa che a scuola, in base al grado d’età degli studenti.

La visualizzazione di materiale erotico o pornografico può esser necessario per affermare la propria identità e lo scambio d’informazioni tra pari fornisce le conoscenze utili per sfatare i primi tabù e consolidare i significati intrinseci dei cambiamenti fisici tra la fanciullezza e la piena adolescenza.

Processi che è bene che vengano accolti, guidati e orientati da occhi adulti vigili pronti a consigliare gli adolescenti sugli usi corretti dei mezzi tecnologici e sul rispetto del proprio e dell’altrui corpo, prevenendo comportamenti immaturi e le false illusioni di un mondo virtuale.

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